Mercato dell’arte e sicurezza: il ruolo del TPC alla luce del decreto anti riciclaggio

Il giorno 11 novembre 2019 è entrato in vigore il nuovo decreto legislativo relativo all’antiriciclaggio, emesso a seguito del recepimento da parte del legislatore italiano della direttiva UE 2018/843 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario ai fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo: il D. Lgs. 125 del 4 ottobre 2019 intensifica le richieste di trasparenza di origine delle transazioni che possano essere considerate movimenti finanziari rilevanti, cioè pari o superiori ai 10.000 euro. In questa nuova versione della normativa, il mercato dell’arte diviene soggetto coinvolto della normativa: nonostante le transazioni riguardanti pezzi d’arte fossero già state lievemente coinvolte nella versione precedente, questa nuova versione del decreto coinvolge in maniera più consistente il mercato dell’arte all’art 1, comma 2 bis lett. n, che prevede che alle transazioni considerate investimenti finanziari sia allegata la documentazione pertinente per dimostrare che la provenienza del capitale sia sicura e coerente con l’ordinamento. Questa necessità di regolamentare il flusso monetario nel settore dell’arte è stata percepita anche dal Regno Unito, che ha varato un provvedimento analogo a febbraio.

Ma a quale ente viene assegnata la responsabilità di sorvegliare le dinamiche del mercato dell’arte? con la modifica al D. Lgs antiriciclaggio, l’impegno del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, nucleo specializzato del Corpo dei Carabinieri impegnato nelle indagini per il recupero e la tutela dei beni culturali, con tutta probabilità diverrà ancor più market oriented, Il Tenente Colonnello Nicola Candido, comandante del Reparto Operativo CC TPC della capitale, ha evidenziato come i tempi non siano ancora sufficientemente maturi per apprezzare sensibili modifiche nella conduzione delle indagini da parte del Nucleo, ma evidenzia, altresì, che le modifiche del decreto siano “recepite dal Nucleo con favore”.

Con il passare del tempo sarà possibile definire con precisione in quali modalità il Nucleo TPC interverrà, ma sicuramente la nuova versione del decreto conferisce un nuovo fondamentale sistema di controllo e garanzia ad uno dei mercati più delicati e affascinanti dell’economia nazionale che nel 2019 ha coperto il 1% del PIL nazionale e che rischia quotidianamente di essere corrotto da flussi monetari illeciti.

Si stima che il mercato nero abbia raggiunto il valore di oltre mezzo milione di euro con le transazioni illecite sui pezzi d’arte nel 2018, mentre il resoconto della attività operativa del 2019 non è ancora disponibile, ma è possibile percepire una leggera flessione dello stesso durante l’ultimo anno: nonostante il legislatore auspichi una maggiore trasparenza nelle compravendite d’arte, “il rischio di una possibile crescita del mercato nero a fronte di tale stretta sulla garanzia di provenienza del capitale nella compravendita può essere concreto, dal momento che il riciclaggio di denaro di provenienza incerta avviene storicamente attraverso l’investimento nel settore artistico proprio grazie alla possibilità di acquistare un bene sicuro, di valore e soggetto ad aumento di valore nel tempo” aggiunge il Ten. Col. Candido.

Sebbene il Nucleo TPC abbia a disposizione il miglior sistema di catalogazione di beni culturali soggetti ad attività illecite che permette al Nucleo una certa autonomia nelle conduzioni delle indagini a fronte di un mandato giudiziario, sarà doverosa una stretta collaborazione con il corpo della Guardia di Finanza, dal momento che il rischio di illecito non riguarda solamente la provenienza dell’opera in sé, ma anche quella del capitale, elemento sul quale l’investigazione passa necessariamente anche dai database delle fiamme gialle.

Per quello che riguarda la verifica dei passaggi di proprietà, questi risultano essere onere esclusivo dell’acquirente e sicuramente un maggior rigore nell’attenzione alla provenienza dell’opera e delle somme coinvolte nella transazione porterà, a parere del Comandante del Nucleo, complessivi benefici in tutto il settore del mercato dell’arte.

La provenienza fisica e l’originalità dell’opera oggetto di transazione, nonostante siano indicativamente elemento di verifica che sorge in capo all’acquirente, se relativi ad opere già presenti nella banca dati del Nucleo sono oggetto nei confronti del quale il TPC conduce indagini e ricerche. Le indagini del Nucleo si sono spesso concluse con operazioni di recupero di beni trafugati prevalentemente da siti archeologici e chiese, di cui il nostro Paese è costellato. È certo, però, che il mercato dell’archeologia mediorientale, sotto i riflettori delle indagini internazionali in quanto pare essere attività fondamentale di finanziamento dei gruppi terroristici, non passi dai canali italiani, dal momento che l’archeologia è oggetto di indagini molto accurate da parte del Nucleo, specie alla luce del fatto che ogni reperto archeologico rientra di diritto nella sfera di interesse del patrimonio culturale di Stato, impossibile da vendere privatamente.

Chiara Buzzi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...