Il mercato dell’arte e l’Art Advisory secondo Marina Mojana

I maggiori report internazionali sul mercato dell’arte sottolineano il crescente interesse del mondo della finanza per il mercato dell’arte arrivando a considerarli un possibile asset class alternativo all’interno di un patrimonio finanziario. Per capire meglio il mercato e queste possibili direzioni abbiamo contattato l’Art Advisory di Intesa San Paolo Marina Mojana, che opera attraverso la società Eikonos Arte da lei stessa fondata.

L’Art Advisor  rappresenta un ingranaggio fondamentale per orientare in questo tipo di investimento chi ha il desiderio e l’opportunità di farlo, ma non possiede le competenze necessarie per valutare l’acquisto. L’approccio all’arte come investimento è partito dagli Stati Uniti alla fine degli anni 70, ma si è sviluppato relativamente di recente anche in Italia, prima semplicemente come strumento di fidelizzazione del cliente e successivamente come un’opportunità di investimento vera e propria. L’art Advisor allora rappresenta un professionista ed un profondo conoscitore non solo della storia dell’arte, ma anche dell’andamento del mercato, in grado di assistere i propri clienti, sia privati che imprese, capace di prendere decisioni valutando aspetti che vanno dall’autenticità delle opere, restauro fino all’assistenza sulla negoziazione.

Marina Mojana 2017

Come è nata la società Eikonos Arte e perchè? 

Eikonos Arte srl nasce nel 1996, come evoluzione della società Eikonos Edizioni srl fondata da me con una decina di amici nel 1986. Con l’ampliamento dello statuto societario Eikonos Arte risponde alle domande del collezionista privato e/o istituzionale: quanto vale il quadro dell’Ottocento ricevuto in dono? È giusto il prezzo richiesto per acquistare un mobile antico dall’antiquario? E la base d’asta di un “Concetto spaziale” di Lucio Fontana è corretta? Da chi andare per restaurare un vetro Venini? Quale polizza assicurativa Fine Art sottoscrivere? Come risolvere una lite familiare in vista di una divisione ereditaria del patrimonio d’arte? Eikonos Arte, dunque, nel corso degli ultimi vent’anni, si è strutturata come agenzia di servizi per l’arte.

 

I principali report sul mercato dell’arte parlano di un crescente desiderio (negli ultimi dieci anni) dei clienti che usufruiscono dei servizi wealth management, di investire in arte. Questo trend è percepibile anche in Italia? Cosa spinge ad investire in questa tipologia di collectibles passione o investimento?

Il trend in fase toro è poco percepito dal nostro osservatorio di consulenti d’arte (dal 1998) per i clienti italiani di Intesa Sanpaolo Private Banking. Chi si rivolge a Eikonos Arte chiede consigli sia per un acquisto di passione che di investimento, ma tendenzialmente prevale la prima.

 

Come si sviluppa un servizio di Art Advisory? 

Con una rete di consulenti specializzati nei vari comparti del collezionismo, a cui chiedere di volta in volta un parere, una perizia, una quotazione e con un buon numero, preferibilmente stabile, di clienti. Fondamentale è avere rapporti personali con gli attori del mondo dell’arte (studiosi, collezionisti, operatori vari) e monitorare costantemente gli scambi. Per sviluppare il servizio di Art Advisory servono conoscenze storico artistiche, relazioni e informazioni

 

Quale percentuale del patrimonio del cliente è destinata a questa tipologia di investimento?

Non più del 10%.

 

Quali sono i maggiori rischi e come ci si tutela?

Diffido degli esercizi che costringono l’arte in “scelte di asset allocation” e spiego perché: l’unicità e la rarità del bene artistico; il carattere di irrazionalità che può denotare il processo di acquisto dell’opera d’arte; le asimmetrie informative presenti sul mercato dell’arte; la scarsa liquidità e l’elevata opacità di molteplici segmenti del mercato dell’arte non sono comparabili alle condizioni di liquidità, trasparenza e regolamentazione che caratterizzano gli altrettanto molteplici segmenti del mercato finanziario. Anche per queste ragioni, il settore dei fondi di investimento in arte presenta più ombre, che luci, con alcune significative eccezioni.

Invece per tutelarsi da un incauto acquisto le regole fondamentali sono sempre le stesse: un bene artistico può diventare un bene rifugio quando l’autografia è certa, lo stato di conservazione ottimo, la provenienza tracciata.

 

In che modo accompagnate il cliente in questo investimento? Come sono affrontate le questioni fiscali e legali? 

L’incontro con il cliente si svolge nella massima trasparenza e riservatezza. Ogni caso fa un po’ a sé, comunque la nostra società si avvale della consulenza dello Studio Legale Arrigoni e Granata di Milano, mentre i clienti di Intesa Sanpaolo Private Banking possono usufruire delle professionalità messe a disposizione dalla Banca.

 

Il mercato oggi: quali sono i trend più significativi e cosa consiglierebbe di acquistare? 

Il mio consiglio è di acquistare sempre un’opera che dia emozione e che trasmetta conoscenza; ai fini di una rivalutazione commerciale dell’investimento nel medio periodo sarebbe opportuno puntare sull’arte degli anni ‘80 (Transavanguardia in primis); mentre sono già sugli scudi gli anni ‘20 (Art Deco) e a breve dovrebbero rivalutarsi anche gli anni ‘30 e ‘40 del Novecento.  Nel comparto dell’antico bisognerebbe acquistare le figure allegoriche e le scene bibliche o mitologiche. Un settore su cui punterei è l’Ottocento italiano, ancora sottostimato, ma molto importante dal punto di vista culturale, perché gli artisti fissavano sulla tela l’amore alla Natura, a Dio, alla Patria e alla Famiglia – i pilastri fondanti della società dell’epoca – descrivendo un mondo che oggi non conosciamo più.

Che cosa pensa dei fondi di investimento in arte?

Sono uno strumento finanziario che può avvantaggiare chi possiede un magazzino di opere d’arte che non riesce a vendere o che desidera valorizzare. La nostra opinione, condivisa da Intesa Sanpaolo Private Banking, è di sconsigliare al collezionista privato la sottoscrizione di quote di fondi chiusi.

Un’opinione sul futuro di questo mercato dal vostro punto di vista?

Gli scambi d’arte non cesseranno mai, si sposteranno insieme ai soldi, cambieranno oggetto del desiderio assecondando moda e cultura. La chiave del successo sta nell’essere dove tutti gli altri non sono ancora arrivati.

Milano, 20 Luglio 2017

 

Matteo Bonacchi

 

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