Fendi e Giuseppe Penone: la cultura che germoglia

La direzione intrapresa da Fendi nella promozione dell’arte e della cultura si sta rivelando quella giusta: i 40.000 visitatori della mostra Matrice di Giuseppe Penone a Palazzo della Civiltà Italiana a Roma ne sono una dimostrazione. L’esposizione si è conclusa lo scorso 16 luglio ed è stata l’occasione per i romani, e non solo, di riscoprire uno dei palazzi storici della città, ma soprattutto di incontrare l’opera di uno dei più grandi scultori contemporanei.

Come se non bastasse Penone torna ad essere protagonista grazie ad un altro dono di Fendi alla Capitale con l’installazione dell’opera Foglie di pietra a Largo Goldoni, di fronte alla sede storica della Maison nel pieno centro storico di Roma. Questa installazione permanente segna un interessante tentativo di mettere in dialogo natura e cultura, ma soprattutto antico e contemporaneo, un binomio che in una città come Roma non appare mai scontato. Così dopo Idee di pietra a Kassel in occasione di dOCUMENTA 13, Penone pianta un nuovo albero con la speranza che possa trovare la medesima accoglienza riservatagli dagli abitanti della cittadina tedesca che attraverso una petizione chiesero espressamente di mantenere l’opera indipendentemente dalla fine della manifestazione quinquennale.

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Una scelta intelligente quella di Fendi che dopo il restauro di Fontana di Trevi a Roma ha voluto nuovamente conquistare il pubblico presentando un grande scultore contemporaneo la cui opera è coinvolgente e di facile lettura anche per i non addetti ai lavori. L’Arte Povera, il movimento artistico che alle fine degli anni Sessanta portò alla ribalta giovani artisti sperimentatori come Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Giovanni Anselmo e lo stesso Penone, sta acquistando un’importanza sempre maggiore sia nell’ambito di grandi retrospettive museali – si veda la mostra su Piero Gilardi visitabile al MAXXI fino al 16 ottobre – sia sul mercato – ad esempio nel novembre 2016 Pistoletto ha registrato 1.572.500 USD da Sotheby’s a New York e 356.500 GBP nella sede londinese lo scorso marzo.

Giovanni Penone;Silvia Venturini Fendi;Pietro Beccari

Per quanto riguarda il mercato di Penone ci si chiede se questa visibilità offertagli da Fendi in queste due importanti occasioni, possa contribuire all’incremento delle performance più recenti. Infatti bisogna risalire al 2014 per individuare vendite più significative con un turnover che supera 1.500.000 €. Un lieve calo nel 2015 che però ha visto la vendita della sopra citata Idee di pietra per 981.860 € durante l’asta di arte italiana curata da Francesco Bonami per Phillips a New York. 2016 in forte calo, sotto la soglia dei 500.000 €. Sarà interessante capire se dopo la collaborazione con la Maison italiana e la partecipazione al maestoso progetto del Louvre di Dubai, il mercato di Penone tornerà a toccare le vette passate se non addirittura a superarle.

Fendi chiude positivamente questa prima metà dell’anno compiendo un vero e proprio salto di qualità anche grazie al doppio intervento dell’artista torinese. Se da un lato la ricerca museale italiana procede speditamente, dall’altro anche l’attività di promozione artistica di molti enti privati sta apportando un contributo sempre più significativo al panorama culturale italiano. Un’occasione che diverse imprese stanno cogliendo con grande entusiasmo anche grazie all’intelligente introduzione dell’Art Bonus che da inizio anno fino ad oggi conta le donazioni di 5419 mecenati.

Intanto per Fendi i progetti in cantiere sono diversi, ma bisognerà aspettare la fine dell’estate per avere qualche notizia in più.

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Giulia Pergola

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