E-commerce e innovazione: il caso Musement

Musement, una piattaforma online che permette di acquistare i biglietti per diverse attività culturali e d’intrattenimento che si svolgono in più di mille città del mondo, conta oggi, a distanza di sei anni dalla nascita, dieci sedi divise tra Europa, Stati Uniti e Asia. Sono state da poco aperti gli uffici di Orlando e New York, Dubai e Barcellona, e possono vantare investimenti che superano i 10 milioni di euro.

Il record è stato raggiunto l’anno scorso con l’acquisto della piattaforma da parte di una delle più grandi società di servizio per viaggiatori, il colosso tedesco TUI Group. Grazie a questo passaggio è aumentata anche la possibilità di proporre i propri trattamenti e servizi a un bacino potenziale di oltre 20 milioni di clienti. 

Quando il progetto fu lanciato per la prima volta nel 2013 dai fondatori Alessandro Petazzi, Fabio Zecchini, Paolo Giulini e Claudio Bellinzona,il target era costituito soprattutto dai musei, un mercato che poteva essere sviluppato e potenziato, e per far ciò i quattro soci hanno cercato di comprendere chi davvero avesse voluto finanziare questo mercato. Diversi sono stati i fondi investimento che si sono interessati, tanto da raggiungere finanziamenti per 18 milioni di euro. Tra gli investitori si possono citare P101, 360 Capital Partners, Micheli Associati e Italian Angels for Growth.

Tra tutti i possibili acquirenti di Musement, la Tui Group ha portato avanti delle motivazioni più accattivanti quali la digitalizzazione dell’azienda e la volontà di far muovere la gente in più località, incrementando, in questo modo, i clienti e di conseguenza i fornitori. Ad oggi hanno raggiunto i 70.000 fornitori con l’ampliamento delle organizzazioni che filtrano per la loro piattaforma quali: musei, biglietterie e tour operator sparsi per il mondo. 

Da quando Musement è nata il rapporto con i musei è cambiato in maniera radicale. All’inizio era la società stessa che si metteva in contatto con l’ente a cui era interessata chiedendogli di cedere loro informazioni e biglietti per l’accesso così da poterli vendere online e da dargli la possibilità di spalmare la loro pubblicità.  In principio è stato complicato perché i musei erano molto scettici e non davano molta disponibilità ma da quando hanno visto una crescita costante del servizio sono stati sempre più inclini a lavorare con la piattaforma così facilitando sia la fruizione che la comprensione della stessa. 

Uno dei primi musei esteri con cui Musement ha collaborato è stato il Van Gogh Museum ad Amsterdam, dove il direttore si è reso subito disponibile a entrare nella piattaforma, il cui 

design ha iniziato a cambiare da quando si è spostata anche sul mercato estero. Inizialmente i soci fondatori si sono concentrati sulla vendita di biglietti dei soli musei e mostre perché volevano cambiare la percentuale delle vendite online, che all’epoca equivaleva al 2% del totale.

Dunque, alla base del progetto c’era l’intento disopperire al disagio che si creava nell’aspettare in file chilometriche solo per le biglietterie. Quando hanno iniziato, nessuno acquistava cultura online, quale potesse essere libri o anche solo ticket, come in questo caso. La compera via internet era una tendenza che ancora non aveva toccato questo mondo. Allo stesso tempo c’è da evidenziare che, per poter dare una svolta a tale tipologia d’acquisto, non si poteva neppure contare su groupon, azienda operante nel settore dei gruppi d’acquisto che permette ai consumatori iscritti di accedere a offerte giornaliere di buoni sconti utilizzabili presso aziende,perché altrimenti non si qualificava né si evidenziava l’aspetto culturale che si andava a vendere. Vi è però un dato che contrasta con tutto ciò ed è il milione e mezzo di persone che andava su internet per informarsi sugli eventi culturali. E’ proprio grazie a un’analisi svolta su questo numero che è saltata all’occhio la maggiore internazionalità delle origini di tali persone, più estere che italiane. Su questo dato si basa la nascita del progetto di Musement, con la prospettiva di riuscire a trasformare quei visitatori in acquirenti.In seguito al primo successo avuto con i musei, i soci hanno deciso che questa iniziativa poteva essere ampliata su altri settori e considerando che nel mondo dell’experience non esisteva ancora nessuno, ne hanno dato l’avvio. Dunque, se in un primo momento sulla piattaforma si potevano acquistare biglietti solo per l’accesso alle strutture museali, dopo qualche anno è sorta anche la possibilità di scegliere tra una vasta selezione di eventi culturali quali possano essere walk tours o ingesso a parchi divertimento. Con l’integrazione di questi settori si è evidenziato che la parte di mercato turistico più grande si concentra sugli ultimi. Però non vi è da sottovalutare il potenziale delle principali attrazioni turistiche nel mondo come ad esempio la Sagrada Familia, la quale raggiunge circa 1300 biglietti all’ora.

Foto © pro.regiondo.com

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