LA STREET ART PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANA

Storicamente considerata come una forma di vandalismo da punire perché “rovina le proprietà pubbliche e private senza permesso”, la street art oggi ha vissuto, invece, una profonda evoluzione d’immagine: da atto di vandalismo è diventata uno strumento di riqualificazione urbana.  

Nella città di Milano, per esempio, sono molti i quartieri, soprattutto periferici, che hanno cambiato faccia grazie a questa forma d’arte e di comunicazione, ma non solo: si stima che un murale realizzato da uno street artist di fama internazionale possa aumentare il valore dell’immobile sul quale è stato creato, fino al 20%.

Un buon esempio di collaborazione fra street art e comune è quello dato dalla committenza da parte del Comune di Milano per realizzare diversi murales col fine di rigenerare il quartiere periferico dell’Ortica (zona Est della città) tramite il collettivo degli Orticanoodles. Il progetto prevede la creazione di almeno 20 opere capaci di narrare le storie che hanno creato l’identità del quartiere, trasformandolo così in un vero e proprio museo a cielo aperto e in un polo culturale ai confini della metropoli.  

Gli Orticanoodles, un duo composto dagli artisti Wally e Alita, non è nuovo a questo tipo di interventi. Nel 2015 hanno aderito anche ad un progetto di riqualifica della fabbrica della Fernet Branca. Per festeggiare i suoi 170 anni, l’azienda ha incaricato il collettivo di verniciare e decorare la ciminiera della storica fabbrica di via Resegone. Gli artisti hanno così decorato la ciminiera con tutti i simboli più rappresentativi del prodotto: la storica bottiglia, l’aquila e le ventisette erbe che compongono il liquore.

Photo Courtesy @ LaRepubblica

Ma i fratelli Branca non sono gli unici che hanno pensato alla street art come modello di comunicazione oltre che di abbellimento; lo storico brand Campari come celebrazione dei 110 anni di attività ha scelto di restaurare le mura perimetrali della fabbrica di Sesto San Giovanni con un percorso di murales ad undici tappe, una per ogni decade di attività dell’azienda. 

In questi due casi, la street art è stata utilizzata sia per dare una luce nuova a delle fabbriche presenti sul territorio da molto tempo, sia come mezzo promozionale al fine di far risaltare la propria immagine attraverso un metodo contemporaneo. 

Photo Courtesy @ Artslife

Nel territorio milanese la street art è stata progressivamente accettata anche grazie al grande lavoro portato avanti da Domenico Melillo, in arte Frode, un artista-avvocato di fama internazionale che per anni si è battuto nelle aule giudiziarie a favore dell’arte pubblica di strada. Frode è l’autore di molte opere rilevanti e una di queste è il grande murale dedicato alle Donne Partigiane a Milano (Piazzale Donne Partigiane). Una delle sue ultime opere riguarda la decorazione di due panchine in via Saponaro ai piedi delle famose torri bianche di Gratosoglio, che hanno inaugurato l’evento “sopra la panca il Grato campa”, opera che non passa di sicuro inosservata per i suoi colori accesi.

Photo courtesy @ Frode

L’artista spiega che ha disegnato una città tracciando il profilo di case, ponti e strade in movimento, tutti elementi presenti nella metropoli, risaltati da sfumature fluo per accentuarne il dinamismo. I cittadini si sono presi carico di un’aiuola abbandonata nei pressi delle panchine, ripulendola e piantandoci dei fiori, mentre l’artista ha voluto donare un momento di coinvolgimento ai più piccoli, rendendoli street artist e permettendogli di colorare i muri attorno le panchine. L’artista ci racconta che disegnare con i più piccoli è stato molto formativo e divertente perché giocando con i colori i bambini hanno capito che basta poco per rendere più accogliente il luogo in cui vivono. Il fine di quest’opera è un invito alla ricerca del bello e del buono che i luoghi di socializzazione riescono a donare alle persone, in particolar modo in un quartiere come Gratosoglio, dove etnie e culture differenti vivono una accanto alle altre.

Photo Courtesy @ Frode

Questo nuovo utilizzo della street art però non scaturisce solamente effetti positivi per le comunità. Come scritto sopra, il valore di un immobile decorato da uno street artist dalle alte quotazioni, riesce ad aumentarne il valore fino 20%, portando così il rischio della gentrificazione, un fenomeno molto comune soprattutto nelle città in espansione. 

Basti pensare a zone milanesi come Ticinese, Isola e Lambrate: la gentrificazione di queste aree, avvenuta anche grazie alla presenza di arte urbana, ha innescato una serie di grandi investimenti immobiliari; dove c’erano centri sociali ora vengono costruiti appartamenti esclusivi. Questo ha creato un innalzamento del valore di queste zone, portando gli abitanti storici, di estrazione sociale più bassa, a dover rivalutare la propria permanenza nel quartiere. 

Carlo Borloni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...