Il contemporaneo africano conquista il mercato e approda a Milano

L’arte africana sta, da alcuni anni, conquistandosi uno spazio via via sempre più ampio nel complesso mondo dell’arte contemporanea. Non solo le più importanti case d’asta del settore hanno cominciato a dedicare interi appuntamenti alla scena contemporanea africana, ma anche le istituzioni hanno intrapreso percorsi di valorizzazione di questo scenario sempre più accurati. E l’Africa si fa protagonista anche del panorama italiano, approdando a Milano con due importanti mostre. La prima, inaugurata il 30 marzo in occasione di Miart e conclusasi lo scorso 6 giugno, ha portato al FM Centro per l’Arte Contemporanea oltre 30 artisti contemporanei e altrettanti anonimi artisti tradizionali per più di 150 opere. Curata da Marco Scotini, Il Cacciatore Bianco/The White Hunter ha presentato un percorso articolato sulle forme di rappresentazione e di ricostruzione della memoria e della contemporaneità africane, attraverso lavori provenienti – oltre che dalla Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi – dalle maggiori collezioni private italiane e da raccolte archivistiche sulla storia coloniale italiana.

Memorie e anti-identità / Memories and anti-identities Abdoulaye Konaté, Cameron Platter. Courtesy of Daniele Pio Marzorati

Più attenta alla contemporaneità, invece, è “Africa, Raccontare un mondo”, mostra inaugurata lo scorso 26 giungo al PAC, Padiglione d’arte contemporanea.  Promossa dal Comune di Milano e curata da Adelina von Fürstenberg, la mostra si propone di svelare lo spirito immediato e in crescita nel continente a sud del Sahara senza nasconderne la violenza e l’altrettanta immediatezza dei mondi che la compongono. Attraverso fotografie, dipinti, installazioni, disegni, sculture, ma anche video e performance, provenienti da collezioni pubbliche e internazionali, 33 artisti sottopongono al visitatore ricerche visuali e narrative diverse, racconti sulla memoria e sul suo superamento, stravolgimenti di tradizione e riconfigurazioni di miti.

Kudzanai Chiurai, Revelations VI, 2011, Ultrachrome ink on photo fibre paper, Collection of Jean Pigozzi, Geneva. Courtesy of PCM Studio

Anche per quanto riguarda le aste, l’arte africana conferma di affascinare il mercato. La prima asta di Modern and Contemporary African Art di Sotheby’s si è conclusa, il 16 maggio scorso, con un totale di 2.794.750 £. Una cifra appena superiore alla minima aspettativa di di 2,78 milioni £, ma quanto basta per realizzare un nuovo record per un’asta di questa particolare categoria, scalzando dal podio Bonhams che nel maggio dello scorso anno aveva portato a casa un fatturato di 2 milioni. Dei 116 lotti in vendita, solo 46 sono rimasti invenduti ed è stata raggiunta una percentuale di vendita del 78%. L’andamento molto positivo dell’asta è stato confermato dai numerosi prezzi record. L’artista britannico / nigeriano Yinka Shonibare MBE, per altro attualmente in esposizione al PAC con l’opera Works on show, ha stabilito, per esempio, un nuovo record mondiale in asta, raggiungendo le 224.750 £  con il suo Crash Willy,contro una stima di 120.000-180.000 £.

 

 

 

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Lo scenario contemporaneo africano sta sempre di più entrando nel mondo istituzionale e nel mercato. E, citando le parole di Marco Scotini, curatore della mostra ai Frigoriferi Milanesi, possiamo parlare di emersione di una scena (improvvisa e spaesante) che ci circonda e ci fa catapultare in un contesto visivo, tattile e olfattivo che è quello archetipico dell’Africa”.

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