Art Basel Parcours 2017: le gallerie italiane

L’unica sezione di Art Basel che si sviluppava al di fuori degli stand in Messeplatz è Parcours, quest’anno giunta all’ottava edizione; quest’ultima si estendeva nel centro storico a sud del Reno, nei quartieri che circondano la cattedrale medievale Basler Münster ed, a differenza delle altre sezioni, era possibile visitarla liberamente senza biglietto da lunedì 12 fino a domenica 18 giugno.

Come per l’anno precedente, la curatela del progetto è stata affidata a Samuel Leuenberger, fondatore dello spazio no profit SALTS a Birsfelden in Svizzera, il quale ha scelto solamente artisti che attraverso la loro opera hanno plasmato una personale esperienza intima che inevitabilmente in questo nuovo contesto, viene amplificata e condivisa col pubblico. Le opere, prodotte da artisti sia di fama internazionale che emergenti, sono ventidue, disseminate in edifici pubblici e privati scelti accuratamente dal curatore, in modo da favorire il dialogo tra contenitore e contenuto, tra passato e presente, tra pubblico e città. Un vero show composto da installazioni site specific, performance e live serali capace di includere e catturare anche i più casuali fruitori. Ovviamente anche in questa sezione della fiera d’arte dall’aspetto spettacolare tutte le opere in esposizione erano e sono tutt’ora in vendita, perché sostenute da varie gallerie; tra queste, ben sei sono state le italiane coinvolte.

mappa con frecce

Procedendo per ordine seguendo il numero di progetto, al 6, la galleria milanese Kaufmann Repetto in una delle sale del Bischofshof in Rittergasse, in collaborazione con la Dvir di Tel Aviv, la Kamel Mennour di Parigi e la Eva Presenhuber di Zurigo esponeva nove Screen Shot del 2015 dell’artista marocchina Latifa Echakhch, classe 1974, che vengono venduti per 55.000 euro più IVA caduno (in caso di vendita l’incasso totale viene diviso equamente tra le quattro gallerie). Per l’opera dell’artista non è servita l’application del progetto, poiché è stato il curatore a volerla fortemente, dicono alla Kaufmann Repetto.

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Un altro “collettivo” di gallerie sosteneva invece l’opera di Pedro Cabrita Reis, nato nel 1956 in Portogallo, che per l’occasione ha creato la scultura site specific The Basel Line; le gallerie sono la romana Magazzino, la londinese Sprovieri, la berlinese Kewenig, la Mai 36 di Zurigo e la Peter Freeman di New York. Il progetto, numero 7, si trovava tra il chiostro in Rittergasse e la cattedrale in Münsterplatz.

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La milanese Giò Marconi con la londinese Lisson Gallery esponeva diverse opere del duo svedese classe 1978 Nathalie Djurberg & Hans Berg per il progetto 10, al Gymnasium in Münsterplatz. In vendita è solamente l’installazione Who am I to Judge, or, It Must be Something Delicious, 2017, per 180.000 euro più IVA.

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Il progetto 13 era sostenuto dalla galleria milanese ZERO… con la parigina gb agency le quali esponevano un’opera di Cally Spooner, classe 1983, intitolata And As The Medieval Cloisters Connect Seamlessly With The Corridors of Power…I’m quietly confident…(U-turn!) del 2013 e viene venduta per 6000 sterline (+ tasse). Questa si trovava in una delle sale della Fondazione Bartels in Augustinergasse ed inizialmente l’opera doveva essere esposta anche all’interno dello spazio della galleria ZERO… nella Hall 2.1 ma hanno preferito non riproporla in fiera.

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La milanese A arte Invernizzi era l’unica galleria italiana che affrontava un progetto, il numero 16, senza collaborazioni proponendo l’italiano Gianni Colombo, 1937-1993, con l’opera Spazio Curvo (figura in copertina) del 1992. Il prezzo del lavoro è di 300.000 euro più IVA e si trovava  nella chiesa francese di St. Martin, in Martinsgasse.

Infine, il progetto numero 20, in via Rheinsprung, era frutto della collaborazione tra la galleria di Londra Sadie Coles HQ e la milanese Massimo De Carlo; queste proponevano la perfomance site specific The Green Room & The Science Lab del londinese Marvin Gaye Chetwind, classe 1973.

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Andrea Scampini

 

Photo credits:

Copertina: https://www.artbasel.com/catalog/artwork/55889#&gid=1&pid=1

1: https://www.artbasel.com/catalog/artwork/55891

2: https://www.artbasel.com/catalog/artwork/55897

3: https://www.artbasel.com/catalog/artwork/55896

4: https://www.artbasel.com/catalog/artwork/55884

5: https://www.artbasel.com/catalog/artwork/55894

 

 

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