Art Collectors Club vs Covid19: strategie a confronto

Il mondo dell’arte degli ultimi anni ha visto nascere diversi Art Collectors Club, che, attraverso differenti format, hanno contribuito allo sviluppo e alla crescita del collezionismo d’arte contemporanea, soprattutto tra i millennial. Alcune di queste realtà, durante il lockdown, hanno lanciato nuove iniziative, che, tramite i social, hanno permesso di mantenere e incrementare il focus sull’arte contemporanea e sui suoi artisti. 

Tra queste Collective, associazione di collezionisti italiani nata nel novembre 2019 da un’idea di Andrea Fustinoni, Silvia Anna Barrilà, Maria Adelaide Marchesoni, e Nicola Zanella, con lo scopo di promuovere l’arte contemporanea, creando occasioni di dialogo tra collezionisti e operatori del settore artistico favorendo la contaminazione tra diversi ambiti culturali. Durante la quarantena l’associazione ha incrementato l’attività digitale attraverso collegamenti in diretta e tour virtuali a casa dei collezionisti e avviando una serie di incontri su Zoom durante i quali sono stati discussi temi legati ai linguaggi artistici, al collezionismo, ai servizi per l’arte e alle problematiche fiscali e legali. Da un’idea del collezionista Mauro De Iorio è nata la mostra virtuale Il quadrante sdrucciolevole, basata sul concetto di nattività, curata da Denis Isaia, a cui hanno partecipato tutti i soci con opere che fossero indicative delle loro sensazioni in un momento così singolare. Isaia ha selezionato 60 opere, divise in due sezioni, una dedicata al giorno e una alla notte, entrambe attualmente ancora visibili sul sito di Collective. 

Olafur Eliasson, Meteor Shower Bike, 2010, Courtesy Collezione Vittorio Gaddi
Pamela Diamante, 5′ per indurre un’assenza, 2015, Courtesy Collezione Marco Paletta

Sempre nel 2019 è nato The Young Collectors Club, associazione di giovani collezionisti patrocinata da Christie’s e MTArt Agency, agenzia londinese di Marine Tanguy. Il club è nato con la missione di assistere la crescita dei giovani collezionisti e offre abitualmente approfondimenti sugli artisti, eventi, conferenze e incontri in modo da permettere ai soci di conoscersi e stimolarsi a vicenda. Durante il lockdown il canale Instagram di MTArt Agency è stato molto attivo ed è stata offerta la possibilità di continuare le visite negli studi degli artisti in modalità digitale. Un’iniziativa che è stata particolarmente apprezzata; la stessa Tanguy ha dichiarato attraverso un post su Instagram di aver ricevuto moltissimi messaggi di stima e incoraggiamento. L’agenzia ha inoltre annunciato l’apertura della terza sede, dopo Londra e Parigi, a Monaco insieme a UBP, il cui spazio espositivo è stato inaugurato a fine giugno con un programma che ha affrontato i temi chiave del lavoro degli artisti di MTArt, tra cui Claire Luxton, David Aiu Servan-Schreiber e Lauren Baker. 

Claire Luxton, Seeds of Doubt, 2019, Courtesy MTArt Agency
David Aiu Servan-Schreiber, Caravelle, The-Planet-Series, Courtesy MTArt Agency

Anche la Galleria madrilèna We Collect, fondata da Enrique Del Río sulla base di un progetto multidisciplinare che unisce uno spazio di esposizione fisico ad uno online, un collectors club e un programma di corsi inerenti al mondo dell’arte, ha incrementato l’attività sui social durante il lockdown. A inizio maggio We Collect ha lanciato Colección C, una serie di opere inedite, realizzate dagli artisti curati dalla galleria, vendute di settimana in settimana online a prezzo simbolico, come testimonianza di un momento unico nella storia. Un’iniziativa che, anche grazie ad un uso strategico dei social, ha attirato molti collezionisti, soprattutto appartenenti al club, a comprare le opere di questi artisti emergenti spagnoli, che ad oggi sono quasi completamente esaurite. 

Nuria Mora, Cincuenta y seis, 18/32, 2020, Courtesy We Collect
Clara Cebrian, Video “Bailando en la cocina”, fotogramas 31-117, 2020, Courtesy We Collect

Istituito nel 2003, Outset Contemporary Art Fund è invece un club di beneficenza internazionale, presente in 9 paesi, che mette in comune donazioni da circoli patronali e partner per sostenere l’arte. Outset è riconosciuto soprattutto per la pionieristica filantropia artistica attraverso soluzioni di finanziamento su misura, tra cui l’iniziativa Studiomakers, che fornisce soluzioni imprenditoriali per la protezione di studi di artisti esistenti e incoraggia le collaborazioni in tutto il mondo per supportare la realizzazione di progetti artistici. Ad aprile dall’ufficio del Sindaco di Londra è stata richiesta l’assistenza di Studiomakers per supportare l’infrastruttura culturale della città durante la crisi di Covid-19. In risposta alle varie esigenze emerse da una serie di incontri su Zoom, Studiomakers ha sviluppato nuove risorse, visibili direttamente sul loro sito, in modo da supportare le realtà artistiche in difficoltà. 

The Cultivist, Art Club globale, nato nel 2015 con lo scopo di garantire un accesso privilegiato al mondo dell’arte, durante il lockdown ha messo in atto una serie di iniziative in grado di trasferire l’attività dei soci dal mondo fisico a quello digitale. Sono nati tre canali di programmazione digitale: Cultivist academy, lezioni tenute da esperti online; Cultivist live, eventi in diretta; e Cultivist interactive, laboratori artistici interattivi. Inoltre, i membri del club hanno avuto la possibilità di partecipare ad un tour live della mostra “Gerhard Richter: Painting After All” al Met Breuer, guidato da Page Knox.

di Giulia Ragazzi

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