SARDEGNA NURAGICA E CONTEMPORANEA: CELEBRARE L’ARTE DELLE ORIGINI

Da qualche anno la sensibilità artistica della Sardegna mette a confronto la sacralità del patrimonio archeologico e l’arte contemporanea, combinando ricerca e valorizzazione. “La scena artistica sarda è assai vivace in tutto il territorio dell’isola, sia dal punto di vista degli artisti che delle istituzioni” conferma Luigi Fassi, direttore del Museo d’Arte della provincia di Nuoro, unico museo dell’isola iscritto all’AMACI, l’Associazione dei Musei di Arte Contemporanea Italiani. Il MAN, sostenuto dalla Regione e dalla Fondazione Sardegna, “è divenuto un landmark territoriale, un museo che attrae pubblico da tutta l’isola e dal continente e produce un’ampia visibilità mediatica per la Sardegna come territorio di cultura visiva contemporanea” spiega il direttore, promotore di una valorizzazione di taglio contemporaneo dei siti archeologici sardi, molto spesso ignoti, che possa essere “elemento di slancio e di sviluppo delle potenzialità”. Attraverso un recente progetto, infatti, il MAN ha ospitato uno dei più significativi artisti africani contemporanei, Kiluanji Kia Henda che, dopo aver esplorato l’isola e la sua storia, ne ha raccontato la sua interpretazione attraverso sculture e installazioni esposte, poi, nello stesso museo.

In questo panorama si inserisce anche l’artista Nicola Filia, il cui contributo evoca una provocazione tra la maestosità dell’architettura nuragica e la fallibilità della civiltà contemporanea “dove tutto iniziava, ed oggi, tutto finisce”. Megalòpolis è un’installazione site specific che si erge alla presenza del Nuraghe Losa: città fantasma costruite con materiali deperibili che, in simbiosi con l’alternarsi delle stagioni ed esposte al tempo, testimoniano la “sconfitta dell’evoluzione” sotto lo sguardo dei visitatori con un’azione performativa, fino al Novembre 2020. “Semplicemente ho integrato, ingrandito ed attualizzato quello che dentro ed attorno a me stava e sta succedendo. Lo scopo dell’installazione è sensibilizzare le persone a quello che il genere umano sta facendo al pianeta e a se stesso. La mia vuole essere un’istantanea sul futuro prossimo” descrive l’artista. L’allestimento del progetto è stato curato dal direttore del Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda, Baingio Cuccu e da Paola Mura, direttrice dei Musei Civici di Cagliari. E’ lo stesso direttore a riferirci che l’artista si è occupato personalmente del materiale per la realizzazione delle opere, e che “è stata inoltrata una richiesta di contributo alla Fondazione Sardegna” a copertura di altre spese. Tra gli enti coinvolti per la realizzazione ci sono il Comune di Abbasanta, la Soprintendenza di Cagliari e Oristano e la Cooperativa Paleotur, che ha promosso e coordinato il progetto: “sono stati loro a contattarmi e ad invitarmi a pensare qualcosa che per la prima volta in Sardegna abbinasse, appunto, archeologia e arte contemporanea”, spiega Filia.

È, invece, con il motto Divulgare il nuragico, promuovere il contemporaneo che David D’Hallewin, in collaborazione con Margherita Fadda, ha promosso la prima edizione di un concorso nato con l’intento di accostare il passato e il presente dell’isola, attraverso un “percorso multisensoriale alla scoperta di storia, arte, paesaggio”. Il progetto si prefigge lo scopo di promuovere la Sardegna all’estero e di motivare le grandi aziende “affinché investano negli scavi dei siti archeologici e nella ricerca relativa alla civiltà nuragica, affascinante e ancora da scoprire”. Infatti, ci illustra D’Hallewin, “il progetto rientra all’interno di un bando atto a favorire l’internazionalizzazione delle imprese ed è finanziato per la maggior parte dalla Regione Autonoma della Sardegna, tramite fondi POR-FESR dell’Unione Europea, mentre per la parte restante da mezzi propri. Abbiamo, inoltre, diversi sponsor che coprono i costi di manifestazioni nel territorio regionale”, di cui non è stato rivelato l’ammontare. Una giuria ha selezionato le opere inedite di 160 artisti sardi – alcuni emergenti, altri già affermati – e di questi, solo 12 vedranno le loro opere ospitate dalle gallerie d’arte e dagli istituti di ben tre paesi europei, in un percorso che terminerà nel Luglio 2021. La prima tappa è stata già ospitata dalla Bulgaria – dove alcuni artisti locali hanno segnalato possibili legami con la Sardegna per la presenza di pozzi sacri – a cui faranno poi seguito Inghilterra e Francia. Le iniziative di promozione saranno inserite all’interno di manifestazioni o festival di spicco, e verranno coinvolte associazioni culturali e presidi italiani all’estero.

In Sardegna così, l’arte diventa dialogo tra realtà: riconoscersi nelle origini e nelle tradizioni, celebrare l’appartenenza alla terra con uno sguardo rivolto al futuro ma con le radici salde ad un’identità culturale condivisa.  

Ph. Credit http://www.nicolafilia.com  

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