50 anni di Panorama da Arte Brasileira

Quest’anno, alla sua 36ª edizione, il Panorama da Arte Brasileira, un evento organizzato dal Museu de Arte Moderna (MAM) di San Paolo dal 1969, celebra il suo 50º anniversario. Questa differenza tra il numero dell’edizione e dell’anniversario è dovuto al fatto che in origine il Panorama, com’è comunemente chiamato, veniva organizato annualmente, per poi essere presentato ogni due anni, a partire dal 1995.

Questo evento nasce per dar vita a una nuova collezione per il MAM, che a causa di alcune difficoltà finanziare nel 1963 dovette trasferire tutti i suoi beni culturali al Museu de Arte Contemporânea (MAC) dell’Università di San Paolo, rendendo inattivo il museo per sei anni. Gli artisti premiati a Panorama infatti donano le proprie opere al MAM, andando a riempire il vuoto lasciato in precedenza. Contemporaneamente, il Panorama fornisce la possibilità di mettere in luce il talento degli artisti emergenti.

Il tema del Panorama di quest’anno, che si svolge dal 17 agosto al 15 novembre al MAM, è Sertão. Questo nome indica una zona geografica interna del Brasile, nella regione nord-est, caratterizzata da vegetazione arida e clima desertico. Ma Sertão ha anche un significato figurativo, che si traduce in resistenza, lotta, difficoltà, povertà, scarsità, adattamento, cioè un mix di caratteristiche positive e negative, che si riferiscono alla storia di questa regione davvero unica in Brasile.

Apertura della 36ª edizione del Panorama da Arte Brasileira
© MAM

Il titolo è stato proposto dalla curatrice del Panorama di quest’anno Julia Reboucas, che nella sua storia professionale ha lavorato presso l’Istituto Inhotim, dove ha curato per otto anni, e presso la Biennale di San Paolo, dove ha curato la 32ª edizione. Accanto a lei c’è l’assistente curatoriale Maria Catarina Duncan, 26 anni, laureata in Visual Culture and Art History presso il Goldsmiths College di Londra.

“Ogni edizione di Panorama è un’opportunità per chiedersi che cos’è la produzione d’arte contemporanea in Brasile” ha dichiarato Maria Catarina Duncan. “In questa 36ª edizione prendiamo ‘Sertão‘ come concetto, un termine molto ricco e significante per la cultura brasiliana . È anche importante notare che questa mostra si unisce a una serie di manifestazioni molto interessanti, per esempio, il film ‘Bacurau’ di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles, e la mostra ‘À Nordeste‘, che si è svolta nel primo semestre al Sesc 24 de Maio, a San Paolo. Vedo tutto come una necessaria revisione dei concetti e la comprensione che il nostro vocabolario di potere tratto da questa tradizione ‘cartesiana-cosmopolita-neoliberale-globalizzata-coloniale-bianca-fallocentrica’ ​​non tiene conto delle impasse che tutti affrontiamo come società in profonda crisi”.

Per selezionare gli artisti e i collettivi che parteciperanno a Panorama, Julia Reboucas ha ricercato e viaggiato in diverse città brasiliane, anche in alcune che non si trovano nel sertao nord-orientale, ma che in qualche modo si relazionano e si collegano al concetto ampio e aperto di Sertão.  Un gruppo sicuramente eterogeneo che comprende figure già affermate nel settore, ma soprattutto molti esordienti.

Artisti partecipanti della 36ª edizione di Panorama da Arte Brasileira con la curatrice Júlia Rebouças e la assistente curatoriale Catarina Ducan
© MAM

Tra loro, spicca il nome di Santídio Pereira, il più giovane del’elenco. Nato nel 1996 a Curral Comprido, nello stato nord-orientale del Piauí, è cresciuto a San Paolo, dove ha frenquentato l’Istituto Acaia, dove è entrato per la prima volta in contatto con il mondo dell’arte grazie al supporto dell’artista Fabricio Lopez, specializzato in xilografia. La peculiarità più sorprendente del suo stile è l’uso di più matrici per la composizione di una singola opera, sovvertendo così la caratteristica di riproducibilità del linguaggio dell’incisione. Un altro nome che attira l’attenzione nel gruppo degli artisti è quello di Maxwell Alexandre, che si distingue per utilizare fortemente la satira politica (vede articolo “ArtBasel: la (Ri)scoperta del Brasile”: https://martebenicult.wordpress.com/2019/08/02/artbasel-la-riscoperta-del-brasile/).

Inoltre, lo studio Campana, dei fratelli e designers Fernando e Humberto Campana, curerà il bookshop del MAM durante questa edizione di Panorama. Attraverso il look raffinato dei due designers, che hanno precedentemente studiato e lavorato con la cultura nord-orientale, i visitatori potranno godere di un nuovo spazio del bookshop del MAM e acquistare pezzi selezionati che si collegano al concetto espansivo di Sertão. L’idea dello studio è quella di organizzare una collezione di prodotti artigianali provenienti da varie regioni dell’interno del Brasile, oltre ad avere oggetti dal catalogo proprio dell’Istituto Campana. I proventi derivati dalla vendita degli oltre 100 pezzi saranno impiegati nella manutenzione del museo.

Bookshop MAM
© Studio Campana

“Basiamo la nostra ricerca su manufatti realizzati con materiali di provenienza locale, come giocattoli realizzati con la palma di Meriti (Para), caratterizzati da leggerezza e colori vivaci” afferma Fernando Campana. “È un tipo di lavoro che svolgiamo principalmente in studio, come la collezione Cangaço e Paraíba, basata su riferimenti dalle città di Juazeiro do Norte (Ceará) ed Esperança (Paraíba)”.

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