Ecoismi: l’arte contemporanea che rivaluta Cassano d’Adda

Fino al 15 ottobre l’Isola Borromeo di Cassano d’Adda, suggestiva oasi naturalistica e luogo di patrimoni di archeologia industriale tra le rive del fiume Adda in provincia di Milano, è la cornice di Ecoismi, un esperimento di arte contemporanea di carattere pubblico e ambientale. Nato nel 2012 e giunto ormai alla sesta edizione, interagisce con diverse forme d’arte, con gli abitanti e con il territorio. Obiettivi del progetto sono, oltre alla valorizzazione del territorio e della sua memoria storica, avvicinare sempre più la popolazione all’arte contemporanea e favorire la promozione dei giovani artisti italiani e internazionali, instaurando un dialogo con gli artisti stessi.

Il legame con il territorio è centrale già dalla prima edizione, in cui il tema era “uomo e natura”; nel 2015, anno dell’EXPO, l’interesse dei comuni limitrofi nel progetto ha permesso un’edizione lungo il naviglio Martesana. Dopo due anni di pausa, dovuti anche a ritardi negli iter burocratici dell’ente pubblico, Ecoismi torna grazie al progetto ZTC, Zone Traffico Culturale del Parco Adda Nord, vincitore di un bando pluriennale realizzato da Fondazione Cariplo. Sul loro sito le ZTC si definiscono “cantieri artistici che attivano dinamiche locali e stimolano una produzione culturale condivisa e collaborativa, coinvolgendo gruppi di cittadini nella realizzazione di eventi/opere proposti alla comunità e al territorio”. Esse operano soprattutto nei siti del patrimonio culturale che hanno subito una perdita di identità, solitamente legata alla trasformazione della funzione per cui erano nati: questo è il caso dell’Isola Borromea di Cassano d’Adda, una volta adibita interamente ad utilizzo agricolo, e dell’intera area lungo il fiume Adda, scenario di un’intensa industrializzazione legata proprio all’acqua.

A sinistra: Patrizia Bonardi, Il fiume fa le capriole, 2019 © Ecosimi A destra: performance di danza contemporanea, 2019 © Ecosimi

L’edizione di quest’anno, “Dell’acqua, della luce e del caso”, è curata da Ylbert Durishti e Grazia Varisco; le artiste scelte sono state guidate nell’idealizzazione e nella realizzazione di nove opere d’arte site-specific durante una masterclass aperta al pubblico e collegata a coreografie di danza contemporanea, quest’ultime a cura di Franca Ferrari. Le installazioni in mostra creano un rapporto naturale e osmotico tra l’arte e il contesto ambientale, culturale e identitario locale. Sono spesso opere effimere e degradabili, che rispecchiano il naturale ciclo della vita.

La presenza di sole artiste donne, rivela Durishti, “non è stata una scelta programmata, ma è stato del tutto naturale in base alle proposte ricevute, diciamo che da una parte è stata la probabilità e dall’altra il caso”. Diversamente dalle edizioni passate, che avevano contato sulla presenza di artisti provenienti da varie parti del mondo, dalla Cina agli Stati Uniti, grazie a bandi internazionali, quest’anno la selezione degli artisti si è potuta concentrare solo sul territorio nazionale a causa dei limiti imposti dal bando Cariplo.

Per quanto riguarda la sostenibilità finanziaria, il progetto si basa sia su sponsorizzazioni di aziende locali, sia su fondi recuperati da enti e istituzioni tramite vari bandi. La caratteristica “variabile” di questa tipologia di progetti ha definito nelle varie edizioni un range di costo che va dai 30 mila ai 60 mila euro per una versione “più completa”.  In ogni caso è evidente la reale difficoltà da parte dei comuni nell’ottenere fondi per gli eventi culturali e proprio il curatore manifesta il “bisogno di amministrazioni illuminate, di sponsorizzazioni e di una continua partecipazione ai bandi. Fortunatamente il Comune di Cassano d’Adda si è dimostrato ben disposto nel cercare gli sponsor”.

Benny Mangone, Pieces, 2016 © Ecosimi

È innegabile che il progetto sia stato di fondamentale importanza per la rivalutazione del territorio e per la comunità: l’Isola Borromeo, infatti, è oggi nota non solo per la sua bellezza naturale, ma anche per l’appuntamento annuale con l’arte contemporanea. “Il nome di Ecoismi si è affermato sempre più negli anni come punto di riferimento per opere d’arte nate nella e con la natura” diventando un progetto identitario del luogo. Si può dire che l’edizione abbia avuto successo: “il numero dei visitatori è aumentato in modo evidente durante l’inaugurazione con la performance di danza contemporanea e non escludo che continui con la stessa proporzione anche nei mesi successivi per le installazioni in natura”, commenta Durishti. Il pubblico primario è quello del territorio, ma altrettanto importante è la vicinanza alla metropoli di Milano, ad esempio ci sono studenti e appassionati d’arte e di natura che programmano le loro gite fuori porta con questo obiettivo.

Come spiega sempre il curatore, nel futuro la volontà è quella di “ritornare a un’edizione di livello internazionale: gli artisti internazionali sono infatti i miglior ambasciatori delle esperienze locali e vice-versa”. Il prossimo step in calendario è la presentazione del catalogo di quest’edizione: a novembre l’evento ufficiale a Cassano d’Adda a cui seguirà una presentazione a Milano durante BookCity, dal 13 al 17 dello stesso mese.

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