Soffia Una boccata d’arte su 20 borghi Italiani

Di Costanza Sciuto

Il periodo di lockdown è stato severo per molti e gli italiani tutti sono stati accomunati da una necessità di ripartenza. Considerato che il turismo e la fruizione d’arte sono stati tra i settori maggiormente colpiti dalla pandemia, l’imprenditrice e collezionista milanese Marina Nissim sentiva il bisogno di fare qualcosa.  Già da anni era nell’aria una collaborazione con Galleria Continua, fondata nel 1990 da Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo, e già da anni Marina Nissim era animata da un mecenatismo rivolto all’arte contemporanea. Con Galleria Continua ha organizzato le mostre “soy Cuba¿” e Immersione Libera ai Bagni Misteriosi di Milano, l’una un rompighiaccio da 15.000 visitatori in un mese e mezzo, l’altra volta a dare sostegno, sia economico che di visibilità, ai giovani artisti italiani: 40.000 visitatori.  In pieno lockdown ha creato la Fondazione Elpis con cui, sempre in collaborazione con Galleria Continua, ha realizzato il progetto Una boccata d’arte (12/09 – 11/10/2020). Dal nome quanto mai azzeccato, la rassegna vuole dare una scintilla di ottimismo, un significativo contributo per il sostegno dell’arte contemporanea e la valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico italiano sviluppandosi su 20 borghi in 20 regioni diverse, con installazioni site-specific dei 20 giovani artisti selezionati. I borghi, per passare le selezioni, dovevano essere piccoli, fuori dai circuiti più frequentati, con pochi abitanti, ma raggiungibili e con qualcosa di notevole dal punto di vista di attrazione storica, paesaggistica e architettonica.

Chiesa di Santa Maria Assunta, Piemonte
Orta San Giulio, Piemonte

La selezione degli artisti è stata condotta da Marina Nissim con Galleria Continua, referente scientifico del progetto. Hanno selezionato artisti italiani o con un forte legame con l’Italia, come il mongolo Bekhbaatar Enkhtur che, protagonista di molteplici mostre e festival siti a Firenze, Bologna e Forlì, ha realizzato dei cavalli in argilla dispersi stavolta nelle campagne venete. Ad Avise in Valle d’Aosta, invece, Alice Visentin ha studiato un progetto apposito per catturare l’atmosfera del borgo e rappresentare le sue tradizioni; uno scavo nelle radici e tradizioni dell’area con l’obiettivo di renderle un mezzo di socialità e inclusione. “Il comizio, la merenda, il canto”: un’opera suddivisa in tre parti con dipinti, un pranzo collettivo come momento di socialità con gli abitanti e i visitatori e un coro di canti tradizionali della zona nel dialetto locale. “Bodies in Alliance” è, invece, la frase formata da elementi scultorei in legno, realizzati secondo la tradizionale forma delle luminarie e collocati in diversi punti della piazza dei Priori a Volterra dall’artista Marinella Senatore. L’opera si compie sfilacciandosi nel vento e scolorendo al sole. Il rito d’incubazione, antica pratica spirituale che coinvolge la dimensione onirica, rivive in forma laica e artistica nell’installazione e nella performance Sparkling Matter di Matteo Nasini nel sito archeologico di Soverato vecchia, in Calabria. Cinque Dodici foglie di Massimo Uberti, accoglie i visitatori di Montovolo, sull’Appennino Tosco-Emiliano, ed è visibile sia di giorno che di notte, grazie alle luci al neon. Mentre in Basilicata l’opera Toccacieloscolora di Sabrina Mezzaqui consiste in un migliaio di bandierine colorate con estratti di poesie, appese a Pisticci, nel punto più alto del borgo.

Claudia Losi, Voce a vento, Puglia
Sabina Mezzaqui, Bianco Naturlale, Basilicata
Bekhbaatar Enkhatur, Volpe, Veneto

Essenzialmente il concetto è “usciamo e andiamo a vedere cosa l’arte contemporanea coniugata al borgo ci può offrire”: in alcuni casi sono state effettuate installazioni collaterali al chiuso, tuttavia la richiesta fatta agli artisti è stata di produrre un’opera site-specific in dialogo con l’ambiente, in modo tale da favorire incontri all’aria aperta ed in sicurezza, per gli appassionati d’arte, i collezionisti e gli operatori del settore, incentivando così il turismo di prossimità. Per la comunicazione dell’evento si è fatto fronte a un problema duplice, ovvero far capire che si trattava di una manifestazione con caratteristiche nazionali, stimolando un turismo di prossimità. Nel target è compreso non solo chi si interessa di arte, ma soprattutto i curiosi che partecipano pur non essendo degli specialisti. Si tratta di un progetto in linea con la filosofia della piattaforma Italics, appena lanciata da Galleria Continua insieme ad altre gallerie, che unisce l’arte contemporanea al paesaggio. Una boccata d’arte è, difatti, un’iniziativa molto legata al concetto di borgo e di territorio proprio, con una campagna pubblicitaria colorata e ottimista.

Una boccata d’arte, manifesto

Non sempre vi è stata l’accoglienza che ci si sarebbe aspettata: alcuni borghi sono stati estremamente collaborativi, altri meno. Cosa che ovviamente è andata a discapito della partecipazione locale all’evento. Per le inaugurazioni di Una boccata d’arte, è stato realizzato da Fondazione Elpis un servizio fotografico delle installazioni in ogni borgo che continuerà a vivere nel sito di Una boccata d’arte, contribuendo a diffondere la conoscenza e la bellezza del borgo. Alcuni borghi, va detto, hanno avuto risultati notevolissimi. La Puglia, ad esempio, che ha salutato l’installazione con  la banda comunale e ha convocato la protezione civile per far rispettare il distanziamento. È naturale che poi l’affluenza sia stata molta, anzi: “Una vera e propria rinascita”, come l’ha definita l’assessore alla cultura di Presicce Acquarica, entusiasta della collaborazione.

Processione di San Rocco. Pisticci, Basilicata

In conclusione, il seme è stato piantato e si sta prendendo in considerazione proprio in questi giorni la possibilità di realizzare una seconda edizione di Una boccata d’arte. Come puntualizza Anna Amodeo, responsabile del coordinamento generale e della comunicazione di Una boccata d’arte, la buona riuscita della manifestazione dipende anche dalla disponibilità, collaborazione e accoglienza dei borghi.

Montovolo veduta notturna. Emilia Romagna

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