Museo Fellini. Un nuovo centro per Rimini città d’arte

Proseguono a Rimini i lavori di allestimento della seconda sede di quello che sarà il complesso del Museo Internazionale Federico Fellini, che continua il suo percorso verso l’inaugurazione, che dovrebbe avvenire alla fine di quest’anno dopo più di 12 mesi di festeggiamenti. Nel 2020, infatti, ricorrono i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini e con il programma Fellini100 è iniziato un ciclo di celebrazioni che, a partire da dicembre 2019, hanno avuto lo scopo di ricordare e divulgare il genio e l’opera del cineasta con eventi in Italia e all’estero.

Il primo atto è stata la mostra “Fellini 100. Genio Immortale”, allestita da dicembre 2019 a marzo 2020 a Castel Sismondo, la rocca del Quattrocento nel cuore di Rimini tornata sotto la gestione comunale e di recente teatro di un profondo lavoro di riqualificazione. I curatori della mostra hanno collaborato con Studio Azzurro Milano, collettivo di artisti noto per la realizzazione di videoambienti, ambienti sensibili, percorsi museali, performance teatrali e film, al quale sarà affidato anche l’allestimento permanente del Museo. Tutta l’esposizione ha avuto lo scopo di presentare quello che sarà il museo permanente che si svilupperà sulla stessa idea di immersione del pubblico all’interno del magico mondo felliniano. Questa mostra si sarebbe dovuta spostare prima a Roma, a Palazzo Venezia, per poi viaggiare fuori dai confini nazionali, a Los Angeles, Mosca e Berlino. «La mostra era stata pensata come un trailer per l’apertura del museo – afferma Marco Leonetti, responsabile della Cineteca Comunale di Rimini – ora questo non è più possibile, il Covid ha spostato tutto in avanti, ma potrebbe essere usata come pubblicità itinerante, dopo l’apertura del museo»

«Il modo migliore per celebrare un autore o un regista cinematografico è senz’altro andare al cinema e guardare i suoi film – afferma Leonardo Sangiorgi, direttore artistico di Studio Azzurro – allora perché creare un museo? Perché il film è sintesi e ha un tempo, che è quello dello sguardo e della visione, in particolare le opere di Federico Fellini contengono nella loro sintesi una quantità di elementi, di suggestioni e di suggerimenti, che non sempre ad una semplice visione si riescono a percepire». Ecco, quindi, che il museo permette di rallentare la visione per poter apprezzare ancora di più tutti gli elementi dell’opera del regista.

Ad aprile 2020, dopo la conclusione della gara d’appalto, sono stati affidati i lavori e i servizi di realizzazione degli allestimenti. Il Museo si estenderà su tre assi: Castel Sismondo, che ha ospitato la mostra; Palazzo Valloni, un edificio di origine settecentesca recentemente restaurato, dove a piano terra ha sede il cinema Fulgor; e una grande area urbana, che sarà una vera e propria Piazza dei Sogni.

Dopo sospensioni e incognite dovute al Covid i lavori continuano a Palazzo Valloni che diventerà la Casa del Cinema. Gli spazi, distribuiti su tre piani, avranno molteplici funzioni e offriranno ai visitatori un’esperienza personale e innovativa sul mondo del cinema di Fellini. Al primo piano uno spazio open-space sarà dedicato alla consultazione archivistica, digitale e cartacea, al secondo piano ci si potrà accomodare nella “stanza delle parole” e poi nel “cinemino”, dove saranno proiettati no-stop i 24 film diretti da Federico Fellini. «I lavori si stanno svolgendo nei tempi prestabiliti, nonostante i rallentamenti dovuti all’emergenza sanitaria – racconta Leonetti – per fine anno o inizio gennaio saranno terminati i lavori nella sede del Castello e si pensa ad una collana di inaugurazioni, sede per sede, una sorta di svelamento progressivo delle varie parti del museo».

Quello che si sta realizzando a Rimini è il più grande progetto museale dedicato al genio di Federico Fellini, un Museo del ‘tutto si immagina’, capace di restituire tutto quello che il cinema vuole essere fin dalla sua origine e che i film di Fellini esprimono nel modo più compiuto: stupore, fantasia, spettacolo, divertimento. Un Museo capace di interpretare il cinema del Maestro riminese non come opera in sé conclusa, ma come chiave per connettere tradizione e contemporaneità.

Tutto questo ha lo scopo di rispondere ad un tema importante, ovvero quello del «rapporto possibile tra l’opera e la figura di un grande regista, scrittore, disegnatore, sceneggiatore, e la sua città – afferma in un’intervista l’architetto Orazio Carpenzano – attraverso un sistema di fatti e valori urbani di grande importanza storico-architettonica». Questo intervento fa parte di una strategia più ampia di rinnovamento infrastrutturale e valorizzazione del patrimonio culturale e architettonico che sta ridisegnando il futuro urbanistico della città. Il Ministero dei Beni Culturali ha infatti stanziato 12 milioni di euro per la riqualificazione del centro storico, una rete di lavori e progetti culturali, di cui fanno parte anche il Part, il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea inaugurato pochi giorni fa, il Teatro Galli e il Cinema Fulgor, che ha come scopo il riposizionamento di Rimini come città d’arte, creando un unico polo culturale con il Museo Fellini al centro.

di Beatrice Masini

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