“BienNolo” la manifestazione d’arte contemporanea in dialogo con la realtà cittadina

L’idea e l’impatto sul territorio

“BienNolo” è stata una biennale gratuita di arte contemporanea, realizzata nel quartiere Rogoredo, a Nord di Loreto a Milano, recentemente rinominato “Nolo” e attiva dal 17 al 26 maggio 2019 negli spazi dell’Ex Laboratorio Panettoni Giovanni Cova. L’iniziativa è stata portata avanti da Rossana Ciocca della Onlus ArtCityLab insieme a Giovanni Romano, Matteo Bergamini e Carlo Vanoni, che ne è stato l’ideatore.

“Carlo Vanoni è venuto a vivere a Milano e invece che domandarsi che cosa poteva fare la città per lui, si è domandato che cosa poteva fare lui per la città” racconta Rossana Ciocca nell’intervista avvenuta al termine della visita della mostra.

Guardando al modo in cui l’iniziativa è stata realizzata dialogando con il quartiere sembrerebbe che gli effetti sullo stesso siano stati positivi: l’esposizione avviene in uno spazio semiaperto all’interno dell’area ex industriale e durante i giorni di apertura si è registrata una consistente affluenza e visite multiple da parte delle stesse persone interessate a conoscere meglio il progetto. Alla fine della sua prima edizione l’iniziativa ha contato 8000 visitatori in 10 giorni. Un incentivo importante è stata certamente la completa gratuità dell’evento che, in un quartiere ad alta densità di studi d’arte, ha attratto non solo curiosi ma anche professionisti del settore “questo ovviamente ci fa riflettere sul fatto che a volte il tessuto su cui si innestano determinati progetti può permettere di attivare dei ‘laboratori di cittadinanza’ che arrivano dal basso e che in qualche modo tu hai la possibilità di manifestare, mostrare, fare cultura all’interno di luoghi più a contatto con la realtà cittadina e non solo in quelli deputati alla cultura”  commenta ancora Rossana Ciocca.

Tempi e fasi di realizzazione

Dal momento di incubazione del progetto a quello di realizzazione dello stesso sono trascorsi circa 7-8 mesi, entro i quali si sono susseguite più fasi. La prima è stata dedicata alla stesura del budget necessario alla concretizzazione del progetto e alle modalità di raccolta dei fondi, a cui è seguita  una fase di sopralluoghi con gli artisti e di discussioni negli studi in merito ai lavori da scegliere o da realizzare da zero; “la fase più critica è stata quella espositiva, perché studiare un progetto sulla carta necessita di un confronto con lo spazio reale. Avevamo avuto all’interno dello spazio espositivo delle modifiche impegnative dovute ad un evento precedente che aveva modificato lo spazio che coinvolgeva alberi e zone verdi, e tre o quattro artisti avevano lavorato proprio con questi elementi.” Un altro momento delicato è stato quello dei giorni di vera e propria apertura al pubblico. Va detto, infatti, che lo spazio non era totalmente in sicurezza e bisognava dunque stare attenti alle opere, alla relazione dei visitatori con le stesse, soprattutto a quelle che richiedevano una maggiore partecipazione. Ricordiamo ad esempio l’opera del duo The Cool Couple, una colonna di cemento che lo spettatore era invitato a prendere letteralmente a mazzate.

I costi e la sostenibilità

Ma quali siano stati i costi da sostenere per tenere in vita l’iniziativa per dieci giorni? I costi principali sono stati rappresentati dall’affitto della location pari a 6500 euro, segreteria organizzativa, ufficio stampa, logistica (trasporti e allestimenti) guardiania, pulizie e produzione del catalogo. Del fundraising si è occupato principalmente Carlo Vanoni, gli sponsor di quest’anno sono stati Reti, Background italia, Ghe Pensi Mi, Luxoro, A.T.G. s.r.l., ma gli organizzatori sperano di riuscire a raccogliere più fondi per le prossime edizioni.

Gli artisti coinvolti

BienNolo ha accolto opere sia di artisti affermati come Vedova Mazzei, Stefano Arienti, Adrian Paci e Biancovalente, sia di artisti molto giovani come Luisa Turuani. Le cifre dunque partivano da un minimo di 800 euro fino a sfiorare i 50.000 euro per gli artisti più conosciuti. Pur non essendo una manifestazione di mercato, e sebbene alcune installazioni fossero difficili da immaginare come acquistabili, ci sono tuttavia state anche numerose richieste da parte di collezionisti e nella transazione di vendita sono state rispettate tutte le persone coinvolte all’interno dell’iniziativa; “Ovviamente ci sono lavori più sperimentali e di ricerca che sono più difficili da vendere ma ci sono anche collezionisti più evoluti rispetto alle dinamiche di mercato, quindi non è scontato che comprino opere bidimensionali” con questa riflessione conclude l’intervista Rossana Ciocca.

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