Arte Fiera 2019: l’importanza di una nuova direzione

di Maria Rita Santoro, Guglielmo Hardouin e Valentina Brambilla

Bolognese, classe 1970, Simone Menegoi è stato il nuovo direttore della quarantatreesima Arte Fiera di Bologna, evento che quest’anno, grazie alla sua presenza, ha ritrovato smalto ed è riuscito ad attrarre gallerie assenti da qualche anno o presenti per la prima volta. Ne abbiamo intervistate dieci.

Le new entries

Tutte le new entries, tra cui le gallerie Ermes Ermes (Vienna), Norma Mangione (Torino), Doppelgaenger (Bari) e Viasaterna (Milano), hanno riscontrato già dal primo giorno un buon andamento della fiera sul piano organizzativo, esprimendo la percezione di un generale miglioramento rispetto al passato.

Nella maggior parte dei casi i collezionisti incontrati sono di provenienza italiana, di età compresa tra i 35-70 anni (anche se prevalentemente non molto giovane) e piuttosto incline all’arte storicizzata; in alcune gallerie, come Viasaterna e Norma Mangione, si è intercettato anche un collezionismo di respiro internazionale, che si è mostrato interessato ai giovani e alla ricerca. A questo proposito, varie gallerie si sono dichiarate poco convinte della capacità della fiera di ampliare il bacino di collezionisti già da questa edizione.

La galleria Ermes Ermes ha presentato disegni e un’installazione sonora dell’artista Nicola Pecoraro con quotazioni dai 1.200 ai 4.000 euro. L’associazione Doppelgaenger, la cui missione è quella di promuovere il territorio barese da cui proviene per renderlo meno “periferico” sul piano artistico e stimolare un  turismo attento all’arte contemporanea e ai nuovi artisti, ha esposto due lavori del fotografo Domingo Milella; frutto di una complessa ricerca sull’origine del linguaggio svolta sui Pirenei (dove si trovano le grotte contenenti le prime tracce di segni realizzati dagli esseri umani), questi lavori hanno quotazioni che vanno dagli 8.000 ai 26.000 euro in base alle dimensioni.

La galleria Norma Mangione, in fiera con l’aspettativa di incontrare nuovi collezionisti interessati al proprio lavoro, ha presentato nove opere, tra dipinti e disegni, dell’artista Bernd Ribbeck, che ha curato anche la progettazione dello stand: le opere su carta avevano un valore di 3mila euro, mentre il valore dei dipinti su mdf variava in base alla dimensione, dagli 8.600 ai 10.000 euro. La galleria torinese ha riferito la vendita di quattro opere (due disegni e due dipinti). Una delle opere,Untitled, 2018,ha ricevuto il premio Arte e Progetto promosso da Jacobacci & Partners, per il percorso di ricerca sviluppato dall’artista e per la sua coerenza con il progetto culturale della galleria.

La milanese Viasaterna è sbarcata in fiera con l’intento di presentare sul territorio italiano il lavoro di Takashi Homma, già noto in Giappone; la galleria ha venduto già al primo giorno opere con un range tra i 1.800 e 20.000 euro ed ha assistito alla premiazione di un lavoro dell’artista rappresentato: Mushroom from the forest  #1 (2011) ha, infatti, ricevuto il secondo Premio per la Fotografia Annamaria e Antonio Maccaferri.

I grandi ritorni

Nella Main Section abbiamo incontrato la galleria Renata Fabbri Arte Contemporanea di Milano, Studio Sales di Norberto Ruggeri, la galleria Monitor di Roma e, nella sezione Fotografia e immagini in movimento, la Galleria Bianconi di Milano e la torinese Alberto Peola.

Anche per queste gallerie, come per le new entries, la partecipazione a quest’edizione è stata stimolata dalla nuova impostazione data dalla direzione di Simone Menegoi, in cui si è notata più qualità sul piano curatoriale, un’attenzione particolare alla gestione dello spazio, come rilevato da Monitor e Bianconi, e di conseguenza una migliore fruizione della fiera.

Alberto Peola, assente da due anni, ha riscontrato un miglioramento qualitativo anche sul piano del collezionismo incontrato; in fiera ha proposto, vendendo bene, il lavoro fotografico di Paola de Pietri (i paesaggi andavano da5.000 euro fino a un massimo di 14.000 euro in base alla dimensione).

Positiva anche l’opinione di Monitor che, di ritorno dopo dieci anni, ha rilevato la presenza di un nuovo collezionismo in crescita. In stand ha esposto e venduto dipinti e disegni di Elisabetta Montessori, con quotazioni che vanno dai 2.500 euro per i disegni ai 28.000 per i dipinti storici.

La galleria Bianconi ammette, rispetto a tre anni fa, l’aumento del traffico di collezionisti, ma ritiene che si tratti di un collezionismo ancora troppo “di passaggio” e troppo poco specifico; quest’opinione è condivisa da diverse altre gallerie. Bianconi ha esposto fotografie, con un range compreso tra i 5.000 e i 20.000 euro nel caso di Paola di Bello e tra i 9.000 e i 40.000 nel caso di Mishka Henner.

A fiera conclusa, dunque, il riscontro sulle vendite è stato in generale abbastanza positivo, per quanto spesso al di sotto della soglia attesa, mentre il bacino di collezionisti si è leggermente esteso rispetto alle scorse edizioni. Si è potuto, insomma, riscontrare come la nuova direzione abbia portato segni di novità e miglioramento; non sono ancora molto forti ma è fisiologico che sia così. Quello che è importante, piuttosto, è che vi siano le condizioni per considerarli sintomi di un nuovo sviluppo della storica fiera e della città che la ospita.

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