Yonamine: artista plastico angolano

E’ proprio il Padiglione Angolano, curato dagli architetti Paula Nascimento e Stefano Rabolli Pansera, con l’artista Edson Chegas ad essersi aggiudicato il Leone d’Oro alla 55th Biennale d’Arte di Venezia per la migliore partecipazione nazionale. Eccellente risultato se consideriamo l’Angola come uno dei Paesi che partecipa per la prima volta alla mostra di Venezia. L’Angola quindi come il Paese africano più promettente, ricco sia di giovani talenti emergenti che di artisti già più strutturati. Uno di questi: Yonamine. Classe 1975, artista plastico, angolano, vissuto tra Luanda, Rio de Janeiro e Londra, oggi vive e lavora a Lisbona. Anche quest’anno la galleria portoghese Cristina Guerra Contemporary Art, presente ormai da 10 anni consecutivi sia ad Art Basel che ad Art Basel Miami, riconferma Yonamine tra gli artisti esposti in fiera. Come scelta commerciale della gallerista, un’opera centrale: una tela di medio formato (160x160cm), tecnica mista e di valore medio, 13.700 euro, rispetto al suo price-range che va dai 3.000 ai 30.000 euro.

UNTITLED, YONAMINE

YONAMINE. Untitled, 2013. Mixed media on canvas. 160×160 cm

 

La collaborazione tra l’artista e la gallerista inizia nel 2009 quando lei nota e si innamora del suo talento prima in una mostra collettiva indipendente presso la Galleria ZDB (2007, Lisbona), poi nella Galleria 3+1 Arte Contemporanea con la mostra Tuga Suave (2008, Lisbona). Benché più apprezzato e venduto da un pubblico (sud)americano durante le fiere di Art Basel Miami Beach (USA), Zona Maco (Messico) e Art Rio (Brasile), è in Europa che l’artista Yonamine viene incoronato dall’istituzione museale. Lo scorso Dicembre 2012 il Centre Pompidou acquista l’installazione Control Z (2009) a 30.000 euro.  E’ proprio questo dato a farci capire quanto il lavoro sinergico, intellettuale e promozionale, dell’artista e del gallerista insieme influisca su una carriera di successo. In soli 3 anni di collaborazione tra Yonamine e Cristina Guerra, l’artista angolano è entrato a far parte della collezione permanente del Beaubourg e la sua valutazione è diventata 10 volte più alta. Anche se durante Art Basel 2013 l’operazione di vendita non è stata ufficialmente conclusa (il collezionista privato acquisterà l’opera a Lisbona), la gallerista sostiene che Yonamine è un artista che viene quasi sempre venduto in ogni edizione della fiera svizzera a cui partecipa. Questo perché possiede una produzione abbastanza differenziata, quindi un pubblico abbastanza vario sia in termini di nazionalità (Brasile, USA, Svizzera, Portogallo) sia in termini di portafoglio: c’è chi compra le sue serigrafie, chi le sue pitture; c’è chi compra le sue stampe su quotidiano, chi le sue tele; c’è chi compra le sue installazioni, chi i suoi video. Il suo substrato e background di Street Art e Pop Art spiega il motivo per cui il suo pubblico più numeroso è quello americano, e le vendite più importanti vengono fatte ad Art Basel Miami: crocevia di collezionisti americani e brasiliani. Un pubblico di medio/alto livello, quello dei collezionisti della Galleria Cristina Guerra in generale, che tra la scuderia dei suoi artisti vanta nomi come John Baldessari, Lawrence Weiner, Matt Mullican, João Louro e Julião Sarmento. Bilancio positivo quello della galleria portoghese per Art Basel 2013, migliore rispetto al 2012. Tra le vendite, 6 di 8 tele rosse di Matt Mullican per un totale di 39.000 euro e un’opera di João Louro a 25.000 euro, ma soprattutto tanti nuovi contatti e potenziali clienti. Come conferma anche la gallerista, la maggior parte dei giochi viene fatta durante i giorni della preview. E se anche una tra le più costose (90.000 euro il costo totale della partecipazione, di cui solo 40.000 euro per lo spazio espositivo), Art Basel resta comunque la fiera più competitiva e selettiva insieme ad Art Basel Miami, simile alla FIAC di Parigi per austerità e tipologia di pubblico: europeo, interessato, preparato e di settore. Tornando quindi all’Arte Contemporanea Africana, la gallerista Cristina Guerra conclude affermando che “ormai tutto ciò che è africano, oggi è cool”, sognando quindi di esporre ed esportare l’artista angolano a NY, consacrandolo e consegnandolo alla vera critica internazionale: step più difficile da raggiungere e superare ma non impossibile per Yonamine.

by valentina toscano
foto: valentina toscano

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