M9: UN MUSEO PER LA CITTÀ

A quasi un anno dall’inaugurazione nel dicembre 2018, è il momento di fare un bilancio dell’attività svolta da M9 – Museo del Novecento, importante progetto di rigenerazione di Mestre. Grazie ai 110 milioni di euro investiti dalla Fondazione di Venezia, la creazione del distretto M9 ha interessato il recupero di un convento tardo cinquecentesco e di un edificio di demanio militare degli anni Settanta. La realizzazione del progetto è stata resa possibile anche grazie al MiBAC e alla Soprintendenza, che ne hanno riconosciuto il valore culturale, concedendo così il cambio di destinazione d’uso – pratica non comune in Italia – per un’area precedentemente preclusa alla cittadinanza. A ottobre 2019, è stato approvato dalla Giunta Comunale il cambio di destinazione d’uso anche per un edificio adiacente al distretto M9: ex proprietà Tim ma da tempo abbandonato, diventerà un hotel a 5 stelle allo scopo di riqualificare un’area pubblica adiacente a M9, creare nuovi posti di lavoro e attrarre nuovi esercizi commerciali. Perché ci sia un filo conduttore nell’architettura della zona, la realizzazione delle facciate della struttura e dell’area circostante verrà affidata agli stessi progettisti di M9. L’hotel contribuirà – insieme al distretto M9 – a rilanciare il territorio mestrino, inserendosi in “una piccola smart city dove cultura multimediale, architettura sostenibile, servizi per i cittadini e forme innovative di commercio” si incontrano per restituire alla comunità locale spazi storici prima negati alla fruizione e reintegrarli nel tessuto del centro urbano.

Mappatura del distretto M9 © M9 – Museo del ‘900

Tuttavia, l’iniziale gestione del rapporto con il territorio non è stata facile, perché non si è riusciti a comunicare pienamente cosa fossero un museo multimediale e una collezione immateriale a un pubblico non abituato a progetti simili nel panorama culturale italiano. Fondazione di Venezia ha intercettato i cambiamenti radicali che si sono verificati nell’accesso, diffusione e fruizione della conoscenza, comprendendo che il futuro della cultura sarà innegabilmente digitale, ma ha dovuto fornire al pubblico gli strumenti per comprendere la spinta verso l’innovazione. Inoltre, la Fondazione “si è scontrata con le aspettative della comunità locale, la quale a lungo ha immaginato un museo che parlasse esclusivamente di Mestre”, racconta Livio Karrer, co-curatore della collezione permanente. Ciò nonostante, la Fondazione ha mantenuto la propria impostazione nazionale nel voler narrare a Mestre la storia italiana del Novecento, perché la città ha giocato un ruolo emblematico in tante delle trasformazioni socioeconomiche novecentesche avvenute nel nostro paese. La Fondazione ha fortemente voluto un museo della storia nazionale che parlasse del secolo scorso dal punto di vista storico, perché in seguito all’epoca fascista non c’è stato più alcun tentativo di creare istituzioni museali che raccontassero la storia degli italiani nel loro sviluppo recente.

Giovani studenti in visita a M9 © M9 – Museo del ‘900

M9 si propone come hub di divulgazione del passato italiano, per implementare la limitata diffusione della conoscenza storica del nostro paese, utilizzando linguaggi comunicativi moderni e narrative comprensibili da tutti. Oggi, la sfida da affrontare è quella di conciliare la necessità di semplificazione della complessità storica con la missione pedagogica. Per questo motivo, M9 segue il modello dell’edutainment, potendo così perseguire i propri obiettivi educativi e contemporaneamente fornire intrattenimento intelligente. In questo senso, la tecnologia è un potente strumento per intercettare la polifonia di linguaggi della comunicazione contemporanea e rispondere alle esigenze delle generazioni native digitali. M9 nasce per i giovani e li invita a scoprire la propria collezione tramite il binomio genitore-figlio o nonno-figlio, in modo che il rapporto tra generazioni diverse possa amplificare l’acquisizione di nuova conoscenza. Nonostante gli incassi dei primi mesi non abbiano rispecchiato le aspettative – calcolate su stime troppo ottimistiche – della Fondazione, poiché l’anno scorso l’attività è iniziata a metà anno scolastico, M9 continua il lavoro di programmazione culturale, coinvolgendo docenti del Nord Est ma non solo.

Innovation Retail Center © M9 – Museo del ‘900

M9 si differenzia dalle altre istituzioni museali anche per la presenza di un Innovation Retail Center,che mira a rendere più attrattivo il tessuto economico mestrino in un’epoca in cui regna il modello del centro commerciale. Il distretto propone un sistema integrato di offerta culturale e retail, grazie a cui eccellenze locali e nazionali possono collocarsi nel centro di Mestre, nodo logistico e infrastrutturale, per intercettare un ampio bacino d’utenza e generare nuove opportunità di sviluppo socioeconomico. Tuttavia, ad oggi il progetto retail non ha ancora dato i risultati attesi, perché concepito quando la situazione economica della città era diversa. Ciò nonostante, Fondazione di Venezia si sta impegnando attivamente per invertire questo trend, abitando anche gli spazi retailcon un variegato programma di eventi culturali al fine di creare valore e visibilità per l’intera città.

In copertina: Distretto M9 © M9 – Museo del ‘900

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