La P420 sbarca ad Art Basel

Anche questo anno si riconferma un successo a sei cifre per Art Basel, l’evento fiera più atteso dell’anno. Alla 48° edizione il confine svizzero viene valicato e conquistato dalla galleria italiana P420, per la prima volta a Basilea. La giovane galleria esordisce con ben tre stand in fiera, una doppia presenza ad Unlimited con gli artisti Paolo Icaro (Torino, 1936) e Goran Trbuljak (Zagreb, 1948), il quale viene riproposto dalla stessa galleria anche nella sezione Features. Si tratta di un esordio con il quale la galleria dichiara a gran voce di avere le idee molto chiare sul futuro e ribadisce la volontà di essere presente sul mercato nazionale, ma ancor di più internazionale.

Copia di P420.Alessandro-Fabrizio.ArtBasel-Features.2017.Foto di Verdiana Iannazzo

Da sinistra verso destra, i direttori della Galleria P420 Alessandro Pasotti e Fabrizio Padovani, Art Basel Features, 2017. Foto di Verdiana Iannazzo

La galleria bolognese nasce nel 2010 con i due giovani direttori e ingegneri Fabrizio Padovani e Alessandro Pasotti. Nell’arco dei sette anni dalla sua fondazione la P420 si è mostrata una delle gallerie più vivaci in Italia nel proporre le proprie attività sui social media, in particolare modo attraverso Facebook e Twitter.  Inoltre, nel corso di questi anni, i galleristi hanno spostato la sede in uno spazio più grande e più consono ad ospitare gli artisti in scuderia, mantenendo un programma di presenza effervescente e dinamico anche a livello internazionale con mostre, fiere e biennali. Pasotti afferma:

“L’obiettivo è conoscere quelli che sono i curatori importanti e soprattutto i collezionisti di ogni paese, di conseguenza far conoscere il lavoro dei nostri artisti fuori dall’Italia perché, come spesso accade, è dall’interesse internazionale che deriva anche l’interesse nazionale”. 

Le scelte curatoriali a Basilea riflettono la filosofia della galleria, che lavora con artisti giovani e che allo stesso tempo punta a “lavorare su artisti storicizzati, non ancora completamente riconosciuti nel panorama artistico, seppure di grande qualità e quindi riproporli nelle fiere e nelle mostre esibendoli in una veste diversa o con dei progetti che possono essere estremi, ma che fanno comprendere il loro lavoro oggi” dichiara Pasotti.

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Paolo Icaro, Foresta Metallica, 1967. Art Basel Unlimited, 2017. Foto di Verdiana Iannazzo

La coppia di galleristi per la prima volta a Basilea decide di portare strategicamente due artisti già affermati con progetti differenti. Il primo nella sezione Unlimited in collaborazione con la galleria Massismo Minini di Milano, con la quale la P420 condivide al 50% i costi dello stand e le eventuali vendite. Si tratta di un lavoro di grandi dimensioni di Paolo Icaro, Foresta metallica e la sezione è perfetta per un’opera che nasce grande. L’opera fa parte di un progetto di più ampio respiro Forme di Spazio, realizzato nel ’67 quando l’artista aveva il suo studio a New York. La caratteristica del progetto è che si tratta di sculture aperte al visitatore, che può vivere la scultura ed interagire con essa. Foresta Metallica è la più grande della serie e la sua dimensione corrisponde a quella dello studio dell’artista a New York. Dunque, una scultura che ha lo spazio della vita, lo spazio in cui l’artista agisce quotidianamente e nel quale invita i fruitori ad interagire.

 

I lavori di Icaro, escludendo quelli di grandi dimensioni, hanno un range di prezzo che va dai 18/20 mila euro  in su, mentre l’opera esposta in fiera ha un valore economico di 500 mila euro (più IVA). La volontà dei galleristi è di destinare l’opera ad un museo, avendo sempre in mente l’idea di portare i loro artisti, già noti, ad un “livello successivo”, l’acquisizione museale e la consacrazione istituzionale con un conseguente aumento del valore delle opere stesse. A proposito di trattative in atto, sempre Pasotti spiega:

“Si spera che l’opera vada in un museo, esiste già un forte interesse da parte di musei internazionali per un artista così unico nell’ambito della arte concettuale, in particolare modo da parte del MOMA e del Centre Pompidou”.

 

Da un icontro della P420 con l’artista Goran Trbuljak nel 2005 e con la galleria berlinese Galerija Gregor Podnar nasce una collaborazione che li ha portati questo anno a Basilea nella sezione Unlimited, con un lavoro dal titolo Reenactment of Trbuljak’s installastion at Galleria del Cavallino, Venezia 1977, in vendita per 350 mila euro.

La P420 debutta nella sezione Features sempre con l’artista croato, una retrospettiva di 6 poster, vere e proprie opere che ripercorrono la carriera di Trbuljak dal ’71 alla prima personale del ’82. Il gallerista chiarisce:

“Il poster era l’unico oggetto esposto, il resto dello spazio era vuoto e in ognuno di essi c’è un’affermazione che dà continuità al lavoro dell’artista, concettuale e ironico al tempo stesso”. 

Al centro dello stand si trova invece un’opera concettuale molto particolare, un bigliettino del ’72 che rappresenta una delle pochissime testimonianze oggi conservate di un lavoro-azione dell’artista. Il biglietto, multiplo d’artista, venne inviato per posta ad una serie amici e conoscenti senza però citare il mittente. La scritta del bigliettino recita Anonymous Conception Artist e con questo lavoro l’artista rinuncia non solo all’oggetto ma anche al suo nome.

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Goran Trbuljak, I do not want to show anything new and original, Art Basel Features, 2017. Foto di Sebastiano Pellion di Persano, Courtesy Galleria P420

I galleristi sono interessati a vendere 4 dei poster a un’istituzione (100 mila euro), mentre per i collezionisti il range di prezzo delle restanti opere dell’artista oscilla dai 12 mila ai 45 mila euro (più IVA). Un’eterogeneità di prezzo che risponde principalmente ad un criterio di rarità e reperibilità dei lavori. “Diverse le opere di Trbuljak vendute in fiera. La vendita più alta è stata un’opera dell’artista croato per un valore di 26 mila euro” dice Padovani durante l’ultima giornata a Basilea.  

Considerando la complessità del lavoro proposto dai galleristi, per lo più per la volontà di vendere a musei, viene il dubbio che sia altrettanto complesso far quadrare i bilanci dopo la partecipazione alla fiera. L’investimento complessivo per gli stand è stato di circa 70 mila euro, dice Padovani. Inoltre, dichiara che oltre alle vendite realizzate con  Trbuljak a collezionisti europei e non solo, sono positivi riguardo la possibilità di concretizzare delle trattative, non scontate, con dei musei per entrambi gli artisti.

Post Basilea l’agenda della galleria rimane molto ricca. Pasotti e Padovani raccontano infatti di essere impegnati proprio in questi giorni sia alla Biennale di Venezia con Irma Blank, sia con una mostra appena inaugurata dal titolo Tirarsi Fuori (dal 22 giugno al 29 luglio 2017) presso la sede bolognese. La mostra è organizzata in collaborazione con l’Accademia delle belle arti  ed è un progetto destinato a dare visibilità agli studenti più talentuosi e magari “futuri artisti con cui collaborare”. Tra gli appuntamenti internazionali ritroveremo nel mese di ottobre la P420 alla fiera Frieze Masters a Londra e alla Fiac a Parigi. Dunque, un respiro internazionale che non si conclude con l’esperienza a Basilea. Facendo il punto della situazione sulla loro prima esperienza svizzera, dicono: “Resoconto positivo, c’è una grande richiesta e concretezza in questa fiera – e su una prossima volta a Basilea – Noi sicuramente sì, speriamo sia della stessa opinione anche il comitato scientifico” e noi teniamo le dita incrociate per loro.

 

Verdiana Iannazzo

 

Copertina, Paolo Icaro, Foresta Metallica, 1967, sezione Unlimited, Art Basel 2017. Foto di Verdiana Iannazzo

 

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