Gli effetti del lockdown sulla performance art

Come cambia la performance nel lockdown? Le settimane trascorse all’interno delle nostre case hanno portato numerosi cambiamenti nel mondo dell’arte e del mercato ad esso legato, anche nell’ambito della performance art.

La chiusura delle gallerie e dei musei ha costretto gli artisti performer ad utilizzare mezzi alternativi affinché le loro performance fossero fruibili. L’inevitabile assenza del pubblico li ha spinti ad esplorare le possibilità del broadcast online attraverso diverse piattaforme.

Nico Vascellari, ad esempio, ha trasmesso la propria performance “DOOU” attraverso una diretta Instagram durata 24 ore. Partendo dalla domanda “Do you trust me?” pubblicata sul profilo Instagram Codalunga per pubblicizzare la diretta, Nico Vascellari ha ripetuto senza sosta la frase “I trusted you” al ritmo di una base elettronica.

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DOOU. #telepathy (Codalunga was born in 2005 with the aim of inviting artists to experiment in a context outside the common networks and in front of an audience not necessarily interested or used to certain languages. Originally it was a part of my studio that I then decided to open publicly. The first events would usually happen in front of less than 10 people. When I opened Codalunga I wasn’t living in Vittorio Veneto already since a couple of years and from then, I moved around, living in New York, Bologna, Madrid, Rome. Yet Codalunga has always remained there where it started, strenuously anchored, and isolated, as I often say. A bulwark of resistance. I have always referred to Codalunga’s windows overlooking the streets as a symbol of the space philosophy. At the beginning the windows where clear, in order to allow the passers-by to look through inside the space without even stepping in. During those times there were often more people outside looking rather than inside the space. The windows where eventually covered with wood panels in order to force the audience to step inside, or also to imagine from outside what was happening through the sounds and the glimmerings coming from inside. Ultimately the windows became a vehicle for the artists where they could exhibit works as window stickers. Some of these, such as Enzo Cucchi, with their works managed to enrage the town’s inhabitants, who tried to take the works down and ended throwing eggs, calling the police and signing petitions. The new Codalunga YouTube channel is a new window, overlooking an audience of passers-by and whoever wants will be let inside). @coda.lunga #codalunga #nicovascellari #doou

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Performa, invece, ha sfruttato il suo canale streaming Radical Broadcast per diverse iniziative.

Il due aprile è stata presentata sul sito l’esposizione “TIME SHARE”, che indaga il legame tra la performance e le piattaforme di video sharing. L’evento si è concluso il 15 maggio e tra le performance trasmesse vi è quella di Judy Chicago “A Purple Poem for Miami”, realizzata il 21 aprile del 2019, replicando “Atmospheres” del 1969 a Santa Barbara. L’artista ha fatto detonare dei fumogeni colorati che hanno riempito la Jungle Plaza di Miami e la performance è stata trasmessa in diretta sul canale YouTube dell’ICA di Miami.

Judy Chicago, Purple Poem for Miami, 2019, Fireworks performance commissioned by ICA, Miami, © Judy Chicago/Artists Rights Society, photo by Apolo Gomez
Judy Chicago, Purple Atmosphere, 1969. Fireworks. Santa Barbara, CA. © Judy Chicago. Courtesy of Through the Flower archives.

Dal 15 maggio è stata trasmessa sul Radical Broadcast “Bodybuilding”. L’esposizione promuove un approccio innovativo all’architettura mediante la performance. Durante l’evento sono passate in rassegna opere di video arte e nuove performance ideate e realizzate da architetti, attraverso un preciso palinsesto terminato il 15 luglio.

In Italia la compagnia teatrale Teatrolinguaggicreativi ha reso disponibile l’uno e il due maggio sul loro sito, con il supporto di Vimeo, lo spettacolo “Corpi sul Palco”. La rassegna è composta da una serie di performance durante le quali gli attori hanno raccontato la loro esperienza d’isolamento causato dal lockdown. Un esempio è la performance di Simona Migliori “Il libro delle facce” dove l’attrice, dopo aver sfogliato un libro per bambini contenente diverse espressioni facciali, alla domanda “Tu che faccia fai?” inquadra il suo volto coperto da una mascherina.

Simona Migliori, Il libro delle facce, 2020. Courtesy of Lara Facco P&C.
Simona Migliori, Il libro delle facce, 2020. Courtesy of Lara Facco P&C.

Lo spettacolo curato da Andrea Contin ha riscosso notevole successo ed è stato riproposto sul sito del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rijeka dal 12 giugno al 10 luglio.

Ancora in corso è la residenza digitale ideata dalla coreografa Giselda Ranieri e dal professore Simone Pacini, esperto di social media storytelling. Il duo creerà sul social TikTok, in particolare sul profilo isadora.danceme, una web performance interattiva dal titolo “Isadora- The TikTok Dance Project”. Durante la performance daranno corpo alle coreografie degli adolescenti, ispirandosi alla didattica a distanza. Oltre a questa residenza, che terminerà il primo agosto, ve ne sarà una seconda in autunno che terminerà con un evento online. L’iniziativa sorge dalla volontà di indagare le potenzialità della performance sul web, senza alterarne però la natura.

Giselda Ranieri, Isadora TTDP. Courtesy of Marzio Mirabella.

Nonostante la performance sia uno dei media più difficili da vendere, nel tempo è stato registrato un costante aumento di richieste da parte di collezionisti interessati a fotografie e oggetti usati per le performance.  Talvolta sono stati acquistati i diritti e le istruzioni da seguire per inscenare l’azione, come è accaduto per la mostra del gruppo israeliano Public Movement da Vistamarestudio a Milano tenutasi nel 2018.

Con la fine del lockdown le diverse realtà legate al mondo della performance art stanno cercando di riorganizzarsi, partendo proprio dalle esperienze fatte durante i mesi precedenti.

A tal proposito, la galleria Lia Rumma di Milano guarda al futuro con cauto ottimismo. Infatti la galleria sta organizzando la ripartenza insieme agli artisti performer, considerando anche la possibilità di trasmettere le esibizioni in rete. Secondo la galleria, le performance online presentano delle modalità inedite che permettono un nuovo tipo di fruizione, senza essere necessariamente paragonate a quelle tradizionali. L’online viene quindi considerato una risorsa da sfruttare per gli artisti, in quanto offre valide modalità di trasmissione e comunicazione. La galleria ha deciso di non rilasciare alcun dato relativo alle vendite dell’ultimo periodo di chiusura, sebbene l’interesse dei collezionisti per opere di artisti performer non sia mancato. Tuttavia, la galleria sostiene che il lockdown porterà con sé degli effetti negativi, registrando un’inevitabile contrazione delle vendite. è forse però ancora troppo presto per decidere se e quali ricadute avrà l’online sul collezionismo. Questo periodo di difficoltà non ha, dunque, solo influito negativamente sulla performance. Al contrario, questa particolare situazione ha stimolato lo sviluppo di nuovi modi per fruire delle esibizioni, raggiungendo tramite la rete una vasta scala di collezionisti ed appassionati di questo genere, stimolando il loro interesse all’acquisto.

di Gaetano Ventriglia

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