Project Marta: un archivio per l’arte contemporanea

“Quando ho iniziato a collaborare con artisti contemporanei mi sono resa conto che non avevano tanti interlocutori con cui confrontarsi né indicazioni sui materiali migliori da utilizzare”.Benedetta Bodo di Albaretto, fondatrice di Project Marta, spiega così l’idea e la nascita del suo progetto, un archivio tecnico con l’obiettivo di tutelare e conservare le opere contemporanee attraverso le interviste con gli artisti. Project Marta si sviluppa su due livelli: uno tecnico e professionale che comprende le schede tecniche abbinate alle opere, e uno divulgativo che utilizza il sito internet del progetto per condividere le informazioni raccolte. Il sito viene utilizzato da artisti, collezionisti, galleristi e lavoratori del settore, costituendo un archivio dati consultabile e utilizzabile.

L’idea di Project Marta nasce durante gli anni di formazione di Benedetta Bodo di Albaretto che, collaborando con alcuni artisti contemporanei, aveva notato l’esigenza di fornire loro indicazioni legate ai materiali costitutivi delle opere e alla loro conservazione. Durante la stesura della tesi magistrale sceglie proprio questo tema come approfondimento realizzando i primi modelli d’intervista con gli artisti.

© ProjectMarta

Nel 2015 è stata realizzata una prima applicazione pratica del progetto grazie alla collaborazione con la Fondazione Sandretto di Torino. Sono state selezionate cinque opere della Fondazione che avevano particolarmente bisogno di un intervento di restauro. Sulla base del modello Project Marta sono state realizzate alcune interviste con gli artisti creatori delle opere e sulla base delle informazioni ottenute sono stati redatti dei progetti di restauro dal Centro di restauro di Venaria Reale.

La realizzazione della scheda tecnica si articola in diverse fasi: un’analisi preliminare delle caratteristiche dell’opera per conoscerla in modo approfondito e organizzare le domande da porre all’artista; un momento di confronto diretto con l’artista tramite il modello d’intervista; un confronto tecnico con restauratori ed esperti e infine la stesura della scheda tecnica. In quest’ultima vengono inserite non solo le caratteristiche dell’opera, ma anche i dati inerenti ad un allestimento consapevole e sicuro. Una volta conclusa, la scheda tecnica deve essere firmata dall’artista e dal referente di Project Marta e redatta in duplice copia. Una viaggerà con l’opera e una rimarrà nell’archivio del sito per la consultazione. La scheda tecnica si articola in settori: specifiche dell’opera, tecniche e materiali costitutivi, rapporto con il fruitore e conservazione, nasce con l’opera e la segue per tutta la sua “vita”. Al contrario, per opere che hanno già iniziato il loro percorso espositivo, si lavora per prevenire il degrado e migliorarne la conservazione.

Un esempio è l’opera “25L” di Alberto Tadiello, proprietà della Sandretto ed oggetto di un restauro da parte del centro di Venaria Reale. L’opera aveva subito alcuni danni legati alla corrosione delle parti in ferro in seguito a diverse esposizioni. L’artista non aveva trattato le zone in ferro e non aveva considerato gli eventuali pericoli legati al trasporto. È stato proprio in occasione di un trasporto via nave verso Seoul che i processi di ossidazione del ferro sono peggiorati. Sono state raccolte quindi le informazioni necessarie ed è stato impostato un intervento di restauro che fermasse il processo di corrosione e proteggesse i materiali nel corso del tempo.

© ProjectMarta

L’archivio online si organizza in quattro parti: opere, artisti, gallerie e materiali. Per ogni opera viene indicata una panoramica generale, comprensiva di stralci dell’intervista con l’artista, e viene data la possibilità, in accordo con il committente, di richiederne la consultazione integrale tramite una password di sicurezza. Project Marta si avvale della consulenza di un team di restauratori, tecnici ed esperti dei diversi settori dell’arte. In base alle loro competenze offrono la propria esperienza per elaborare strategie di prevenzione e conservazione. Diventano così dei riferimenti contattabili da collezionisti ed operatori in caso di necessità.

Il progetto collabora anche con diverse aziende. Una di queste è “Safebox”, un marchio registrato da “Ars Movendi” di Firenze. L’azienda produce casse su misura, resistenti, versatili e funzionali, in modo da garantire la massima protezione durante le fasi di movimentazione e deposito. Le casse possono essere usate più di una volta mantenendone la durata nel tempo. Un’altra collaborazione interessante è con “Tagsmart”, una startup Londinese nata nel 2015. L’azienda fornisce un servizio di certificazione completa delle opere e costituisce la prima piattaforma per il trading artistico. “Tagsmart”permette di catalogare diverse opere d’arte costruendo una vera e propria storia della loro provenienza.

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