Tra innovazione e tradizione: la Pinacoteca di Bari

La Pinacoteca “Corrado Giaquinto” di Bari, dopo il Museo di Capo di Monte, rappresenta la più grande realtà museale del meridione. Situata nello storico palazzo della Provincia sul lungo mare, rappresenta il polo artistico del capoluogo pugliese.

©Città Metropolitana di Bari

Attualmente la Pinacoteca è chiusa al pubblico a causa della situazione emergenziale che sta mettendo in grossa difficoltà tutta la nazione. Come tutti gli ambiti, anche quello museale risente del blocco imposto dalla pandemia e dalla quarantena.

Molti gli appuntamenti previsti per questa primavera che non si sono potuti svolgere: come la sedicesima edizione del festival di “Arte e Musica”, che in tre appuntamenti avrebbe cercato di consolidare il connubio tra la cultura artistica e quella musicale. Quest’anno a causa dell’emergenza si è riusciti ad organizzare solo il primo appuntamento, che ha riscontrato comunque un’ottima risposta da parte dei cittadini. Questa iniziativa, come anche quella dell’allestimento della sala del 900, anch’essa prevista per questa primavera, verranno rimandate a quando la situazione consentirà una ripresa delle attività in modo sicuro.

Numerose, quindi, le iniziative posticipate a causa del virus, tuttavia rimanere fermi non è pensabile in una società dinamica come quella attuale. Da due mesi le abitudini di tutti sono radicalmente cambiate, la tecnologia ha rappresentato la risposta a molti degli interrogativi che la nuova situazione ha imposto al cittadino. Non solo risposta, ma anche sfida: pochi erano pronti per la riconversione della vita in formato virtuale. Le grandi istituzioni artistiche, culturali e museali, sin da subito hanno imboccato la via del digitale per continuare la propria attività a distanza. La Pinacoteca di Bari non è apparsa in ritardo sulle iniziative da intraprendere in questo campo, nonostante le ovvie difficoltà logistiche ed organizzative. Parla la Dirigente Servizio Beni e Attività Artistiche e Culturali della Città Metropolitana di Bari, Maria Grazia Magenta:

“In questo periodo in cui la gente, costretta a casa, ha bisogno di stimoli culturali, noi vogliamo avvicinarci a questi bisogni, offrendo la possibilità di collegarsi e poter vedere sul nostro sito la Pinacoteca in misura virtuale. A breve, ci sitiamo lavorando, caricheremo le circa venti sale della Pinacoteca una per volta, settimana per settimana, stimolando l’interesse del visitatore virtuale.  Si potranno visitare tutte le sale con una voce narrante di sottofondo che illustrerebbe le opere principali.”

Un altro progetto digitale che è stato già attuato è quello lanciato il 23 aprile scorso. Un video che illustra virtualmente le opere presenti in Pinacoteca, che hanno come tema quello della lettura.

San Nicola salva i naufraghi,
Corrado Giaquinto, 1746.

©Pinacoteca “C. Giaquinto”

In questa situazione, per Bari, l’appuntamento più doloroso da eliminare dall’agenda 2020 è sicuramente quello del sette, otto e nove maggio: le tre giornate dedicate a San Nicola. Fondamentale per la vita del barese, la celebrazione del Santo Patrono rappresenta l’appuntamento più simbolico e sentito per la comunità. Quest’anno, per la prima volta dal 1087, le celebrazioni non avverranno nelle modalità tradizionali. Tuttavia la Pinacoteca sente il bisogno di essere vicina alla città con un’iniziativa proprio in onore del Santo Patrono:

“Per la festa di San Nicola, patrono di Bari, ho pensato di poter mostrare ai baresi i quadri della Pinacoteca che rappresentano e raccontano San Nicola, da opere del 1300 fino alle tele dipinte dallo stesso Corrado Giaquinto che rappresentano il Santo Patrono. Speriamo di rendere effettive tutte queste iniziative, nonostante le ovvie difficoltà di coordinamento date dalla situazione attuale.”

L’obiettivo è quello di far avvicinare ancora più gente alle iniziative della Pinacoteca stessa, e nonostante l’emergenza, l’obiettivo della Dirigente Magenta rimane lo stesso:

 “C’è un cospicuo numero di persone che segue sempre con molto interesse le iniziative della Pinacoteca. Dall’altra parte, invece, i più giovani per proprio conto sembrano restii a venire a visitarla; molto spesso il barese puro non la conosce, sa che esiste, ma non è mai venuto. La cultura per Bari è una cosa diversa, molto più legata all’enogastronomia e alla tradizione. Molti visitatori sono stranieri, soprattutto francesi. La mia sfida, però, è quella di avvicinare il barese, sollecitandone la curiosità, rendendo sempre più accessibile la visita della Pinacoteca per superare le ritrosie che si riscontrano.”

Tramite iniziative e progetti, la Pinacoteca, con determinazione cerca di vincere le sfide del momento e quella di sempre: avvicinare i concittadini, accompagnandoli per mano nella scoperta dell’arte. L’emergenza, si spera che presto possa diventare solo un brutto ricordo, ma le iniziative messe in campo in questo periodo potrebbero rappresentare un trampolino di lancio per una nuova visione della vita e dell’arte in virtuale. Una sfida che la Pinacoteca è pronta ad accogliere.

Maria Eugenia Bavaro

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