Grotte di Catullo: in questo periodo difficile non è mancata la volontà di accogliere i visitatori

Courtesy Comune di Sirmione

Nel 2020 anche le Grotte di Catullo stanno facendo i conti con la crisi dovuta alla pandemia.

Nella fase estiva il Museo Archeologico, l’Antiquarium, è rimasto chiuso per via della gestione degli spazi interni. I percorsi esterni nel parco, invece, sono stati aperti al pubblico con le dovute procedure di sicurezza così da garantire la libertà di movimento eliminando per quanto possibile l’eventualità di incontro dei vari visitatori e di assembramenti. 

La stagione è partita lentamente, come dichiara Emanuela Daffra, Direttrice Direzione regionale Musei Lombardia: «È ancora presto per fare calcoli precisi ma ci si dovrebbe attestare su una riduzione del 50%. Considerate la fluidità e la novità del contesto non avevamo fatto previsioni, saranno i dati di questa stagione a dare indicazioni sulle mosse future».

Per ragioni di controllo dei flussi turistici si è introdotta la prenotazione obbligatoria e l’accesso è contingentato, dal 30 giugno 2020 erano previste 40 persone ogni 20 minuti (ora sono 60). 

«Fin dall’inizio nei fine settimana si aveva il tutto esaurito nelle fasce centrali della giornata. Con il procedere della stagione estiva questa situazione si è estesa» commenta la Daffra, anche se secondo la Direttrice sono due le maggiori criticità affrontate: l’individuazione delle provvidenze necessarie e la formazione del personale che posto di fronte ad una situazione del tutto inedita sulla quale non vi erano (e non vi sono) certezze non è stato facile da gestire.

Courtesy Comune di Sirmione

L’area archeologica delle Grotte di Catullo si trova sulla punta della penisola di Sirmione, in provincia di Brescia, in una posizione eccezionale e panoramica che domina dall’alto dello sperone roccioso l’intero bacino del Lago di Garda. Il sito conserva al suo interno i resti di una delle maggiori ville romane dell’Italia settentrionale. 

La villa augustea, la cui datazione risale tra gli ultimi decenni del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C., occupa un’area di circa 2 ettari ed è circondata da uno storico uliveto composto da oltre 1.500 piante. 

Dal 1999 è aperto il piccolo ma rilevante Antiquarium, che espone reperti provenienti da Sirmione e da alcuni siti del basso Garda. 

La denominazione “Grotte di Catullo” risale al Quattrocento, quando la riscoperta delle liriche del poeta e in particolare il Carme XXXI, nel quale descrive il suo ritorno nell’amata casa di Sirmione, ha generato il collegamento con i grandiosi resti ancora visibili benché largamente interrati e coperti da vegetazione tanto da sembrare caverne e grotte. 

Nel XVI secolo il luogo diventò meta di alcune personalità celebri della storia fra cui la marchesa di Mantova Isabella d’Este Gonzaga (1514 e 1535) e il grande architetto Andrea Palladio che visitò la villa per studiarne i resti sotto il profilo delle tecniche di costruzione.

Ora le Grotte di Catullo sono patrimonio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il cui ente dirigente è il Polo Museale della Lombardia, che ne gestisce la tutela e la valorizzazione.

Courtesy Comune di Sirmione

Nel 2017 la villa è comparsa sul grande schermo grazie all’uscita del film, premiato agli Oscar, “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino che ne ha aumentato la visibilità. 

Le Grotte accolgono un ampio flusso di visitatori che è composto per il 15% da scolaresche e per il 7% da giovani tra i 18 e i 25 anni (aumentati del 14% nel 2019 grazie all’introduzione del biglietto ridotto a 2,00 €). Il pubblico è principalmente di nazionalità italiana, anche se i residenti sono molto pochi, ma i dati rilevano una buona presenza di turisti tedeschi, come da tradizione sul Garda e l’aumento di visitatori francesi dell’Europa orientale.

Secondo il MiBACT nel 2018 le Grotte di Catullo e il Museo Archeologico di Sirmione sono stati il ventisettesimo sito archeologico più visitato, con l’incremento del +18,83% di pubblico rispetto all’anno precedente passando da 209.648 a 268.320 visitatori. Questa crescita significativa è dovuta al prolungamento degli orari di apertura durante la stagione estiva e anche la domenica pomeriggio, grazie ad un accordo straordinario con la CARS (Consorzio Albergatori Ristoratori Sirmione) che si è fatta carico dei costi del personale. 

Dal 2019 le Grotte di Catullo hanno registrato un lieve calo del numero di visitatori, non solo per via delle condizioni metereologiche sfavorevoli, in concomitanza dei maggiori influssi turistici che Sirmione è solito affrontare, ma anche a causa del mancato accordo con la CARS. I visitatori sono scesi a 248.470, circa 20.000 persone in meno rispetto al 2018, con un introito complessivo di 980.470 €, tenendo in considerazione che gli ingressi gratuiti ammontano al 41% del totale, e che includono scuole, minori di 18 anni e visitatori nelle giornate di accesso gratuito che nel 2019 sono passate da 12 a 20.

Per questo autunno 2020 con le nuove minacce che incombono è difficile prevedere il futuro di questo meraviglioso sito archeologico, ma con l’uscita del Piano Strategico Grandi progetti beni culturali 2020 del MiBACT le opportunità di visitare il patrimonio nazionale sono aumentate grazie alle aperture straordinarie, a cui anche Grotte di Catullo hanno aderito con la volontà di accogliere ulteriori visitatori e proponendo nuovi eventi.

di Camilla Pacelli

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