La Serpara: il giardino di sculture di Paul Wiedmer

La Serpara è il giardino di sculture nato dall’intuizione dell’artista svizzero Paul Wiedmer e sito a Civitella d’Agliano in provincia di Viterbo, che ogni anno presenta una nuova opera d’arte contemporanea. Il 2019 è stato il turno di Davide Dormino, artista che incentra la sua ricerca sulla monumentalità e su tematiche imprescindibili per l’uomo come la storia e la memoria. Per la Serpara ha realizzato Poltergeist, una scultura a forma di chiodo alta dieci metri in acciaio Cor-Ten che rappresenta un paradossale tentativo di collegamento tra cielo e terra. Il rimando immediato è alla Colonna infinita di Costantin Brancusi e Dormino afferma di aver immaginato l’opera già al primo approccio col giardino.

Davide Dormino, Poltergeist © Samuele Vesuvio

La storia e il progetto. “Un diamante grezzo, da far scintillare e diventare un gioiello”. Così è apparsa la valle della Serpara a Wiedmer quando più di trent’anni fa lui e sua moglie la scoprirono. Inaugurato nel 1997, il giardino ad oggi conta più di quaranta opere d’arte contemporanea e si caratterizza per un’intrinseca natura di work in progress. Il progetto prevede infatti che ogni anno uno o due artisti siano invitati a vivere nella residenza vicino al parco per il tempo necessario a concepire e realizzare un’opera da collocare in situ. In occasione dell’inaugurazione, poi, le porte del giardino si aprono a tutti: una grande festa riunisce un pubblico sia locale sia internazionale. Si tratta di un evento unico perché generalmente il giardino è visitabile solo su appuntamento, trattandosi della dimora privata della famiglia Wiedmer. L’alleanza tra la famiglia e gli artisti invitati è un fattore di cruciale importanza. Samuele Vesuvio (il figlio di Paul) afferma, infatti, che il punto di partenza risiede nel valutare in che modo le proposte possano convivere e coabitare con l’armonia preesistente: non basta solo un progetto interessante per preservare l’equilibrio che caratterizza l’ambiente.

Accessibilità e promozione. I costi relativi alla produzione sono a carico della famiglia Wiedmer ma il possesso delle opere resta ai singoli artisti. Riguardo agli aspetti relativi alla promozione, Samuele Vesuvio afferma che sempre più persone conoscono il giardino grazie al passaparola, in questo caso un medium che si dimostra più potente dei social network. È lui stesso, alternandosi ai suoi genitori, che si occupa di effettuare le visite guidate. Non è previsto il pagamento di un biglietto per l’ingresso e questa scelta dimostra una particolare attenzione nei confronti delle problematiche relative a fruizione e accessibilità. Mentre il giardino necessita di cure costanti, le opere sono regolate da specifici accordi che possono prevedere restauri e modifiche in caso di necessità oppure non essere intaccate in alcun modo, come nel caso di Frutta per la Serpara Obststand (2006) di Daniel Braeg. L’opera è composta da un carretto arancione su cui sono appoggiati dei barattoli chiusi ermeticamente che contengono frutta in un liquido conservante; a tredici anni dalla realizzazione (inevitabilmente) alcuni di essi hanno cambiato la loro conformazione originaria.

Daniel Braeg, Frutta per la Serpara Obststand © Francesco Galli

Le opere di Paul Wiedmer. La cooperazione è parte integrante del lavoro di Paul Wiedmer fin dagli esordi ed elemento necessario per lo sviluppo della propria visione artistica. Il suo percorso ha inizio nel 1967 quando divenne assistente di uno scultore specializzato nella lavorazione del ferro: Bernhard Lunginbuhl. In seguito collaborò con Jean Tinguely alla realizzazione del suo titanico Cyclop e con altri artisti come Niki de Saint Phalle e Daniel Spoerri. A partire dagli anni ’70 realizza le Feuerskulptur che con il passare del tempo diventeranno il simbolo della sua ricerca artistica. Le “sculture di fuoco e ferro” sono collocate in vari punti del giardino e sprigionano fiamme soltanto al passaggio dei visitatori attraverso sensori di movimento che ne individuano la presenza. Un esempio è Feuerpavillon (1989), un portale d’accesso con un ponte da cui è possibile ammirare il torrente Rio Chiaro.

Il rapporto arte-natura. La Serpara si colloca nella ricca tradizione dell’arte dei giardini che caratterizza l’Umbria, il Lazio e la Toscana di cui fanno parte il Parco dei Mostri a Bomarzo, Villa Lante a Bagnaia, il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle a Capalbio e La Scarzuola di Tomaso Buzzi a Montegabbione. Il giardino di Wiedmer si differenzia per la profonda consapevolezza che regola i rapporti tra le sculture e la natura che le ospita. Non c’è gerarchia, l’arte non predomina sulla natura e viceversa: ogni nuovo lavoro viene installato rispettando la conformazione del paesaggio. Come le opere sono affiancate da una didascalia con autore e titolo, anche molte piante presentano un cartellino che ne indica il nome. Oltre alla vegetazione già presente, nel corso del tempo la famiglia Weidmer ha arricchito la Serpara con nuove specie provenienti dai loro viaggi attraverso l’importazione di semi o parti di radice. Fin dagli esordi emerge il fascino per il bambù, di cui oggi sono presenti ventuno specie. Proprio con il bambù gigante, il Phyllostachys virdis, dialoga con The humble ending (2009) di John Greer, un blocco di marmo nel terreno su cui c’è la scritta “sayonara” che il visitatore può notare solo piegandosi.

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