Dopo il master: Roberta Capozucca

di Valentina Longo e Giulia Oliboni

Roberta Capozucca, ex studentessa dell’ottava edizione del master in Economia e Management dell’arte e dei beni culturali presso la 24 ORE Business School, nata a Montegranaro, in provincia di Fermo, attualmente lavora a Milano come progettista culturale presso la Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri e collabora come contributor presso Il Sole 24 Ore.

courtesy: Roberta Capozucca

Come è nata la tua passione per l’arte?

Più che all’arte sono sempre stata interessata al patrimonio culturale materiale. Uno dei primi ricordi che ho in tal senso è un libro che mio nonno mi regalò all’età di 8 anni “Il settimo papiro” di Wilbur Smith e che potrei considerare come il “battesimo” della mia passione verso l’ambito culturale. Da lì mi appassionai alla civiltà faraonica fino a quando feci un viaggio in Egitto insieme alla mia famiglia, rimanendo sorpresa dal modo in cui il popolo egiziano percepiva e trattava il proprio patrimonio culturale. Ricordo chiaramente la frustrazione che provai quando vidi la nostra guida gettare una lattina di Fanta ai bordi degli scavi di El-Giza, è una scena che ancora ho perfettamente impressa nella mia mente.

Qual è la tua formazione universitaria?

Mi sono laureata in archeologia egiziana alla University College of London (UCL), con una specializzazione in antropologia culturale. Dopo essere tornata in Italia, ho frequentato un breve corso in Marketing e Comunicazione per il Turismo e le attività Culturali, finanziato dalla fondazione Edoardo Garrone e successivamente ho vinto una borsa di studio per l’ottava edizione del Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della 24Ore Business School presso la sede di Milano.

Quando hai frequentato il Master?

Ho frequentato il Master nel 2015, presso la sede di Milano.

Quali aspettative avevi prima di iniziare il Master? Sono state soddisfatte?

L’offerta formativa del Master offre una visione diretta e completa al settore culturale italiano, dandomi la possibilità di riconoscere i principali attori e istituzioni oltre che a iniziare a costruire il mio personale network professionale parte del quale è ancora costituito dalle stesse persone che ho incontrato in aula o dai miei compagni di corso.

Quali strumenti ti ha dato il Master? Quali porte ti ha aperto?

Svolgendo il ruolo di Tutor d’aula mi sono dovuta mettere in gioco sin da subito e questo mi ha professionalizzato moltissimo, insegnandomi a relazionarmi con persone di alto livello e, al contempo, facendomi capire l’importanza di instaurare sempre delle relazioni umane.

Quali sono gli argomenti o i progetti che più ti hanno interessato?

Provenendo da studi umanistici e ho particolarmente apprezzato l’aspetto economico. Inoltre, ho trovato le attività pratiche proposte dal Master particolarmente coinvolgenti; nello specifico, ricordo con piacere il Project Work finale relativo all’organizzazione di una mostra in cui ho avuto modo per la prima volta di scrivere un progetto apprendendo un metodo che ancora oggi mi guida nel lavoro.

Parlaci dello stage che hai affrontato durante il Master.

Dopo una ricerca preliminare, ho deciso di svolgere il mio stage a Bruxelles presso KEA European Affairs, società di consulenza che lavora per sostenere il settore culturale e creativo attraverso la ricerca, lo sviluppo di progetti, la gestione delle associazioni e le strategie di difesa a livello di politica dell’UE. In qualità di ricercatore junior, mi sono occupata di alcuni aspetti della progettazione europea e ricerca a sostegno delle politiche europee.

Cosa ti ha insegnato lo stage?

Lo stage mi ha permesso di comprendere ancora più nel concreto quali sono i diversi ambiti di lavoro nel settore culturale; è stato sicuramente uno step fondamentale per capire che cosa volessi fare. Inoltre, a Bruxelles ho potuto toccare con mano i miei punti di forza e di debolezza nella sfera lavorativa, rafforzando così la consapevolezza che ho di me stessa e accettando i miei limiti. Questo mi ha portata a sentire il desiderio di tornare in Italia, così sono venuta a conoscenza della Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri un ente di formazione e divulgazione culturale storico di Milano dove tutt’oggi lavoro.

Quali sono le tue aspettative per il futuro?

Vorrei continuare a lavorare nell’ambito della progettazione culturale magari in maniera più libera, su progetti diversi e anche su territori diversi.

In che modo è cambiata la tua visione del mondo della cultura?

Possiamo dire che ci sono stati essenzialmente tre momenti e sicuramente la chiave di volta coincide con l’esperienza vissuta al Master. Prima di intraprendere questo percorso, il mio approccio ai temi culturali era totalmente romantico: la storia e la difesa del patrimonio culturale erano tutto ciò che mi interessava. Durante il Master, invece, con l’approfondimento delle questioni legate alla sfera economica e gestionale del settore ho iniziato a rivalutare il mio punto di vista in ottica appunto di sostenibilità e potenzialità economica anche se non ho mai pensato che fare profitto sia il fine della cultura. Ad oggi posso dire che un po’ di romanticismo è tornato, anche se in una forma differente: penso che la sostenibilità economica sia imprescindibile, ma deve essere pensata come un mezzo per raggiungere obiettivi più alti, quelli propri del settore come il benessere sociale, l’inclusione e la promozione della creatività come driver di sviluppo.

Puoi raccontarci un aneddoto interessante legato all’esperienza del Master?

Come aula abbiamo avuto l’opportunità di partecipare alla ventiduesima edizione di Artissima; abbiamo lavorato durante la settimana di fiera nei suoi vari comparti, ognuno a seconda delle proprie inclinazioni. È stata una esperienza molto formativa sia perché ho potuto sperimentare concretamente un lavoro che non avevo mai fatto prima sia perché, attraverso i racconti che intercorrevano a fine giornata lavorativa tra i compagni di corso, mi sono veramente resa conto del funzionamento di tutti gli ingranaggi di una macchina fino ad allora sconosciuta.

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