798 ART ZONE, IL DISTRETTO ARTISTICO DI BEIJING

Poco distante dalla stazione metropolitana di Jiangtai a nord-est di Beijing (ex Pechino) nella Dashanzi area si trova il 798 Art District, il centro d’arte contemporanea della capitale della Repubblica cinese. La Factory, articolato complesso architettonico militare in stile Bauhaus, venne fondata negli anni ‘50 del secolo scorso da un gruppo di architetti della Germania dell’Est. Negli anni ‘90 cadde in disuso nella sua funzione bellica e fu riconvertito dai giovani studenti della Central Academy of Fine Arts di Beijing in un centro di ricerca e sviluppo dell’arte contemporanea.

Ingresso 798 Art Zone

A partire dai primi anni ’90 il distretto artistico è al centro di un processo di cambiamento volto alla valorizzazione del proprio terriorio in un momento, quello contemporaneo, in cui il margine di crescita culturale ed economica è più alto per la Repubblica cinese. Appare chiara dunque la volontà delle istituzioni di rendere la 798 Art Zone una meta turisticamente ed economicamente appetibile. Il distretto artistico della capitale cinese è uno spazio tanto affascinante quanto estraniante nelle sue continue contrapposizioni, tra lussuose boutique, bar, spazi ricreativi, mercatini delle pulci ed artisti di strada.

798 Art Center

La mission dell’intero spazio è rivolta alla ricerca e all’esplorazione di nuovi linguaggi espressivi nonché a facilitare lo sviluppo sostenibile della società. La zona circostante il distretto è in costante evoluzione, tra esercizi commerciali di stampo occidentale già conclamati e perfettamente inseriti nella quotidianità della vita pechinese ed attività più tradizionali.

All’interno della mappa eterogenea di gallerie d’arte in erba e realtà già affermate sul piano internazionale, l’italiana Galleria Continua è presente da ormai quindici anni nel distretto. Federica Beltrame, direttrice della sede di Beijing, ricorda come nel 2004 l’energia che veniva dal distretto fosse talmente forte che i fondatori di Galleria Continua, spinti dall’amore per la Cina che l’artista Chen Zhen aveva trasmesso negli anni, non resistettero all’avventura. Il distretto offre spazi in affitto, chi fosse interessato dovrebbe munirsi di un buon livello linguistico e contattare il management locale. Per Galleria Continua è stato inoltre determinante offrire una nuova vetrina ai propri artisti, in uno dei luoghi più frequentati del momento.

Galleria Continua ha esposto per tutto il periodo estivo fino al 13 ottobre la mostra della giovane footografa franco-marocchina Leila Alaoui. La mostra si apriva con la serie Les Marocains, enormi ritratti fotografici in scala con l’ampio spazio espositivo. Il progetto realizzato a lunga distanza si è ispirato al celebre lavoro di Robert Frank, Americani (1958). Il titolo della mostra è stato preso in prestito dalla canzone del cantante algerino Dahmane El Harrachi, Ya Rayah: “O, you who are leaving”. Una canzone sulla sofferenza dell’ esilio scritta negli anni ’70 e ancora oggi attuale.

Leila Alaoui, Les Marocains – Series 2010-2014. Photo: Dong Lin
Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins /
Habana

Passeggiando per il distretto tra zone in stato di forte degrado o abbandonate e gallerie in continua espansione, emerge chiaramente l’interesse di alcune majors come Maserati e Hyundai Motorstudio di investire in questo spazio. Chief Sponsor è Taikang, una tra le principali compagnie assicurative della Cina continentale.

Tra le principali attrazioni del periodo estivo:Picasso. Birth of a genius presso l’ UCCA Center for Contemporary Art di Guy Ullens, collezionista belga che ha raccolto con passione una grande collezione di arte contemporanea cinese. Hyundai Motorstudio ha attirato curiosi e turisti da tutto il mondo con la mostra Lying Sophia & Mocking Alexa.  Il percorso espositivo narra il processo di trasformazione di Sophia, un robot umanoide e Alexa, l’assistente virtuale basato su cloud sviluppato da Amazon. Tra le opere dal grande impatto scenico risalta Caca Investment (2018) di Payne Zhu, installazione video a tre canali. Ca-ca sta per Capitale-Capitale, il destino del capitalista, il cui investimento continuerà anche dopo la sua morte.

Rappresentativa è l’enorme composizione adesiva, dal titolo 798, che ricopre la superficie esterna del Motorstudio Hyundai. Una sorta di mappa narrativa: ogni raffigurazione architettonica si riferisce ad un edificio reale che si trova nel distretto. Gli innumerevoli pezzi fluttuanti nello spazio bidimensionale creano un organismo pulsante, coeso ed eterogeneo che richiama le continue ricombinazioni degli spazi della Factory.

Drawing Architecture Studio, 798, 2018 – 3M special sticker

La galleria cinese Long March Space, presente ad Art Basel 2019, con sede nel distretto nell’edificio al numero 9, rappresenta le opere di Wu Shanzhuan in una mostra dal titolo Today Became a Holiday. La mostra dell’artista concettuale segue la notizia del luglio scorso in cui la galleria ha annunciato la sua intenzione di smettere di partecipare alle fiere d’arte per concentrarsi su attività di ricercar di cui la mostra di Shanzhuan si fa portavoce (di A. Greenberg, ArtNews  – 16 luglio 2019).

In Copertina: Leila Alaoui, Les Marocains – Series 2010-2014. Photo: Dong Lin.

Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins /Habana

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