L’Old Master per guardare al futuro

 

Il mercato italiano dell’arte ha prodotto nel primo semestre del 2017 alcuni segnali incoraggianti. Sono infatti diverse le case d’asta lungo lo stivale, ad evidenziare dati in miglioramento rispetto alle sessioni degli ultimi anni. Pandolfini storica casa d’aste toscana ai vertici del mercato nazionale, ha fatto parlare di sé con particolare riferimento al mercato degli Old Master. Il 16 Maggio presso il prestigioso palazzo Ramirez Montalvo a Firenze, ha battuto al migliore offerente 80 dipinti e sculture di rilevante qualità artistica. Le opere hanno richiamato compratori italiani e internazionali che hanno duellato a suon di migliaia di euro, producendo un sostanzioso aggiudicato di 1. 306.450 euro frutto della vendita di 46 (58%) lotti in totale. Top lot della vendita è stato lo straordinario olio su tela di Giovanni Martinelli Morte al tavolo dell’avaro per la modica cifra di 186.000 euro (più che doppiato il range di stima degli esperti di Pandolfini: 50.000-70.000 euro). Note particolari meritano anche le vendite di La resurrezione di Cristo olio su tavola di artista incerto della seconda metà del 1500 per 179.900 euro (ha addirittura quadruplicato la stima di 35.000-45.000 euro) e del marmo Testa di Marco Aurelio di scultore incerto del 1800 per 73.750 euro.

 

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Morte al tavolo dell’avaro il top lot (186.000 euro) da Pandolfini il 16 Maggio

 

La casa d’aste napoletana Blindarte Il 24 Maggio con un’asta dedicata ad Old Master e dipinti del XIX-XX secolo, ha confermato il buon appeal del periodo. Ottima la percentuale dei lotti venduti (55%) tra i dipinti antichi a collezionisti italiani e stranieri che hanno seguito l’asta sia fisicamente che in collegamento telefonico. L’interesse dall’estero per l’ Old Master napoletano è testimoniato dal prezzo di acquisto del top lot della sessione: lo splendido olio su tela Diana ed Endimione di Francesco De Mura aggiudicato per 81.840 euro ad un collezionista francese (era stimato 40.00060.000 euro). Complessivamente l’asta ha fruttato a Blindarte più di 500.000 euro. Un dato che premia fortemente la strategia della casa d’aste napoletana: valorizzare la grande qualità delle opere messe all’incanto e circoscrivere il numero delle aste, rendendole dei veri e propri eventi irrinunciabili per gli appassionati.

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La Resurrezione di Cristo olio su tavola battuto all’asta da Pandolfini per 179.900 euro

 

La partecipazione straniera sembrerebbe quindi in crescita nelle aste italiane in questo primo semestre dell’anno. Ma quali saranno i reali margini di questo fenomeno, finché non diminuiremo la lentezza della burocrazia nelle pratiche di esportazione? Il nostro paese è attualmente terreno di saccheggio per le principali case d’asta del mondo che non ci considerano più un mercato rilevante a livello internazionale. Il nostro movimento artistico gode tuttavia di un imperituro apprezzamento comune a tutti i mercati. Potremo realisticamente diminuire l’enorme gap che separa il nostro mercato dell’arte dai mercati leader a livello mondiale, senza una drastica rivisitazione della legislazione attualmente vigente in materia? Probabilmente no, ma l’ottimo operato tra gli altri di Pandolfini e Blindarte ci lascia ben sperare per un futuro nuovamente protagonista per gli operatori italiani.

 

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