L’arte su Instagram: tra creatività e comunicazione

“Ad oggi, Instagram è il place to be dell’arte”, afferma Andrea Concas, imprenditore nel campo dell’arte e fondatore di Art Backers e Art Rights.

La crescita di Instagram, secondo il report annuale di We Are Social, “Global Digital Network in 2019”, è notevole: nell’ultimo anno gli utenti attivi sono aumentati di 38 milioni. Il totale dell’audience raggiungibile per scopi comunicativi e pubblicitari è stimata a 895 milioni. Appare evidente, con i suoi 75 milioni di post al giorno, che Instagram può diventare una grande occasione per promuovere la propria attività. “È per gli artisti un’opportunità per creare nuovi contatti con una grande platea di amanti dell’arte, che usano la piattaforma per valutare i prossimi acquisti della loro collezione”, continua Andrea Concas. 

Artisti già affermati sul mercato come Damien Hirst, Jeff Koons e Takashi Murakami hanno iniziato ad usare i propri profili Instagram come vetrina per la propria arte, mostrando anche i making of, creando così dei contenuti con una forte attrattiva per gli utenti che li seguono, interessati a conoscere il processo di nascita di un’opera d’arte. Non si fermano, però, solo a questo. Spesso mostrano anche i propri momenti familiari, i pomeriggi allo stadio o i piatti che mangiano, rendendo in questo modo un artista da milioni di dollari molto più vicino al proprio pubblico. 

Banksy ha scelto Instagram come unico mezzo per comunicare la propria arte. Sul suo sito web si legge che l’artista non ha account ufficiali su nessun altro social network. Nel proprio profilo non si limita solo a mostrare gli ultimi lavori di street art che ha realizzato, ma trasmette a tutti i suoi follower la forte critica nei confronti del sistema dell’arte, delle aste e delle mostre non autorizzate dall’artista stesso. 

Instagram può diventare però, soprattutto, un canale utilizzato dagli artisti per originali progetti artistici in stretto legame col digitale. Il caso più famoso che ha dato il via a questo trend è stato quello di Maurizio Cattelan. Il suo profilo era in continuo divenire: l’artista usava questa piattaforma per pubblicare giornalmente fotografie, messaggi e fotomontaggi che venivano cancellati dopo 24 ore e puntualmente sostituiti da un’altra immagine. Il social diventa quindi la tela di un’opera d’arte effimera, che l’artista usa come mezzo espressivo. Da allora, molti altri visual artist lavorano con Instagram per esprimere la propria creatività.

François Truffaut, Jules et Jim, 1962 VS Édouard Manet, Le déjeuner sur l’herbe, 1862-1863 | Raffaello Sanzio, Canigiani Holy Family, 1507 VS Alfonso Cuarón, Roma, 2018 | @conformi_

Un altro interessante progetto in questo senso è quello dell’artista Davide Trabucchi, chiamato confórmi: sul suo account gioca con la simmetria, accostando in un perfetto gioco di triangoli opere d’arte, architetture, paesaggi e frame di film che nulla sembrano avere in comune l’uno con l’altro. L’effetto estetico finale appaga la vista ed è un lavoro artistico a tutti gli effetti. L’opera è strettamente legata alla piattaforma: senza Instagram e la sua tipica griglia d’immagini, questi collage non assumerebbero lo stesso potente impatto visivo.

Francisco Hayez, Il bacio @ArTorin

Di recente si sta facendo notare l’account ArTorin, opera di Michi Galli, uno studente dell’Accademia Albertina di Torino: l’artista fonde il passato con il presente, legando indissolubilmente le grandi opere della storia dell’arte con i luoghi della Torino contemporanea grazie alla tecnica del fotomontaggio. La sua è anche un’accurata riflessione sulla nostra società e i comportamenti che adottiamo: i due amanti di Hayez si baciano sulla banchina di una stazione ferroviaria, l’Ophelia di Millais emerge dalle acque piene di rifiuti e le spigolatrici di Millet raccolgono i resti abbandonati di un mercato rionale.

@contemporaryartcolor instagram feed

Vi sono poi account che, per la loro peculiarità e forza attrattiva, hanno lo scopo di avvicinare il pubblico di Instagram ad un tipo di arte, il più delle volte contemporanea, che spesso risulta di difficile lettura. L’account contemporaryartcolor mostra opere d’arte contemporanea monocrome che viste nell’insieme della galleria di Instagram creano un affascinante arcobaleno di colori. Sulla stessa linea troviamo contemporaryuntitled, che lavora sui trittici, accostando opere contemporanee che hanno un fil rouge comune, dai materiali usati al soggetto rappresentato.

@sushisyrup instagram feed

In un social network usato prevalentemente da giovani – la fascia maggiore va dai 18 ai 34 anni – una comunicazione ironica è spesso vincente. Sushisyrup si definisce “visual fartist” e sul proprio account gioca in modo ironico attraverso connessioni visive e concettuali, spesso anche borderline, creando una galleria di immagini in continua espansione. In questo progetto l’immagine non va vista singolarmente, ma per apprezzare il lavoro di quest’artista bisogna dare uno sguardo completo al profilo, scorrendo dal basso verso l’alto. L’artista Giulio Alvigini, sul social Make Italian Art Great Again,e la Fondazione Sandretto con immagini irriverenti e meme ottengono un grande seguito, destinato a crescere ulteriormente, e aprono uno spiraglio per il mondo dell’arte ad un nuovo tipo di comunicazione che talvolta può svestire i panni dell’istituzionalità e raggiungere così nuovi pubblici. 

@makeitalianartgreatagain | @fondazionesandretto

One thought on “L’arte su Instagram: tra creatività e comunicazione

  1. Amo l’arte e l’idea di averla a portata di mano, tramite Instagram, è per molto interessante. E poi Instagram è l’app delle immagini per eccellenza, quindi why not 😀

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