India emergente tra mercato e ricerca

In attesa della seconda grande asta live di arte contemporanea indiana che sarà battuta da Saffronart la sera del 21 settembre a Nuova Delhi, è interessante notare in che modo stia emergendo il mercato dell’arte indiano e quali siano le tendenze che più interessano i collezionisti (asiatici e non solo). Oltre all’aumento delle vendite in asta sta crescendo l’attenzione verso l’ambito curatoriale, in particolare grazie alla Kochi Muziris Biennale. Giunta ormai alla terza edizione, la Biennale indiana sta diventando un punto di riferimento in Oriente in termini di ricerca e sperimentazione artistica.

Le due grandi aste di arte contemporanea di Saffronart che sono state battute da inizio anno hanno registrato fatturati in crescita. La evening sale di Mumbai  (16 febbraio) ha fatturato quasi 4,5 milioni di euro con un alto tasso di lotti venduti (87%),  mentre l’asta online di inizio giugno (nelle giornate del 6 e del 7) ha contabilizzato ben 3 milioni di euro, confermando il successo dell’artista che l’ha fatta da padrone fin da inizio anno: Tyeb Mehta (1925-2009). 

Secondo l’ultimo report di ArtTactic, il valore delle vendite nelle aste indiane è aumentato nel 2016 dello 0.5% e ha raggiunto i 100 milioni di euro. Complessivamente è un buon risultato, soprattuto per un 2016 caratterizzato da significative descrescite nei principali mercati dell’arte.

L’online è sempre stato per Saffronart uno strumento fondamentale: la casa d’aste indiana è stata tra le prime a sperimentare le vendite in streaming fin dalla sua apertura a inizio millennio. E’ stata una questione di necessità, inizialmente, che oggi rappresenta il suo vero punto di forza: la difficoltà nel raggiungere i pochi collezionisti indiani sparsi nelle città della penisola ha portato la galleria a raffinare le tecniche di vendita da remoto e a potenziare il sito web. Le aste online vengono affiancate a quelle live organizzate presso le sedi di Nuova Delhi, Mumbai, Londra e New York.

Oggi Saffronart è un punto di riferimento per il collezionismo in India, ma è anche un ponte diretto con l’Occidente. Non organizza soltanto aste di oggetti d’arte, ma si occupa di gioielli e beni antichi, offre servizi di consulenza storage e organizza preview presso sedi temporanee a Hong Kong e a Singapore.

Il mercato è evidentemente in crescita, trainato da artisti del calibro di Tyeb Mehta, S H Raza e F N Souza, che in questo momento la fanno da padroni.  Mancano due grandi nomi che ormai fanno parte del panorama internazionale: Subodh Gupta e Anish Kapoor, rappresentati da grandi dealers occidentali come Lisson Gallery e Galleria Continua.

Ma oltre ai grandi nomi, in India stanno emergendo decine di nuovi, giovani artisti con stili differenti e nuovi modi di guardare il mondo. La Biennale di Kochi Muziris si pone a questo proposito come efficace terreno di sperimentazione ed espressione di un centinaio artisti non solo indiani, ma provenienti da tutto il continente.
Anche per la terza edizione, la Biennale indiana ha mantenuto viva la tradizione di affidare la curatela dell’espozione ad un artista: per l’esposizione 12 dicembre 2016 – 29 marzo 2017, il ministro della cultura ha scelto l’indiano Sudarshan Shetty. Questi ha ribadito fin da subito la necessità di creare una Biennale per il popolo, condizione fondamentale per coinvolgere non solo gli addetti ai lavori, ma anche un pubblico di diversa estrazione, anche quello non ancora avvezzo al contatto con le arti contemporanee.

Students-Biennale

La Biennale sorge sulla penisola di Kochi e si sviluppa in tutta la regione, presentando mostre e performance all’interno di gallerie d’arte ma anche di project spaces, magazzini, locali e spazi pubblici. Una biennale eterogenea sotto diversi aspetti, che parla ad ogni tipo di fruitore e che più di ogni altra sta aprendo l’India e le sue nuove tendenze verso il panorama internazionale. Insieme all’esposizione è stata messa in piedi quest’anno la Students’ Biennale, sezione che mira a dare visibilità agli studenti di arte e ai progetti sviluppati con Master e accademie locali.

Parallelamente all’incremento a livello di mercato, si sta sviluppando una nuova linea di studio e approfondimento delle tendenze dell’arte indiana dal punto di vista curatoriale, e il successo della terza Biennale indiana ne è prova tangibile.
Un ingresso nel mondo dell’arte in grande stile per l’India, che in maniera lenta ma costante si sta guadagnando un posto di rilievo nel mondo dell’arte contemporanea.

 

Costanza Vilizzi

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