La gestione del Teatro Politeama Garibaldi di Palermo: intervista a Giorgio Pace

Giorgio Pace opera nel mondo del teatro da oltre vent’anni: dal 1991 è Direttore Amministrativo della Fondazione Teatro Massimo di Palermo e nel 2013 è stato nominato Direttore Operativo. Ha guidato il Teatro nel passaggio da Ente di diritto pubblico a soggetto di diritto privato e ne ha elaborato e gestito il Piano di Risanamento Finanziario. Dal 2009 al 2013 è stato anche Sovrintendente della Fondazione Teatro Garibaldi di Modica, sua città natale. Dal 2016 ha assunto la carica di Sovrintendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana. Racconta a Martebenicult la sua attuale attività al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo.

GIORGIO PACE, SOVRINTENDENTE ORCHESTRA SINFONICA SICILIANA

Ritratto del Sovrintendente Pace © Giorgio Pace

 

  1. Qual è il suo ruolo e quali sono le sue funzioni?


Il ruolo che occupo è quello di Sovrintendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana. Il Sovrintendente è organo della Fondazione insieme a Presidente, Consiglio di Amministrazione e Collegio dei Revisori. Di fatto, il Sovrintendente è il “capo” dell’azienda. Le mie principali funzioni, come previste dallo Statuto, sono:
responsabile delle risorse umane, dunque assumo i collaboratori che rispondono a me direttamente e gestisco il personale. Elaboro e presento al C.d.A. i bilanci consuntivi e i preventivi. Predispongo poi i programmi di attività artistica e delle stagioni musicali. Infine dirigo e coordino tutte le attività produttive e quelle strumentali.

  1. Dal 2002 il Teatro opera nella forma giuridica della Fondazione. Perché questa scelta?

La natura privatista della Fondazione consente una più ampia agilità in ordine alla gestione, seppure sia sottoposta a molti vincoli di natura pubblicistica, in quanto utilizza prevalentemente i contributi pubblici da parte della Regione Siciliana e del MiBAC.

  1. Quali sono le peculiarità degli aspetti gestionali di un teatro come il Politeama Garibaldi?

Oltre alla gestione ordinaria, gli aspetti peculiari attengono sicuramente all’organizzazione dei concerti, degli spettacoli e di tutte le attività correlate, quali la scelta degli artisti. Il marketing e i supporti istituzionali rivestono un ruolo rilevante. Infine è particolarmente delicata la gestione dei budget e il conseguente rifornimento di risorse adeguate, pubbliche e private.

  1. Quali le criticità?

In primo luogo, riuscire ad utilizzare le risorse economiche e i flussi finanziari, evitando di accrescere l’indebitamento strutturale dell’Ente. Secondariamente, è complessa la gestione del personale e l’autonomia dai condizionamenti politici.

Politeama esterno 1

Esterno del Teatro Politeama Garibaldi © Giorgio Pace

 

  1. Lei ha lavorato in precedenza presso il Teatro Massimo. Può farci un breve confronto relativamente alla gestione di entrambe le Istituzioni?

È piuttosto difficile fare un confronto tra le due Istituzioni. In generale, la gestione della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana è meno complessa: ad esempio ha un minor numero di dipendenti, 113 contro i 350 del Massimo. La gestione del personale in questo secondo caso attiene non solo all’attività sinfonica, come per il Teatro Politeama, ma anche al Coro, al Ballo e alle maestranze per la produzione scenica e di sartoria.

  1. Quali sono le fonti di finanziamento del Politeama e le principali voci di spesa? Possiamo conoscere qualche cifra?

Le fonti finanziarie provengono dalla Regione Siciliana, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dalle attività proprie, ossia biglietteria, visite guidate e gestione di uso del teatro. Per il 2017 la sovvenzione pubblica è stata di quasi 10 milioni di euro, mentre le entrate proprie si sono attestate a 1.740.000 euro. Sul fronte delle uscite, la voce che pesa di più, insieme ai costi della produzione, è quella per il personale che supera i 7 milioni di euro.

  1. Analizzando il bilancio 2017 in confronto al precedente si riscontra una svolta economico-finanziaria sul fronte indebitamento. Ci può indicare le ragioni di questa inversione di tendenza?

Il principale elemento di svolta è stata l’adesione al Fondo di rotazione per interventi straordinari (R.I.S.), istituito dall’Assessorato regionale al Turismo. Questi ha conseguentemente approvato il Piano di risanamento da noi presentato, con un finanziamento straordinario agevolato di 7 milioni di euro. In questo modo siamo riusciti a strutturare il debito. In particolare, abbiamo rottamato cartelle esattoriali e abbiamo saldato debiti pregressi relativi all’attività artistica, come nel caso del pagamento cachet di alcuni artisti in sospeso dal 2010. Ulteriore elemento rilevante è rappresentato dall’aumento e dalla diversificazione dell’attività produttiva: abbiamo puntato su visite guidate e decentramento dell’attività estiva su tutto il territorio siciliano, ad esempio a Taormina e Segesta. Da ultimo, devo citare il rinnovo dell’accordo integrativo aziendale con conseguente contenimento e controllo costante del costo del personale.

  1. Avete sponsorship o partnership in corso? Può citare qualche nome di rilievo?

Delineiamo in partenza relazioni con altri enti che ci consentono una funzione “politica culturale” nel territorio siciliano. Ad oggi contiamo 58 Partner. Con l’Università degli Studi, l’Accademia delle Belle Arti di Palermo, i Conservatori e gli Istituti Musicali, l’Assessorato Regionale ai Beni e alle Attività Culturali e il Museo Riso abbiamo instaurato accordi di co-produzione e avviato reciproche collaborazioni.

TEATRO MASSIMO: TERESA VALERY, DI E CON TERESA MANNINO.
Orchestra Sinfonica Siciliana © Giorgio Pace

 

  1. La Fondazione può fruire del c.d. Art Bonus? Se sì, la sua introduzione ha portato benefici al Teatro?

Si può fruire dell’Art Bonus a seguito di una recente estensione della legge Bray alle orchestre sinfoniche (ICO), un tempo beneficio degli enti lirici. Ad oggi purtroppo non abbiamo avuto riscontro per tale utilizzo, in quanto necessita di un’attività specifica e di professionalità non presenti in organico.

  1. Come ha impattato Palermo Capitale della Cultura 2018 sull’attività del Teatro? Avete previsto iniziative o programmi ad hoc?

La Fondazione è presente in tutte le iniziative culturali del 2018 organizzate dal Comune di Palermo con specifici eventi musicali coordinati dal nostro Ente. Tra gli appuntamenti che hanno riscosso particolare successo posso citare il concerto sold out “N-Ice-cello, il violoncello di ghiaccio” di Giovanni Sollima e quello del M° Uto Ughi. L’apertura della sessantesima stagione del Teatro ha visto invece un altro sold out con il pianista Stefano Bollani e sul podio Evgeny Bushkov. Infine, in occasione del centenario della nascita di Leonard Bernstein, è stata realizzata “West Side Story”, una coproduzione con il Conservatorio di Ribera.

 

Elisabetta Doati

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