Pandolfini e Poleschi, le case d’asta italiane confermano il trend positivo

Gli andamenti di Sotheby’s e Christie’s generano sempre un gran clamore. Complici i prezzi da capogiro che raggiungono. Nel 2016 Christie’s ha battuto ‘Meule’ di Monet per 81.4 milioni di dollari, mentre Sotheby’s ha raggiunto nello stesso anno 56.6 milioni di dollari con ‘Jeanne hébuterne (au foulard)’ di Amedeo Modigliani.

C’è invece meno interesse per i risultati delle case d’asta Italiane che, pur non generando questi fatturati, hanno migliorato i propri risultati nel 2016, in controtendenza rispetto al trend globale (Sotheby’s e Christie’s comprese). (Antonella Crippa, 20 giugno 2016, Artribune).

Qual è invece l’andamento del 2017? Rispondiamo alla domanda prendendo in esame le ultime aste di arte moderna e contemporanea di due gallerie milanesi: Galleria Poleschi casa d’aste, nata nel 2009 per volere di Andrea Poleschi, e Pandolfini, che affonda le sue radici nel 1924. Diverse tra loro per storia e volumi generati, la prima si è affacciata sul mercato durante il periodo della crisi con opere dai 5,000 ai 40,000 € rivolgendosi quindi ad un range di collezionisti di media fascia, più attenti a spendere il proprio denaro. A proposito Andrea Poleschi spiega: “Il 90% dei nostri acquirenti sono Italiani, trattiamo un target di opere appetibili per un collezionista medio”. Pandolfini, nata per commerciare mobili, oggetti ed arredi di antiquariato negli anni ’20, a partire dagli anni ’90 cambia la propria struttura per competere anche sul mercato internazionale. “I nostri clienti sono collezionisti sia italiani che stranieri, soprattutto negli ultimi anni numerosi compratori internazionali hanno scelto la nostra casa d’aste. Oltre ai mercati già consolidati – Inghilterra, Francia ed altri paesi dell’Unione Europea –  negli ultimi anni si sono rivolti a noi numerosi clienti, sia dagli Stati Uniti che da altri paesi extra europei”. (Carolina Orlandini, Assistente dipartimento arte moderna e contemporanea)

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Top lot asta 12 giugno 2017 Pandolfini: ‘Spazio elastico’ di Gianni Colombo venduto a 149,400 €

Pandolfini, la cui asta era suddivisa tra la mattina ed il pomeriggio del 12 giugno, ha totalizzato 2.037.177 € su un totale di 331 lotti. Un ottimo risultato che ha superato le aspettative minime stimate a 1.892.300 €.

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“Pandolfini negli ultimi anni ha investito e sta investendo molto nel dipartimento di arte moderna e contemporanea. La scelta di tornare a Milano per l’asta del dipartimento si è rivelata molto interessante ottenendo ottimi risultati e riscontri di pubblico. Al momento il trend è positivo e stiamo avendo risultati molto soddisfacenti, segnale che il mercato è vivace, attento soprattutto alle opere di qualità.” (Carolina Orlandini, Assistente dipartimento arte moderna e contemporanea)

Poleschi ha invece realizzato 1.005.152 € su 310 lotti in data 9 maggio, aggiudicandosi 62.000 € per “Uomo contro due animali N.9” di Enrico Baj.

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Pur non avendo raggiunto la stima pre-asta di 2.357.500 €, Andrea Poleschi afferma: “A seguito di una buona chiusura di bilancio 2016, ho riscontrato nel primo semestre 2017 un interesse inaspettato. Mi aspetto un incremento del 10-15 % a chiusura del bilancio di quest’anno grazie anche all’investimento sostenuto per una nuova grafica web ed un nuovo gestionale per un’organizzazione più fluida delle opere da inserire in asta”.

Risultati positivi conseguiti da due realtà diverse, specchio però dell’ interesse da parte dei collezionisti per il mercato italiano con aspettative di ulteriore crescita anche per i prossimi anni.

 

Anja Petrucci

 

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