Comunicare oggi. L'esempio di Susanna Legrenzi

Come è possibile raccontare un progetto, un evento o una mostra? Uno degli esempi più interessanti della scena attuale è rappresentato dallo studio Susanna Legrenzi – Comunicazione integrata di Milano, che a partire dal 2010 si occupa di individuare soluzioni ad hoc, strategie e progetti di comunicazione per musei, istituzioni, aziende e grandi eventi.

La Grande Madre. Tra i vari progetti realizzati, quello del 2015 per la Fondazione Nicola Trussardi è un interessante esempio per comprendere il ruolo giocato dallae strategia ideata da Susanna Legrenzi per raggiungere un obbiettivo ben preciso: promuovere una mostra non solo nel periodo antecedente all’apertura ma mantenere alto l’interesse anche nelle fasi successive. Fondazione Nicola Trussardi, nata a Milano nel 1996 con la volontà di diffondere l’arte e la cultura dei nostri tempi, negli anni ha promosso mostre monografiche rimettendo al centro dell’attenzione, e dell’immaginario collettivo, angoli di città, palazzi storici milanesi come Palazzo Litta, Palazzo Dugnani e Palazzo Citterio invitando artisti internazionali a realizzare opere nuove e ambiziose appositamente concepite come ad esempio l’esposizione di Untitled – i tre manichini appesi a un albero – di Maurizio Cattelan in Piazza XXIV Maggio a Milano (5 maggio-6 giugno 2004) o la recente A friend di Ibrahim Mahama (2-14 aprile 2019), occasione in cui i castelli neoclassici di Porta Venezia sono stati avvolti con sacchi di juta. Il 2015 ha visto la Fondazione impegnarsi in un progetto più a lungo termine: la mostra La Grande Madre, svoltasi dal 26 Agosto al 15 Novembre a Palazzo Reale. L’esposizione ruotava attorno all’iconografia e la rappresentazione della maternità nell’arte del Novecento, ponendo l’accento sul potere della donna non solo in senso generativo ma anche in riferimento ai traguardi e all’emancipazione conquistati nel corso del secolo scorso. In occasione dell’evento Studio Susanna Legrenzi ha ideato e curato il progetto di comunicazione digital e social media: dal mini website dedicato alla mostra al piano editodiale Social Media, all’ideazione del progetto di storydoing “Passeggiate d’autore” realizzato in collaborazione con il Corriere della Sera. Il progetto ha dato vita a un programma di visite guidate: per tutta la durata della mostra, con cadenza settimanale, un esperto-autore/autrice del Corriere della Sera ha accompagnato un piccolo gruppo di visitatori, illustrando un percorso parallelo al contesto espositivo. Dalla letteratura alla storia del costume, dall’empowerment femminile al grande schermo. Veicolata da uno dei quotidiani più letti, il progetto ha mantenuto alto il livello di interesse nei confronti dell’esposizione, raggiungendo diversi target di pubblico potenziale.

Il Museo del Novecento. Un altro caso di grande interesse è quello del Museo del Novecento di Milano. La collaborazione con studio Susanna Legrenzi è partita dalla progettazione dopo un periodo di ascolto e di analisi del pubblico del nuovo website del museo, realizzato in partenrship con Logotel. Ed è proseguita in ambito Social Media. Obiettivo era rafforzare l’awareness dell’istituzione, stimolando il pubblico a condividere la propria visita al museo, in un intreccio tra mondo digitale ed esperienza diretta a contatto con l’arte. Particolarmente riuscita è stata la campagna lanciata in occasione dei festeggiamenti per il quinto anno di apertura del Museo realizzata in collaborazione con “La Lettura” del Corriere della Sera. Il progetto dal nome Novecento in un dettaglio consisteva in un’attività di gamification, in particolare in una “caccia al dettaglio”: un invito a cercare, fotografare e condividere sui social alcuni particolari dei capolavori della Collezione del Museo. Come confermano i risultati, sono stati più di 1.000 i visitatori che hanno partecipato all’iniziativa condividendo nel corso della sola giornata del 6 dicembre i propri contenuti sui profili di Twitter e Instagram. Mentre, sempre nella stessa giornata, grazie alla singergia con il Corriere della Sera, l’hastag #buoncompleanno900 ha raggiunto 8 milioni di impressions. Il 2016 ha visto invece il lancio del progetto social ‘900 Take Over in occasione della Nuit Europèenne des Musèes. Durante tutto il 2016, il Museo ha affidato il suo profilo Instagram a numerosi ospiti speciali, invitati a raccontare la propria esperienza di visita con 10 scatti fotografici. A inaugurare la serie, il regista premio Oscar Gabriele Salvatores. Tra gli invitati che hanno aderito al progetto anche Olimpia Zagnoli, Enrico Mentana, Ester Viola, Toni Thorimbert. Entrambi i progetti testimoniano come social media e mondo fisico possano dialogare efficacemente, alimentando contenuti user genereted o contenuti di valore di sguardi terzi.

Dancing with Myself.Un ultimo esempio di comunicazione efficace è il piano pensato perla mostra, a cura di Martin Bethenod e Florian Ebner, che si è tenuta a Punta della Dogana dall’8 aprile al 16 dicembre 2018. “Dancing with Myself” ha indagato l’importanza primordiale della rappresentazione di sé nella produzione artistica dagli anni ’70 a oggi e del ruolo dell’artista come protagonista e come oggetto stesso dell’opera. Attraverso un’ampia varietà di pratiche artistiche e linguaggi (fotografia, video, pittura, scultura, installazioni…), di culture e provenienza, di generazioni ed esperienze, ha messo in luce il contrasto tra attitudini differenti: la malinconia e la vanità, il gioco ironico dell’identità e l’autobiografia politica, la riflessione esistenziale e il corpo come scultura, effigie o frammento, e la sua rappresentazione simbolica. In quest’occasione il piano editoriale in ambito Social Media è stato integrato da un progetto speciale realizzato in collaborazione con Futura, la newletter del Corriere della Sera. A partire dal mese di luglio, Attraverso i propri social Futura e Palazzo Grassi hanno interrogato lettori e visitatori su questioni personali, a partire dalla mostra con trenta domande per capire chi siamo, che cosa desideriamo, come ci percepiamo. L’iniziativa ha generato una serie di reazioni che hanno portato alla mostra un valore aggiunto anche grazie a questa modalità di interazione, in grado di coinvolgere il pubblico attraverso domande brevi ma profonde. L’arma segreta? Per il Corriere, nel bilancio finale sulle risposte, è stato un mix di empatia e coraggio: “L’arte, senza dubbio, aiuta”.

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