Il Vicolo della Cultura e la Scugnizzeria: storie di coraggio e riscatto “Made in Naples”

Malavita, degrado e abbandono: queste le parole chiave delle narrazioni sul capoluogo campano e le sue periferie. Ma Napoli, città di contrasti, ha tante altre storie da raccontare: racconti di rivalsa, di rigenerazione e di fermento, racconti di un luogo agitato da un moto continuo, un luogo dal ventre nascosto che oggi si sta finalmente rivelando. Ad illuminare il buio dei vicoli e le ombre delle palazzine popolari è una luce speciale, che colora il grigio del cemento e irradia bellezza: la luce della cultura. Nessuna metafora: Napoli questa luce la accende per davvero.

Nel cuore della Sanità, ad illuminare quello che da dicembre del 2019 è divenuto noto come Vicolo della Cultura sono le edicole culturali, nate da un’idea di Maria Prisco e realizzata dall’architetto Jessica Abbate in seno al progetto guidato dalla Onlus Opportunity: una rivisitazione delle settecentesche edicole votive, prima fonte di illuminazione di Napoli, che reinterpreta la religiosità napoletana nei termini di una fruizione pubblica della cultura, sostituendo le raffigurazioni religiose con scaffali di libri, distribuiti gratuitamente. Grazie agli interventi di riqualificazione urbana di Opportunity, dalla messa in sicurezza delle facciate dei palazzi alla promozione della street art, la strada, prima nota come piazza di spaccio, è cambiata dal punto di vista estetico e funzionale e non solo: sono sempre di più i turisti che si avventurano tra gli intricati vicoli del quartiere, un effetto a cascata dall’impatto economico straordinario che sta attivando una economia della bellezza, sana e alternativa.

©ilnapolista.it

Il Vicolo della Cultura ha rappresentato l’esito finale del progetto di Opportunity: prima che la cultura invadesse le strade e le mura dei palazzi, la Onlus ne ha piantato il seme indoor, in due spazi sottratti alla camorra. Dal 2018 hanno aperto le loro porte alla città, diventando la prima agenzia di servizi gratuiti per i poveri della città: assistenza medica, legale, psicologica. Non solo assistenza, anche opportunità: biblioteca gratuita, laboratorio di teatro, casa delle associazioni. Un modello di riscatto che nasce per dare speranza.

La sostenibilità di queste attività si fonda sulla collaborazione di professionalità disparate in cambio dell’utilizzo degli spazi e su un capillare sistema di donazioni: nel 2018 la campagna “2 euro a piacere contro la Camorra”, lanciata nell’ambito del bando Meridonare della Fondazione Banco di Napoli, ha raccolto donazioni da tutto il mondo superando la soglia dei 20.000 euro, destinati alla ristrutturazione dei locali. Una grande vittoria per Opportunity e per l’intero quartiere che ha innescato un circolo virtuoso che unisce la solidarietà al marketing territoriale.

Oltre i muri invisibili che separano il centro di Napoli dalla sua periferia, il progetto di Opportunity incrocia il percorso di Rosario Esposito della Rossa e sua moglie, l’attrice Margherita Stornaiuolo, che nel 2007 fondano a Scampia “Vo.di.Sca.”, una compagnia di teatro, in memoria del cugino di Rosario, ucciso per errore durante la faida di Scampia.

Dieci anni dopo, all’interno del parco Prima casa, a confine tra Melito e Scampia, nasce la Scugnizzeria, “la casa degli scugnizzi, dove le porte e le finestre sono sempre aperte”.

Nel quartiere con il più alto tasso di analfabetizzazione in Italia, oggi la Scugnizzeria è uno spazio polifunzionale, un “sogno impossibile” fondatosi sull’idea di libreria-laboratorio e casa editrice come suoi core business.

Qui vengono svolte diverse attività dedicate ai giovani del territorio: corsi di recitazione, laboratori di cinema, scrittura creativa, editoria, illustrazione e fotografia. E ancora una radio per bambini dislessici, “Radio Nunù” e un ospedale dei libri, dove restaurare e recuperare libri che altrimenti sarebbero destinati al macero, perché “le storie non invecchiano mai”.

La risposta da parte del territorio in questi anni è stata positiva. I corsi registrano una presenza costante di almeno 60, 70 ragazzi, molti dei quali provenienti da contesti familiari difficili. Con loro anche molti genitori si dedicano al teatro, radio o altre attività.

Nel 2019 il progetto “Libro sospeso” ha portato in un anno più di 1.200 libri ad invadere il quartiere, mentre l’8 febbraio di quest’anno è stata inaugurata “la palestra degli artisti”, una nuova area polifunzionale dedicata interamente ad attività di cinema, musica, danza e teatro.

© Getty images

Promuovere la cultura e orientare la sua forza propulsiva al cambiamento territoriale, innestando legalità e bellezza; è questa la logica alla base del Vicolo della cultura e della Scugnizzeria.

Nelle terre di Gomorra, tra il buio dei vicoli della Sanità e i malinconici scenari della periferia, si sono incontrati i sogni di persone coraggiose, che hanno scelto di restare e non emigrare, una scommessa “anticonformista” di combattere una lotta che non si esprima attraverso armi e proiettili, ma attraverso le armi delle parole, della bellezza e dell’inclusione.

Oriana Zippa
Matteo Miriano

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