A SAN MARCO DEI CAVOTI UN ESEMPIO DI COLLABORAZIONE TRA MUSEI E CITTADINANZA

San Marco dei Cavoti, provincia di Benevento, è uno dei tanti paesini del Fortore, microregione della Campania ai confini con la Puglia ed il Molise. Si tratta di un borgo pittoresco, di origine medievale che, con le sue abitazioni antiche e la quiete tipica delle zone di montagna, rievoca atmosfere di altri tempi. Cosa non del tutto scontata per i paesi fortorini, San Marco può vantare diverse risorse attrattive: innanzitutto, la sua notorietà è dovuta alla produzione locale del torrone e del croccantino, che ha portato alla nascita, nel 2001, di una grande festa che si svolge ogni anno nel mese di dicembre. Ma, oltre all’aspetto gastronomico, il borgo si contraddistingue anche per un’importante risorsa culturale: la presenza di due musei originali ed unici nel loro genere.

Il Museo degli Orologi da Torre custodisce 52 esemplari di orologi a partire dal XVI secolo ed è un unicum al mondo per tipologia e numero di pezzi esposti. La collezione è quella del maestro orologiaio sammarchese Salvatore Ricci che, con innata e ostinata passione per i congegni meccanici, ha dedicato l’intera vita a raccogliere orologi, spesso arrugginiti e scomposti, rimettendoli in funzione e dando loro una nuova vita. Nel giugno del 2000 la collezione viene acquistata dal C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche) stipulando una convenzione con il Comune di San Marco dei Cavoti, il quale si impegna a custodire la raccolta in un palazzo di sua proprietà sito nel centro storico, mentre il C.N.R. si occupa di tutti gli aspetti relativi alla gestione e alla valorizzazione della collezione, con un finanziamento annuo di 100.000 euro.

L’altro museo, inaugurato nel 2016, è il Modern (Museo Osservatorio Didattico Espositivo e di Ricerca sul Novecento) con l’annesso Museo della Pubblicità, del Packaging e del Commercio. Il Museo della Pubblicità di San Marco è l’unico esempio in Italia in quanto l’omonimo museo esistente presso il castello di Rivoli a Torino custodisce esclusivamente materiale cinematografico (filmati di spot, caroselli, etc.) e cartaceo (manifesti); la collezione sammarchese, invece, comprende in massima parte oggettistica, gadget e confezioni di noti marchi nazionali e locali.

Con l’obiettivo di sostenere e promuovere questo patrimonio artistico-culturale, l’amministrazione comunale di San Marco, guidata dal sindaco Roberto Cocca, ha promosso per il 2020 il progetto Viviamo i Musei. Esso è rivolto prevalente alla cittadinanza del luogo, affinché, partendo dalla loro attiva partecipazione, si possa ottenere una maggiore conoscenza e fruibilità dei musei. In particolare si intende sensibilizzare e coinvolgere, tra tutte le varie categorie di utenti, i più giovani, stimolando in essi l’interesse per i luoghi d’arte e cultura: solo in questo modo si può rafforzare il senso di appartenenza e di responsabilità nei confronti del patrimonio culturale del proprio territorio e riscoprire l’importanza del museo come un luogo alternativo di aggregazione e di riferimento.

Per ottenere un tale coinvolgimento della popolazione si è deciso di puntare su due obiettivi: da una parte l’organizzazione di eventi ed attività da svolgersi all’interno dei musei, ricercando sinergie e collaborazioni con aziende ed enti pubblici e privati del territorio e dall’altra il potenziamento dei canali di comunicazione web.

Per quanto riguarda il primo punto è stato programmato un calendario di eventi (inevitabilmente soggetto a modifiche a causa del covid-19) da espletarsi nelle sale di Palazzo Jelardi, sede del Modern; si fa riferimento a concerti da camera, convegni, presentazioni di libri, eventi gastronomici e “Notti al Museo”, ovvero una sorta di notti bianche con incontri tematici, visite guidate ed happening artistico-musicali, realizzati in collaborazione con gli studenti delle scuole locali.

Il secondo obiettivo mira alla capillarizzazione del flusso informativo, creando una solida rete, ampiamente condivisa, di informazioni su tali musei. Si intende creare un sistema social, ancora una volta grazie alla collaborazione delle scuole, composto da pagine e gruppi web in cui poter diffondere contenuti, condividere esperienze e raccogliere feedback dai quali partire per migliorare le offerte: si crea, così, una partecipazione attiva e consapevole dei giovani per i quali i social sono i principali mezzi di comunicazione.

Il potenziamento di questi canali web, iniziato già nello scorso anno, ha dimostrato di avere un effettivo riscontro nella realtà: infatti, il 2019 rispetto al 2018 ha registrato un incremento delle visualizzazioni dei social network relativi ai siti culturali del paese del 47% e per quanto riguarda il numero di accessi ai musei si è passati dai 5500 del 2018 agli 8800 nel 2019. I dati, quindi, sono abbastanza confortanti, ma la strada da fare per potenziare la fruibilità di questi piccoli musei è ancora lunga, e non può prescindere dalla partecipazione attiva di tutta la cittadinanza.

Giuseppina Borrillo

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