Il Real sito di Carditello attraverso gli anni

La Fondazione “Real sito di Carditello” inaugura anche il 2020 con nuove iniziative, come la firma del protocollo di intesa “Carditello Running & Walking”, con il Club Alpino Italiano, la Federazione Italiana Camminatori Sportivi e le associazioni Maratoneti Capuani, Podistica Sammaritana e Run Lab, continuando il percorso di valorizzazione della reggia di Carditello e del territorio circostante. L’obiettivo in questo caso è di identificare e sviluppare percorsi storici che, attraverso i boschi, colleghino Carditello agli altri siti culturali casertani. Il Real Sito di Carditello, in provincia di Caserta, venne creato nel 1744 da Carlo di Borbone, che vi aveva impiantato un allevamento di cavalli e faceva parte di un gruppo di 22 siti (tra i quali la Reggia di Caserta, la Reggia di Portici, la Reggia di Capodimonte e il Palazzo Reale di Napoli) appartenuti alladinastia reale dei Borbone di Napoli, luoghi di svago e di caccia della famiglia reale. La storia di abbandono che tutti conoscono della Reggia di Carditello ha avuto una svolta nell’agosto 2015, quando è stato firmato l’accordo per la “Valorizzazione del Real Sito di Carditello” tra il Ministero, la Regione Campania, la Prefettura di Caserta e il Comune di San Tammaro. L’accordo ha rappresentato il primo passo per la nascita della Fondazione Real sito di Carditello, costituita nel febbraio 2016 dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dalla Regione Campania e dal Comune di San Tammaro per promuovere la conoscenza, la protezione, il recupero e la valorizzazione del Real Sito di Carditello e delle aree annesse, in attuazione dell’Accordo di Valorizzazione.

La Fondazione è stata costituita allo scopo di elaborare ed attuare il piano strategico di sviluppo turistico e di valorizzazione, culturale e paesaggistica del Complesso di Beni Culturali ed aree annesse denominato “Real Sito di Carditello”, promuovendone non solo la conoscenza e la protezione, ma, soprattutto, avviandone concretamente la prima fase di sviluppo del percorso turistico culturale integrato tra le Residenze Borboniche. Una connessione logica e necessaria quella tra le Residenze Borboniche, al fine di una comprensione completa da parte dei visitatori. 

A distanza di anni, può dirsi ampiamente avviato il percorso di rivalorizzazione del bene culturale, attraverso numerose attività, non necessariamente legate al semplice turismo di massa. La Fondazione Real sito di Carditello è impegnata a 360° in attività culturali che diano ancor più lustro e valore al sito borbonico. Solo nel 2020 la reggia di Carditello è stata sede di importanti incontri: per esempio, ha ospitato Federculture, per cercare di porre l’attenzione porre sulla necessità di una rivalorizzazione dell’intero territorio casertano con i suoi diversi beni culturali come la Reggia di Caserta, il Museo archeologico dell’Antica Capua, il Museo campano di Capua e lo stesso Real Sito di Carditello. Il direttore della fondazione Roberto Formato ha più volte ribadito che l’obiettivo consiste nel riportare la Reggia di Carditello al centro del dibattito culturale, confermando i progetti legati all’inclusione, al benessere psicofisico e all’innovazione, e realizzando nel 2020 format culturali inediti per bambini e famiglie. Il territorio, in primis, rappresenta il fulcro di tale sfida attraverso la creazione di alcuni interessanti iniziative come privilegi riservati ai soci sostenitori del progetto, un programma di fundraising e lo sviluppo di un’app dedicata al sito. Carditello, inoltre, come afferma lo stesso direttore della Fondazione, si pone come importante obiettivo, quello di invertire il dato negativo del preoccupante e crescente allontanamento dei campani dalla cultura, dalla lettura e dalle attività culturali nel loro complesso, incentivando il consumo con visite ed eventi e nuovi format culturali. L’obiettivo è diversificare l’offerta, integrando programmi culturali e attività all’aperto e a contatto con la natura di famiglie e bambini e far sì che, attraverso l’offerta, si possa arrivare ad un vasto pubblico e non solo al solito turismo di nicchia. In questo scenario vi saranno presentazione di spettacoli diversificati, promozione di passeggiate all’aperto e nei boschi e, creazione di itinerari di collegamento con gli altri siti casertani. Ci si impegnerà a collaborare con università e istituti di ricerca. Si punta sulla forza attrattiva della natura, dei cavalli e della bellezza di una così maestosa residenza e della sua storia. La Reggia di Carditello, inoltre, è stata nel 2020 anche luogo di incontri per discutere delle politiche ambientali e della necessità di riqualificazione ambientale dei territori del casertano. Essa diviene simbolo di rinascita di un territorio devastato da abusi ambientali e della possibilità di collaborazione proficua tra istituzioni e cittadini al fine di far rinascere un’identità comune. A sostegno dell’intero complesso nel 2019 è stato previsto uno stanziamento di fondi da parte del Mibact di 300.000 euro ca. e di 65.000 ca. da parte del Comune di San Tammaro.

Ludovica Beneventano

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