Frieze New York 2020: l’esperienza di SpazioA Pistoia

Dopo Art Basel Hong Kong anche Frieze New York, nei giorni tra l’8 e il 15 maggio, ha aperto per la prima volta la sua online viewing room al pubblico di appassionati e collezionisti. La decisione di annullare la nona edizione della manifestazione newyorkese è stata comunicata a metà marzo nel pieno dell’emergenza Covid-19. Per ovviare a questa straordinaria condizione, Frieze ha rimborsato le 200 gallerie che avevano aderito e consentito la partecipazione on line gratuita, al fine di trasformare il web in un’ancora di salvataggio per il mercato dell’arte.

Tra le gallerie italiane c’era anche la pistoiese SpazioA fondata dall’architetto e designer Giuseppe Alleruzzo. La galleria di Pistoia, nata nel 2008, si è imposta sul panorama nazionale come una delle principali realtà che promuovono la giovane scena artistica italiana.

Quella che doveva essere la prima partecipazione a Frieze si è tradotta nella prima partecipazione ad una fiera online, nella sezione Focus riservata alle gallerie fondate non prima del 2004. 

La contingenza determinata dalla pandemia Covid-19 ha imposto di adeguare l’installazione fisica, rendendola fruibile online. L’organizzazione di Frieze è stata consapevole della difficile situazione, comprendendo che molte delle opere che dovevano essere presentate non erano ancora pronte, o non è stato possibile fotografare quelle appena prodotte. Pertanto, la galleria, di concerto con gli artisti, ha ritenuto che non fosse il caso di presentarle per la prima volta online.

Del milanese Luca Bertolo, classe 1968, sono state selezionate una serie di opere del 2019 che rappresentano la sua idea di pittura, unendo nell’opera il lato intellettuale con elementi di uso quotidiano, tra queste “Paesaggio (Pizza)”,  un olio su tela in cui all’immagine di un cartone della pizza fanno da sfondo nomi di illustri personaggi italiani, era in vendita al prezzo di 33.000$.

Di Giulia Cenci, giovane artista in rapida crescita nata a Cortona nel 1988 e vincitrice del premio Baloise Art Prize ad Art Basel 2019 con l’istallazione “Territory”, sono state presentate sei sculture, con una attenzione maggiore per la figurazione rispetto alle precedenti opere astratte, alcune delle quali precedentemente esposte al Malmö Konstmuseum, in vendita tra i 10.000 e i 12.000$.

Per quanto riguarda Ester Kläs, artista tedesca molto influenzata dal minimalismo e dall’Arte Povera, sono state presentate alcune  opere tra cui una esposta alla mostra “Maybe it can be different” presso la Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea di Roma, “Further” una lunga scultura in fusione di alluminio che corre lungo la parete, in vendita al prezzo di 38.000$.  

Infine, di Santi Alleruzzo, padre del fondatore della galleria, è stata scelta una serie di dipinti rappresentanti nature morte o paesaggi che raccontano la luce e i colori del natio Stretto di Messina. Infatti, come ha riferito Alleruzzo: «mio padre ha vissuto sempre tra le due sponde, nato da una parte ed è vissuto nell’altra». Tutte le opere esposte appartengono ad un arco temporale compreso tra gli anni 70 e gli 80, con un range di prezzo che va dai 9.000 ai 17.000 $ di “Paesaggio”.

Alleruzzo, a proposito delle fiere d’arte online, ha espresso forti dubbi e scetticismo. Tuttavia, visto che le condizioni non permettevano una diversa fruizione dell’arte, era necessario adattarsi e cercare di esplorare il più possibile tutte le potenzialità che poteva offrire l’utilizzo di queste piattaforme. Secondo la sua opinione, a meno di non avere una profonda conoscenza dell’artista e delle sue opere, che possa sopperire alla mancata visione dal vivo, queste vanno viste necessariamente dal vivo. Inoltre, il modello via web poco si addice al target di collezionisti della sua galleria, i quali sono per lo più appassionati, legati alla galleria, alle opere per loro qualità e sostengono per questo gli artisti. Per loro, acquistare in questo momento, non è una priorità e attenderanno la riapertura della galleria per visionare le opere di persona.

Sempre secondo Alleruzzo, il modello online può funzionare solo per le grandi gallerie, abituate anche all’utilizzo della vendita online, le quali trattando anche  artisti storicizzati, attirano i collezionisti investitori. 

Ha espresso, invece, parere positivo riguardo alla pratica di esporre i prezzi on line al pubblico, novità assoluta per la galleria pistoiese, come consigliato vivamente da Frieze. Di solito le gallerie preferiscono oscurare i prezzi effettivi delle opere e mantenere un trattamento riservato ad alcuni acquirenti. Questo aspetto è stato molto apprezzato dai collezionisti, soprattutto quelli che si sono avvicinati per la prima volta ad una fiera e in questa versione digitale di Frieze hanno potuto visitare i vari stand virtuali e confrontare in modo più consapevole i prezzi delle opere esposte e l’andamento delle vendite. 

di Amedeo Di Trapani

Giuseppe Alleruzzo è intervenuto in occasione della lezione su Frieze Online Viewing Room di Silvia Anna Barrilà nell’ambito del XVII Master in Management dell’Arte e dei Beni Culturali della 24 Ore Business School di Milano

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