HWAET! THE VERCELLI BOOK, UN VIDEOGIOCO NEL MUSEO DI VERCELLI

di Emanuele Polani

La transizione al digitale è un aspetto complesso, soprattutto in termini museali. Creare valide alternative alla fruizione dal vivo è una sfida che richiede tempo e programmazione delle risorse. 

Per Timoty Leonardi, ex direttore della Fondazione Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli e attualmente Project Manager alla Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona, la digitalizzazione assume un ruolo centrale per sviluppare strumenti in grado di comunicare il grande patrimonio dei musei ecclesiastici, solitamente più focalizzati su tematiche di conservazione. La fondazione che dirige ha intrapreso dal 2019 un percorso di rinnovamento digitale attraverso pratiche di gamification. Il videogame “Hwaet! The Vercelli Book”, realizzato in collaborazione con l’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR di Palermo e Bepart, società milanese specializzata in realtà aumentata, è stato inizialmente pensato per la fruizione in presenza, ma si è evoluto rispondendo alle nuove necessità introdotte dalla pandemia. Il videogame presto sarà disponibile sui principali digital store in una versione diversificata per la fruizione fuori dal museo, intraprendendo così un percorso verso la fruizione ibrida tra reale e virtuale. 

La direzione intrapresa verso la digitalizzazione dell’offerta museale della Fondazione Museo del Tesoro di Vercelli è molto attenta alle opportunità dei formati che le tecnologie contemporanee offrono. Nell’ottica di rinnovamento, il videogioco è una nuova forma di comunicazione utile anche a introdurre una nuova idea di museo ecclesiastico, attento all’innovazione e alla disseminazione delle sue ricchezze artistiche. Precisa il direttore Leonardi, «abbiamo voluto fare un qualcosa di alternativo per raccontare quello che non si vede nel museo. Facciamo luce sulla storia del nostro patrimonio per approfondire aspetti che, se prima erano narrati nei pannelli, ora con un videogioco abbiamo l’opportunità di approfondire, essere vissuti in altro modo. Da un punto di vista di marketing questa operazione inoltre, può confluire in un ritorno economico in termini di visita specifica al museo».  

Courtesy: Fondazione Museo del Tesoro del Duomo e Archivio Capitolare di Vercelli

Il progetto intrapreso dalla Fondazione fa luce, inoltre, sulle tematiche di digitalizzazione e di virtualizzazione, evidenziando come, in termini museali più che in altri, non rappresentino la stessa cosa. Le tecnologie, infatti, offrono opportunità che vanno ben oltre il museo virtuale, forniscono strumenti efficaci nel campo del public engagement, della condivisione dei saperi e scoperta dei beni artistici e culturali dal vivo attraverso l’individuazione di fasce trasversali di pubblico, in relazioni con le esigenze del territorio. Il videogame del Museo del Tesoro così instaura un dialogo tra la collezione e lo spettatore, attraverso il manoscritto del Vercelli Book. Un mix di emozioni, fantasie e leggende insite nel manoscritto anglosassone riescono a rendere vicino un passato lontano mille anni. Silvia Faccin, executive editor del progetto, sottolinea come il digitale per il Museo del Tesoro sia stato uno strumento fondamentale anche prima della pandemia, quando non era strettamente necessario studiare soluzioni virtuali di accesso al patrimonio. 

Courtesy: Fondazione Museo del Tesoro del Duomo e Archivio Capitolare di Vercelli

Il progetto da cui prende le mosse il videogioco è vincitore dell’edizione 2019 “Luoghi della Cultura” sostenuto da Compagnia di San Paolo. Il lavoro intrapreso parte da un’attenta analisi del territorio, individuando in esso una fascia di pubblico trasversale, i digital nomads, attenti alle nuove tecnologie e alla scoperta del patrimonio artistico tramite queste. Faccin ci racconta come le esigenze rilevate sono state messe a frutto, decidendo così «di convertire la digitalizzazione del patrimonio in un prodotto in cui lo spettatore per mezzo di un iPad possa visitare il museo e interagire con la realtà aumentata offerta dal dispositivo». La novità che propone il progetto è nella metodologia, da cui si evince la volontà di non lavorare sulla virtualizzazione della visita. Il patrimonio del Museo del Tesoro necessita di essere visto dal vivo e di essere vissuto in presenza, in quest’ottica «il digitale può aiutare il reale, ma non può sostituirlo. Per questo la versione on line del videogioco, nata dall’evoluzione a seguito della situazione contingente della pandemia, rappresenta un antefatto di quello che poi il visitatore troverà nel museo. In questo modo abbiamo creato dei percorsi che anticipano la visita da un punto di vista didattico e creano interesse verso un pubblico nuovo».

L’utilizzo di tecnologie digitali nell’esperienza del Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli rappresenta una best practice che ha ripercussioni su tutta la gestione del prodotto culturale. La metodologia di lavoro intrapresa infatti si rivela, in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, una fonte di resilienza che permette al museo di adattarsi alle nuove esigenze, continuando ad erogare servizi legati alla fruizione del patrimonio e trovare anche nella situazione emergenziale, opportunità di nuove forme di coinvolgimento del pubblico. 

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