ART BASEL

La 47ª edizione di Art Basel si è conclusa domenica 19 giugno con un ottimo bilancio di vendite. Le 286 gallerie da 33 paesi che hanno partecipato alla kermesse, la più importante tra le fiere d’arte contemporanea, con opere di 4.000 artisti per un valore totale di 3 miliardi di dollari secondo Axa Art, hanno registrato vendite a cinque, sei e sette cifre fin dalle prime ore della preview e per tutta la durata dell’evento. I collezionisti sono arrivati già lunedì direttamente dall’inaugurazione diManifesta a Zurigo per assistere all’apertura di Art Unlimited e hanno affollato gli stand nei giorni di anteprima della fiera, martedì e mercoledì. Giovedì la fiera ha aperto le porte ai visitatori che sono stati in tutto 95.000, leggermente meno dei 98.000 dell’anno scorso. I gruppi museali sono stati 300. Tra i nuovi collezionisti quest’anno c’erano acquirenti arrivati dall’Africa, dai paesi dell’ex-Unione Sovietica, da Iran, Libano, Giappone, Corea, Filippine e Tailandia.
L’Africa – l’ultima frontiera del mercato dell’arte contemporanea – è stato uno dei temi dell’edizione di Basilea di quest’anno grazie alla presenza di una gigantesca opera di El Anatsui ad Art Unlimited offerta da Jack Shainman e alla celebrazione del 50° anniversario di Goodman Gallery (Johannesburg, Città del Capo), che ha venduto il primo giorno varie opere, tra cui una su carta di William Kentridge ad un collezionista africano e una scultura di Walter Oltmann alla collezione angolanaDokolo per 25.000 dollari. Anche Stevenson (Johannesburg, Città del Capo) ha fatto il sold out il primo giorno.
Un altro tema sentito di questa edizione è stato quello degli archivi storici, trattato anche ad un talk a cui hanno partecipato il direttore del Centro Paul Klee Michael Baumgartner, la fondatrice dell‘Institute for Artists’ Estates Loretta Würtenberger, il direttore della Berlinische Galerie Thomas Köhler, e il figlio di Donald Judd, Flavin Judd. Diversi stand della fiera hanno puntato sui lasciti, in particolare Hauser & Wirth , che oramai rappresenta l’eredità artistica di molti autori tra cui Louise Bourgeois, Philip Guston e Mike Kelley (la sua opera “Memory Ware Flat #10” del 2001 è stata venduta a un privato per 4,4 milioni di dollari, mentre Skarstedt ha venduto “Reconstructed History” del 1989 per 1,5 milioni di dollari), Lygia Pape (”Book of Night and Day” del 1963-76 è stata venduta per 2,8 milioni di dollari) e David Smith. E gli effetti di una buona gestione dell’archivio e di un’attiva collaborazione con la galleria sul mercato si sono potute osservare: infatti ad un anno esatto dall’annuncio della presa in consegna dell’archivio Melotti da parte di Hauser & Wirth, l’artista italiano era esposto in vari stand della fiera ed è stato venduto con successo. Stesso discorso per Josef Albers, il cui archivio da poco è stato preso in consegna da David Zwirner.

http://www.arteconomy24.ilsole24ore.com/art/cultura-tempo-libero/2016-06-20/mercato-arte-dimostra-forza-160037.php

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