DumBO: spazio creativo di rigenerazione urbana a Bologna

Sono tornati a disposizione della città di Bologna i 40 mila metri quadrati appartenenti all’ex scalo merci Ravone, nei pressi della stazione centrale. La rigenerazione è stata possibile grazie ad una gara bandita da Ferrovie dello Stato Sistemi Urbani e vinta da OpenEvent, società creata ad hoc per la gestione dello spazio, che nasce dall’unione di OpenGroup ed Eventeria, come spiega l’amministratore delegato e ingegnere Andrea Giotti, uno degli ideatori del progetto DumBO, acronimo per distretto urbano multifunzionale di Bologna. <<Si tratta di un’area dismessa dal 2011 che da aprile 2019 ha ripreso vita grazie all’operato di OpenEvent che ne gestirà le attività per quattro anni.>> L’obiettivo primario di questa riqualificazione è <<riattivare lo spazio per varie attività il più possibile trasversali, senza focalizzarsi su un ambito specifico ma, con le dovute proporzioni, essere aperti a 360°: un contenitore aperto>>.

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© dumbospace.it

Ma cosa offre esattamente questo complesso di sei fabbricati? Possibilità. Ciò che rende DumBO effettivamente speciale è, appunto, la possibilità di poter riempire questo contenitore con proposte diversificate tra loro, destinate a cultura, arte, sociale, musica e sport per attività trasversali e sempre diverse, in stretta relazione con il territorio. Un luogo in cui associazioni, imprese e cittadini collaborano e si contaminano.

Ogni specifico spazio è più adatto di un altro ad ospitare determinati eventi artistico-culturali e, inoltre, chiunque, attraverso una proposta dettagliata di un progetto, può proporre la propria attività da svolgere all’interno di DumBO, previo accordo sui costi di affitto, non specificati, in linea con i servizi che si possono utilizzare, come una normale trattativa. <<Il comitato tecnico scientifico, in cui è stata coinvolta l’amministrazione comunale, la Fondazione Innovazione Urbana, lo studio di architetti Performa Architettura Urbanistica, il Dipartimento Cultura e Promozione della Città e Legacoop Bologna, si occupa del supporto del metodo e del percorso di co-progettazione delle attività e dell’uso degli spazi, si riunisce per rimanere in contatto e aggiornarsi sugli sviluppi e sulle ripercussioni che avvengono inevitabilmente sul quartiere.>> Per l’apertura e la gestione sono state impiegate risorse private e per la sostenibilità economica vengono utilizzati i proventi degli affitti, ma comunque è tutto a fondo perduto.

Uno degli spazi più rappresentativi, adibito alle mostre temporanee, “Lo spazio bianco”, ha ospitato durante i giorni di Arte Fiera (24-26 gennaio 2020) BOOMing, la nuova fiera nata dalla scissione di quella che era la fiera SetUp. Le due co-fondatrici Simona Gavioli e Alice Zannoni quest’anno hanno dato vita a due esposizioni, una delle quali proprio nel grande complesso in via Casarini. << Un segnale positivo soprattutto per il quartiere, che ha vissuto un momento di rivalutazione e importanza in un momento vivo e partecipativo come quello di Arte Fiera>> ha dichiarato A. Giotti. <<L’intento era proprio rispondere all’obiettivo del progetto che si impegnasse a coniugare inclusione sociale, intrattenimento, cultura, sperimentazione, sostenibilità e prova di modalità di collaborazione tra realtà diverse.>>

Prima dell’emergenza Coronavirus, era in corso uno dei progetti tenuti nello spazio che ha precedentemente ospitato la fiera BOOMing; dal 20 febbraio 2020, infatti, gli studenti dell’Istituto d’arte applicata e design (IAAD) si erano stanziati per realizzare delle attività create ad hoc in virtù della natura dello spazio di rigenerazione che è diventato per loro un vero caso di studio.

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I 40 mila metri quadrati dell’ex scavo merci Ravone sono distribuiti in sei fabbricati, ognuno dei quali presenta caratteristiche diversificate per il tipo di evento o progetto che ospita.

Il “Blocco 19” può ospitare imprese creative, coworking, spazi di lavoro, formazione e coproduzione di idee; si tratta di un edificio a impianto rettangolare, situato a fianco all’ingresso principale in via Casarini 19. La “Piazza Ravone” e le piazzole sono spazi adibiti a eventi, punti di scambio e di ritrovo dove organizzare appuntamenti enogastronomici, allestire piccoli festival e attività sportive. Il “Binario centrale”, invece, è il luogo che viene utilizzato per serate, concerti, spettacoli di danza e performance.

Allo stesso modo dello “Spazio bianco”, la “Temporanea” che ricorda perlopiù una stazione, potrebbe essere adibita a galleria temporanea.

Attualmente sono in corso attività di co-working di aziende che utilizzano gli spazi come punto di ritrovo, ma anche per attività ludico-sportive, infatti vi è uno spazio apposito per la palestra. In programma ci sono due o tre eventi al mese come concerti, eventi privati aziendali, piccoli convegni e fiere.

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Sembrano essere i giusti presupposti che faranno diventare il quartiere interessante, un quartiere che ripensa i suoi depositi industriali in chiave artistico-culturale, proprio come l’omonimo quartiere newyorkese.

Viviana Annio

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