A GENOVA, SCATTI D’EPOCA NELL’ERA DIGITALE

Una delle maggiori raccolte iconografiche d’Italia si trova a Genova e, più precisamente, nella storica Villa Cattaneo dell’Olmo, nel cuore del quartiere industriale di Cornigliano Campi. Fa parte del patrimonio archivistico di Fondazione Ansaldo, istituzione senza fini di lucro fondata nel 2000 dal Comune di Genova, dalla Provincia di Genova (ora Città Metropolitana) e da Finmeccanica (oggi Leonardo).

La mission della Fondazione è quella di contribuire alla diffusione della cultura d’impresa, obiettivo che persegue da un lato con il supporto di soggetti di forte peso istituzionale o economico come il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Camera di Commercio, Confindustria, Fondazione Carige e Compagnia San Paolo, e dall’altro grazie al sostegno di alcune imprese del territorio ligure, come Ansaldo Energia, Hitachi, RINA, Costa Edutainment, San Giorgio Seigen, AMT e Attilio Carmagnani.

Oltre all’ampio archivio di immagini d’epoca, il patrimonio storico di cui Fondazione Ansaldo è custode comprende numerose pellicole cinematografiche, documenti societari, raccolte di disegni tecnici e industriali, manufatti d’epoca e cimeli, e viene continuamente alimentato con nuove acquisizioni. Il tutto diventa oggetto di salvaguardia da un lato e di divulgazione dall’altro.

Cerimonia del varo della turbonave passeggeri Rex

In particolare, con la doppia finalità di tutelare e di valorizzare il patrimonio raccolto nella Fototeca, dal gennaio 2015 Fondazione Ansaldo, con il supporto finanziario di Compagnia San Paolo, con l’autofinanziamento della Fondazione medesima e con la collaborazione della Società Cooperativa Promemoria, ha avviato l’articolato progetto “Fotografia e Industria” per la catalogazione e la digitalizzazione del materiale.

Tra l’altro, l’importanza delle fonti fotografiche è stata ufficialmente riconosciuta con il Testo Unico in Materia di Beni Culturali e Ambientali del 1999, che le ha incluse tra i beni culturali sottopondendone la gestione a norme e standard condivisi a livello internazionale.

Con oltre 400.000 immagini e 28 album, in effetti, la Fototeca di Fondazione Ansaldo costituisce un patrimonio considerevole, poiché raccoglie preziose testimonianze dei più svariati aspetti della vita economico-sociale italiana del XIX e XX secolo.
Le tematiche toccate negli scatti conservati spaziano dai temi sociali a quelli del lavoro e della produzione industriale, ma vi si trovano anche immagini relative a eventi storico-politici, scatti di vita familiare e ritratti personali.

L’interesse per quest’ultimo impiego della fotografia, in particolare, si è largamente diffuso nella seconda metà dell’Ottocento, coinvolgendo vita e affetti di tutti i ceti sociali.

Ritratti femminili

La possibilità di conservare la propria immagine o quella dei propri cari, in effetti, consentiva di acquietare quel bisogno latente di combattere l’inesorabilità del tempo e di lasciare traccia di sé, o di portare con sé quella dei propri congiunti, prolungando l’immagine oltre i consueti limiti di spazio e di tempo.
Diversamente dal ritratto pittorico, poi, la fotografia non poteva mentire, e perciò si presentava come un vero e proprio specchio della realtà.

Ritratti maschili

Nella seconda metà dell’Ottocento, insieme alla ritrattistica, si è affermato anche l’interesse per la costituzione degli album fotografici di diverse tipologie, a seconda dell’ambito in cui l’immagine veniva impiegata.
Le aziende, per esempio, utilizzavano l’album industriale per pubblicizzare i loro prodotti a fini di vendita, ma non solo: documentando visivamente la complessità dei processi lavorativi, rivendicavano con orgoglio l’avanguardia dei propri mezzi tecnici e le competenze delle maestranze.

Reparto Grande Meccanica dello stabilimento elettronico di Cornigliano

Come ha spiegato già dal momento dell’avvio del progetto l’allora direttore di Fondazione Ansaldo, l’obiettivo di “Fotografia e Industria” è anzitutto quello di garantire la salvaguardia dell’archivio: le antiche fotografie sono infatti per loro natura costituite da supporti materiali molto fragili, come lastre, pellicole, stampe e diapositive.

La digitalizzazione delle immagini, affidata ai professionisti della Società Cooperativa Promemoria, ne facilita un’adeguata conservazione poiché, con l’acquisizione del prodotto informatico tramite scanner e il successivo stoccaggio in piattaforme strutturate, i pezzi originali vengono maneggiati molto più raramente e sono quindi meno soggetti a danneggiamento: una volta in possesso del file digitale, infatti, si lavora solamente su questo, e le fragili fotografie di un tempo non vengono tendenzialmente più toccate ed esposte all’usura.

Ritratto di bambine

Come anticipato, la finalità del progetto è doppia, e oltre alla tutela del materiale si intende valorizzarne l’importanza storica e culturale presso la cittadinanza. Per questo motivo, le fotografie digitalizzate dell’archivio di Fondazione Ansaldo sono sempre più spesso oggetto di percorsi didattici, mostre e iniziative culturali. Per avvicinare alla fruizione un più ampio bacino di utenza, inoltre, le immagini possono essere visionate anche online, tramite il sito www.fotografiaeindustria.it.

Un esempio virtuoso di come raccontare e restituire al territorio volti e mestieri di un tempo.

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