La Primavera di Finarte

La casa d’aste italiana Finarte, che del passato mantiene solo il nome di storico prestigio, riapre i battenti nel 2015 con una nuova gestione e organizzazione interna. La sua missione è divenire punto di rifermento per il mercato in primis nazionale e internazionale. Per la “stagione primavera-estate” 2017 la casa d’aste meneghina ha proposto una due giorni di Arte Moderna & Contemporanea e di Fotografia & Multipli, tenutasi alla Permanente di Milano, rispettivamente in giorno 30 e 31 maggio e conclusasi con 1,4 milioni di euro. L’analisi dei risultati, compresi di buyer’s premium, dice molto riguardo lo stato di salute della stessa casa d’aste, dei suoi punti di forza, di debolezza e della sua nuova gestione. 

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Il primo catalogo comprende 243 lotti, di cui il n. 24 ritirato (Mimmo Rotella, Aspettando le vacanze, 1992). In evidenza le firme dei principali autori del Novecento italiano, ma anche lavori di artisti contemporanei e la presenza di importanti nomi internazionali come David Hockney, Hermann Nitsch e Rebecca Horn. Asta che però non raggiunge le aspettative desiderate. Infatti, la rinnovata maison chiude la serata con un controvalore di circa 1 milione di euro, che corrisponde al 55% dei lotti venduti, gran parte dei quali aggiudicati rimanendo al di sotto delle stime minime, a parte qualche eccezione ma senza grossi entusiasmi. 

 

Ben rappresentati sono artisti come Emilio Isgrò e Dadamaino, peccato per il numero di invenduto. Delle cinque opere in asta di Isgrò tre sotto hammer, per un valore complessivo di oltre 27 mila euro. Mentre delle nove di Dadamaino (al quale spetta la seconda di copertina con La ricerca del colore del 1968, rimasta invenduta) sono solo quattro quelle aggiudicate per un valore complessivo di 86 mila euro.

 

Scarso interesse in sala per l’arte analitica e cinetica. Vengono presentate opere come, Casa Prima di Rodolfo Aricò, del 1970-1972, lotto n. 184 (50-70 mila euro), scelta dalla casa d’asta come quarta di copertina e rimasta invenduta. Troviamo anche un’opera di Bruno Munari in prima di copertina, lotto n. 204, Macchina inutile del 1952, venduta a 43 mila euro, sotto i valori di stima (45-65 mila euro).

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Tano Festa, La camera rossa, 1963 Tecnica mista su tavola 81 x 100 cm Titolato, firmato, datato e dedicato sul retro

Rimane una costante la presenza in asta della Pop Art italiana, tra i suoi rappresentanti Mimmo Rotella, Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Giosetta Fioroni e altri. Questi tra i protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo e a lungo penalizzati nel passaggio in asta per via di una produzione disomogenea e la circolazione di falsi, ma che hanno trovato la ribalta segnando nuovi record di vendita nel 2015 e nel 2016. Tano Festa ad esempio raggiunge il suo record durante l’asta di Sotheby’s a Milano con Al livello del mare. Studio numero 2, 1965, aggiudicata per 177 mila euro. Mentre nel 2016 Finarte firma il suo top lot con un’opera dello stesso artista, La camera rossa, 1963, acquistata per 89 mila euro. Aspettative di vendita che non trovano conferma in questa prima parte dell’anno.

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Giorgio Morandi, Natura morta, 1945 Matita su carta 23 x 31 cm. Firmato e datato in basso a destra

A farla da padrone nella prima parte del 2017, segnando qualche confortante risultato per la casa d’aste, è l’arte italiana del Novecento, in particolare grazie a Giorgio Morandi con il lotto n. 110, Natura morta, 1945, aggiudicato come top lot per 89 mila euro (23-28 mila euro). Di Morandi – in questa prima parte dell’anno – il record italiano spetta alla FarsettiArte con una Natura morta del 1956 venduta per 790 mila euroFinarte nel recepire un particolare interesse da parte dei collezionisti afferma:

Crediamo si possa pensare ad un’asta tematica dedicata, dal momento che dopo un periodo di disaffezione, il mercato inizia a dare qualche piccolo segnale di ripresa di interesse sugli artisti storici del Novecento italiano. In parallelo, vogliamo creare nuove fasce di collezionismo più attente alle nuove tendenze, anche internazionali e in tal senso stiamo pensando a progetti ad hoc, che potrebbero già prendere forma nel 2018.

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Se l’asta di Arte Moderna & Contemporanea chiude con un’inflessione del 24% rispetto al 2015, la stagione si può dire davvero conclusa solo dopo l’asta del 31 maggio, suddivisa in fotografia – di cui 40% di provenienza globale – e multipli. Stagione che complessivamente chiude con un -11% rispetto al primo semestre del 2016, ma segnando la migliore asta di fotografia della nuova Finarte.

 

A testimoniare un’ottima performance della casa d’asta sono in particolare il lotto n. 128 con una fotografia di Seydou Keita, 49A51, 1999, (3-4 mila euro) che da 3 mila euro si è assestata a 9.750 e il lotto n. 160 con un’opera di Allam Kaprow, Print out for George Brecht, 1974, (500-800 euro) aggiudicata per 10 mila euro, record italiano dell’artista e top lot della serata.

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Edweard Muybridge, Animal Locomotion Plate n° 631, 1887 Calotipo originale 49 x 61 cm. In basso iscrizione: Animal Locomotion Plate 631, Copyright 1887 by Eadweard Muybridge

Accanto ad alcuni noti fotografi contemporanei, come Gabriele Basilico, Luigi Ghirri e Giacometti, troviamo grandi nomi della storia della fotografia che hanno riscosso ben poca attenzione cumulando una serie di importanti invenduti. Sovviene un dubbio che viene direttamente chiarito da Finarte:

Il mercato dell’Ottocento fotografico è in calo, come anche quello dei dipinti del medesimo periodo. Nomi e lavori storicamente importantissimi come quelli di Nadar o Muybridge non hanno trovato un acquirente, seppur presentati a stime contenute.

Tuttavia il mercato della fotografia è in ripresa a livello internazionale. Il Photography Market Report di ArtTactic riporta:

Cifra superiore del +21.9% rispetto alla seconda parte del 2016, ma soprattutto il totale più alto mai realizzato dal 2015 con un fatturato di circa 19.3 milioni di dollari.

Quattro le case d’aste italiane che hanno in programma aste dedicate alla fotografia: Minerva Auction, Aste Boetto, Bolaffi e Finarte. Quest’ultima consegue il risultato migliore della stagione con il 55% di lotti venduti, di cui un 34% che oscilla entro i valori di stima minima e un 30% ad essa superiori, per un valore di 231 mila euro, pari a oltre il 63% del valore del catalogo. Un risultato superiore del +187% rispetto alla vendita dell’8 giugno 2016. 

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Qualche anticipazione sulle aste future? La casa d’aste risponde: 

Per ciò che concerne l’Arte Moderna e Contemporanea, proprio in questi giorni abbiamo messo insieme una interessante selezione di disegni e un nucleo significativo di opere per l’Asta autunnale. Sul Novecento italiano avremo nella prossima Asta, due tecniche miste di Boccioni e una natura morta di De Chirico degli anni 20. L’asta di fotografia punterà ancora su un catalogo molto vario, affiancando nomi italiani come Fontana, Giacomelli, Galimberti a opere internazionali, tra cui emerge un bel nucleo di ritratti d’artista di Man Ray.

Le aste autunnali vedranno in calendario anche sezioni dedicate ai nuovi dipartimenti di Gioielli & Orologi e di Design & Arti decorative. Dunque, diversificazione dei dipartimenti e la volontà di andare incontro alla richiesta di una nuova fascia media di collezionisti – che pur muovendosi con cautela inizia a farsi sentire numericamente – sembrano essere scelte interessanti per la ri-nascita e affermazione di Finarte.

 

Verdiana Iannazzo

Foto Credits:

Foto di copertina, Gabriele Basilico, Beirut, 1991. Courtesy Finarte

Bruno Munari, Macchina inutile del 1952. Courtesy Fianarte

Rodolfo Aricò, Casa Prima, del 1970-1972. Courtesy Fianarte

Emilio Isgrò, Formiche di Andalusia, 2006. Courtesy Finarte

Dadamaino, La ricerca del colore (uno di quattro elementi), 1968. Courtesy Fianarte

Seydou Keita, 49A51, 1999. Courtesy Fianarte

Allam Kaprow, Print out for George Brecht, 1974. Courtesy Fianarte

Eadweard Muybridge, Animal Locomotion Plate n° 631, 1887. Courtesy Fianarte

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