Il crowdfunding culturale: l’esempio di innamoratidellacultura.it

Una buona idea, un progetto, la comunità di sostenitori. Il tutto condito con una buona dose di impegno, visione d’insieme ed un pizzico d’empatia: questi gli ingredienti fondamentali per una buona campagna di crowdfunding. Servire su di una solida piattaforma online.

A differenza dei paesi anglosassoni, in Italia il crowdfunding fa ancora fatica ad affermarsi ma, da circa due anni, anche nel Bel Paese questa forma di finanziamento sta attraversando una crescita esponenziale, attestata da numeri riguardanti sia le piattaforme che offrono un servizio specializzato ai soggetti in cerca di fondi, sia i casi rilevanti di successo.

Il crowdfunding in ambito culturale va a finanziare progetti quali: progetti di moda e di design, mostre d’arte, spettacoli teatrali, musica registrata, pubblicazioni editoriali (narrativa, fumetti, saggistica), audiovisivi (documentari, cortometraggi, videoclip, film), videogiochi, reportage e inchieste giornalistiche, restauro di opere d’arte, acquisizioni da parte di musei, e l’elenco potrebbe continuare.

In Italia ci sono diverse piattaforme che si occupano di crowdfunding culturale come Ginger Company, Produzioni dal basso, Becrowdy ed Innamoratidellacultura.

Ma come funziona nello specifico il crowdfunding nella cultura?

Ce lo racconta Emanuela Luisa Negro-Ferrero, fondatrice della piattaforma di successo innamoratidellacultura.it.

Il progetto nasce nel 2014 quando Negro-Ferrero si accorge che il taglio dei fondi dell’1,6% alla cultura aveva influenzato negativamente l’operato culturale in molte regioni (un esempio il Piemonte, passato da 37 milioni di euro di fondi a 34 milioni) e che vi era, quindi, la necessità di dare supporto alla creazione di progetti culturali. I due partirono con il lancio di campagne pilota che ebbero un grande successo fin da subito.

Le imprese, inoltre, dimostravano un interesse sempre più crescente circa la cultura come leva di marketing e reputazione aziendale: tuttora il 70% degli imprenditori valuta positivamente il sostegno a progetti ed eventi culturali; il 51% considera strategico l’investimento in cultura nel lungo periodo e dunque lo integra nelle proprie strategie di marketing; il 36% delle imprese ha ripreso gli investimenti in cultura negli ultimi tre anni; si può quindi affermare che il futuro delle piattaforme dedicate al crowdfunding culturale sarà sempre più roseo.

Innamoratidellacultura.it è una piattaforma che promuove campagne di crowdfunding reward in ambito artistico e culturale sul mercato italiano: il reward-based è un tipo di crowdfunding in cui si riceve una ricompensa, sulla base dell’importo che si è investito nella campagna che si sostiene e che, in genere, coincide con un prodotto o un servizio; in ambito culturale spesso vengono dati in cambio biglietti d’ingresso, opere d’arte, lezioni private, abbonamenti.

Innamoratidellacultura.it rientra nella categoria delle cosiddette “piattaforme verticali” così definite per la loro specificità in un determinato settore. La differenza tra una piattaforma “verticale” e una “generalista” è determinata principalmente dalla comunità che si raccoglie attorno la piattaforma; in Italia il 35% dei progetti culturali viene supportato da questo tipo di piattaforme.

Negro-Ferrero spiega come sia importante sottolineare fin da subito il fatto che le piattaforme non sono gratuite in quanto offrono dei servizi come un’ora di formazione per il progettista, l’infrastruttura del portale, una forte presenza sui canali social, delle figure professionali elastiche, la ricerca degli sponsor, la creazione di campagne di marketing digitale per profilare il donatore ideale, costruzione di un piano di ricompensa allettante: il sito è collegato ad un processore di pagamento, Stripe, che fornisce un plug-in impostato sul 7% di trattenuta in automatico.

La maggior parte dei progetti in Italia sottoscrivono il contratto flessibile, permettendo al progettista di trattenere qualunque somma di denaro anche qualora non venisse raggiunta la cifra prefissata; diversamente, il contratto fisso impedisce di incassare il denaro se il goal non viene raggiunto.

Ruolo chiave in una campagna di crowdfunding è quello del progettista in quanto, oltre ad avere una solida visione d’insieme circa la struttura organizzativa del progetto, deve realizzare un piano economico, un piano di comunicazione, creare del materiale di comunicazione (video, testi) ed organizzare eventi per coinvolgere le persone. L’impegno economico medio per una campagna è pari al 20% della cifra definita come obiettivo di raccolta e, dalla progettazione al lancio del progetto, trascorrono solitamente dai due ai sei mesi. Questo periodo di tempo serve a costruire il proprio database, a coinvolgere ulteriormente il pubblico già acquisito, a costruire una brand identity, a fare un’analisi di mercato per identificare le buyer personas (è fondamentale per comprendere come e su quali canali presentare al pubblico di riferimento il progetto). Una campagna di crowdfunding, infatti, ha come scopo principale quello di trovare persone disposte a partecipare: fondamentale è lo studio del target che permette di gestire l’intera strategia di marketing e di individuare le strade per arrivare alla conversione grazie a strumenti come Google Analytics, LinkedIn Analytics, Facebook Insight.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...