Ghizzano: antico e contemporaneo a confronto con le installazioni di Kwade, Tremlett e Tuttofuoco

di Cristiano Delfino

Nell’ultimo progetto espositivo inaugurato il 23 Maggio a Ghizzano dalla curatrice Antonella Soldaini e promosso dal Comune di Peccioli si tratta il tema delle installazioni site-specific. Al lavoro hanno partecipato anche Marcella Ferrari, come project manager, e gli artisti Alicja Kwade, David Tremlett e Patrick Tuttofuoco.

«Questo piano artistico è una nuova tappa nell’ambito della relazione che il Comune di Peccioli ha intrapreso con l’arte contemporanea a partire dal ‘91» spiega il sindaco del Comune di Peccioli Renzo Macelloni.

La ricerca portata avanti a Peccioli dalla Soldaini e dallo staff del Comune di Peccioli ha l’intento di non rimanere limitata dentro i confini toscani, ma di essere analizzata a livello nazionale come esempio virtuoso di collaborazione tra artisti, curatori, istituzioni e abitanti del luogo.

«Di fondamentale importanza, infatti, è stato il consenso della comunità al progetto» racconta Antonella Soldaini: a questo scopo è stata organizzata una vera e propria lezione di storia dell’arte contemporanea con l’intenzione di dialogare con i cittadini del borgo, far loro comprendere i significati dei segni che gli artisti avrebbero lasciato e, nel caso di dubbi e obiezioni, riconsiderare quanto proposto.

Passeggiata illustrativa degli abitanti di Ghizzano tra le opere installate. David Tremlett, Via di Mezzo, Ghizzano 2019, foto di Andrea Testi

L’equilibrio che bilancia tutte le parti parti coinvolte non va inteso come un limite nell’ambizione. Spesso i progetti nascono da iniziative coraggiose e di non facile realizzazione, che richiedono investimenti importanti e collaborazioni con professionisti. Il progetto è sostenuto da un sistema pubblico-privato. Il Comune infatti svolge il ruolo di promotore, attraverso la Fondazione Peccioliper, e partner grazie alla Belvedere spa, public company tra Comune di Peccioli e un azionariato locale diffuso (63,8% Comune – 36,2% azionisti di Peccioli). Quest’ultima si occupa della gestione dell’impianto di smaltimento e trattamento rifiuti di Peccioli, nella frazione di Legoli, di produzione di energia da biomasse, solare ed eolica e di altri progetti di sperimentazione.

Questo sistema di finanziamento è già stato adottato per progetti artistici pregressi ad esempio quello che ha portato alla realizzazione di due gigantesche statue in fibra e cemento (ad opera di Naturaliter Srl)e dei due imponenti wall drawings (ad opere di Tremlett) situati entrambi all’interno della discarica di Legoli.

La selezione degli artisti è stata determinata da una precisa metodologia curatoriale. Si tratta di tre personalità diverse tra loro per generazione e per la modalità di intervento, accomunate però da una particolare sensibilità e attenzione verso il delicato tema dell’opera pubblica. 

L’opera di Alicja Kwade è composta da due elementi: una sfera dalla superficie perfettamente liscia e un blocco cubico scavato al suo interno e lasciato volutamente sbozzato a testimonianza dell’imperfezione della materia. Il grande vuoto al centro permette di intuire l’origine della sfera che, per la sua perfezione di forma e compiutezza, si contrappone visivamente all’aspetto non finito del blocco.

Alicja Kwade, SolidSky, Ghizzano 2019, foto di Andrea Testi

Dislocate a distanza una dall’altra, queste due presenze scultoree sono idealmente legate tra loro e acquistano pieno significato solo quando vengono messe in relazione. Si tratta di un lavoro in cui prevale la forza della materia che nella sua preziosità rimanda alla potenza degli elementi naturali, creando un dialogo intenso con la dimensione spirituale occidentale rappresentata dalla chiesa davanti alla quale è collocata la sfera. Tutto ciò si palesa già nel titolo, SolidSky, e, nonostante il carico e le dimensioni elevate, non rimanda ad un’opera monumentale, bensì invita al contatto esercitando una sorta di attrazione.

L’intervento di David Tremlett per Ghizzano è nato durante una passeggiata effettuata per le vie del paese. In particolare, la Via di Mezzo ha attirato la sua attenzione per il carattere anonimo, avviando il processo che ha portato l’artista a sviluppare una serie di wall drawings, realizzati con colori acrilici destinati a resistere nel tempo sulle facciate delle case. La scelta delle due tonalità marrone e verde deriva dall’osservazione delle colline circostanti e dall’intenzione di uniformare la dimensione naturale a quella urbana. Inoltre, ogni serramento è stato evidenziato da brevi linee verticali e orizzontali che creano dei contrappunti visivi e che sorreggono la struttura compositiva e modulano in maniera dinamica lo spazio.

David Tremlett, Via di Mezzo, Ghizzano 2019, foto di Andrea Testi

Infine, Patrick Tuttofuoco ha realizzato per Ghizzano tre lavori con un unico titolo, Elevatio corpus, disposti in alcuni punti nevralgici. Le sculture fanno riferimento ai personaggi di un ciclo di affreschi (tabernacolo) realizzato da Benozzo Gozzoli verso la fine del ‘400, che, motivato dalla peste, si trasferì con la famiglia da Pisa alla vicina Legoli. Attraverso l’utilizzo di materiali diversi come marmo, ferro e neon, l’artista rende possibile la rilettura dell’opera pittorica dell’artista rinascimentale, il cui codice linguistico viene stravolto e rimaneggiato in ottica postmoderna così da arrivare a una nuova realtà scultorea che si nutre della dimensione del passato.

Patrick Tuttofuoco, Elevatio corpus, Ghizzano 2019, foto di Andrea Testi

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