Matteo Fato alla Fondazione Pescheria di Pesaro: il contemporaneo in dialogo col territorio

“Scena notturna sul mare” di Matteo Fato, artista pescarese classe 1979, è in esposizione fino al 3 novembre 2019 alla Fondazione Pescheria di Pesaro, che nasce dapprima come Centro Arti Visive nel 1996 e diventa Fondazione solo successivamente, nel 2012. Il particolare nome deriva dall’ubicazione della sua sede, che un tempo ospitava un grande mercato del pesce coperto; sede che si è poi arricchita di un ulteriore spazio espositivo ricavato all’interno dell’ex sinagoga sefardita risalente alla metà del XVI secolo che si trova nel cuore dell’antico quartiere ebraico della città, a pochi passi dalla Pescheria.

Sotto il consiglio d’amministrazione presieduto da Gloriana Gambini, e con la consulenza artistica di Marcello Smarrelli, la Fondazione ha portato avanti dal 2018 un programma di mostre nate tutte con la stessa formula e all’insegna del dialogo col territorio: gli artisti vengono infatti invitati a confrontarsi col patrimonio culturale e la comunità e a mostrare poi i risultati di questa interazione, e la mostra di Matteo Fato non fa eccezione.

L’artista unisce dal 2009 la sua carriera di artista visuale a quella di docente all’Accademia di Belle Arti di Urbino, da lui stesso frequentata negli anni dell’università. L’Accademia rappresenta per lui il luogo che, sia da studente che da insegnante, gli ha permesso di creare le basi della sua ricerca, indagando medium diversi per poi approdare a quello che è diventato per lui preponderante: la pittura.

Per la mostra alla Pescheria, l’artista è partito da un dipinto di un pittore pesarese del Seicento conservato nei depositi dei Musei Civici, e vi si è posto idealmente in dialogo realizzando una serie di opere legata alla “scena notturna sul mare” di cinquecento anni prima. In questo lavoro Fato si è lasciato ispirare anche dagli spazi della Fondazione: il Loggiato, aperto sulla strada, e l’ambiente dodecagonale della Chiesa del Suffragio, ex luogo di culto adibito nei primi anni del Novecento a mercato delle erbe, e poi mercato ittico; realizzando infatti opere site-specific. Per Matteo Fato il luogo in cui le opere prendono posto è fondamentale in quanto rappresenta il punto di partenza per la creazione del percorso espositivo: “ogni quadro deve trovare la giusta posizione nella memoria dell’architettura che lo ospita” (Matteo Fato per INSIDEART, gennaio 2019).

Loggiato, installation view

Architettura, quella della Fondazione, che si avvale non solo degli spazi principali in cui si succedono le mostre ma anche dell’adiacente spazio della caffetteria, riaperta nel 2018 e data in concessione a una società pesarese vincitrice di un bando comunale. La caffetteria si configura come luogo di incontro e convivialità sempre legato alle superfici espositive e può ospitare a sua volta piccole mostre e incontri legati al contemporaneo. Proprio qui infatti, in concomitanza con la mostra di Matteo Fato, prosegue il progetto “Jannis, Luigi, Eliseo”, a cura di Smarrelli, che andrà anch’esso a concludersi il 3 novembre. Si tratta di un omaggio alla fotografia di Michele Alberto Sereni che ha raccontato nel tempo, tramite il suo obiettivo, la storia della Pescheria. Il progetto è partito con la serie di scatti dedicati all’esposizione di Kounellis, e lascia ora il posto a quelle documentanti “RossinAria”, la mostra di Luigi Ontani del 2011. Uno spazio quindi importante dal punto di vista dell’aggregazione ma anche come opportunità, poiché il canone per la concessione è entrato nelle risorse per la programmazione e organizzazione delle attività della Fondazione. Non solo spazio ricreativo e d’intrattenimento quindi, ma vero e proprio ideale prosieguo delle attività della Pescheria.

Chiesa del Suffragio, installation view

Il Centro Arti Visive Pescheria mantiene anche un legame con gli altri attori del circuito museale pesarese: ha infatti stipulato una convenzione per cui l’accesso alle mostre può avvenire solo tramite l’acquisto di un biglietto unico valido su tutto il circuito per 15 giorni, o attraverso la sottoscrittura della carta Pesaro Cult, che ha validità annuale e permette l’accesso a riduzioni e agevolazioni sul biglietto d’ingresso ai musei pesaresi e sugli acquisti nei bookshop. La gestione del circuito è nelle mani della società cooperativa Sistema Museo.    

La Fondazione è riuscita a intessere uno stretto legame con la città in cui opera, grazie a un programma sempre attento a coinvolgere artisti in qualche modo collegati alla provincia di Pesaro, ma anche grazie alla sua posizione strategica: in pieno centro e di fronte al liceo artistico, con cui ha spesso organizzato attività e collaborazioni. Il centro storico di Pesaro è inoltre il luogo dove sono ubicati tutti i musei facenti parte del circuito di cui sopra, e questo fa sì che le istituzioni in questione formino una rete in senso fisico oltre che astratto, fatta di connessioni, reciproco sostegno e iniziative condivise.

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