LE GALLERIE ITALIANE AD ART BASEL

L’Italia segna un personale record, rappresentando il 7% delle gallerie presenti alla 48esima edizione di Art Basel (21 italiane sulle 291 totali), un numero significativo, dati gli elevati standard di selezione, che ci racconta l’alta professionalità e la capacità degli operatori italiani.

Nella sezione Feature, che rappresenta progetti dedicati alle grandi icone del mercato, abbiamo incontrato la Galleria Mazzoleni, per la prima volta ad Art Basel (quattro presenze ad Hong Kong e due a Miami). Jose Graci, Managing Director della Galleria, ha raccontato il progetto interamente dedicato a Piero Manzoni con opere delle due “serie” più note dell’artista, gli Achromes (1957-1963) e le Linee (1959-1963). Una Linea di Lunghezza infinita è stata venduta per 150mila euro mentre un piccolo Achrome ha raggiunto 1’250’000 euro, altre due opere sono in trattativa riservata.

 

 

Sempre all’interno di questa sezione, che vede impegnate 5 italiane, la Galleria Raffaella Cortese ha proposto Reflection Refraction di Barbara Bloom e Joan Jonas un progetto non facile, come ha dichiarato la gallerista, che ha comunque avuto successo data l’importanza delle due ariste americane. Mirror Piece (Jonas 1969) è stato venduto per 80 mila dollari, poco meno Envy (From The Seven Deadly Sins) (Bloom 1987). Entrambe troveranno una destinazione Museale Europea anche se non è stato svelato dove.

Per quanto riguarda Unlimited, speciale spazio creato per esporre progetti di grandi dimensioni che oltrepassano i limiti dello stand fieristico, troviamo dieci Gallerie e ben sette artisti italiani.

 

 

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La Galleria Raffaella Cortese era presente anche qui proponendo assieme a Sprovieri (Londra) Orizzonte (2012) dell’italiano Francesco Arena, due edizioni dello stesso anno vendute con un prezzo di 45mila euro l’uno.

Dal 2007 ZERO… ha iniziato a partecipare ad Art Basel dopo il successo ottenuto alla fiera collaterale Liste, questo anno espongono ad Unlimited The Challenge un film di Yuri Ancarani in collaborazione con Isabella Bortolozzi (Berlino) uscito l’estate scorsa presentato sia a Milano che a Berlino, il cui prezzo è rimasto riservato a trattative private.

 

 

Nella Main Section che rimane la più affollata la galleria Massimo De Carlo ha venduto solo nel primo giorno un Untitled (2017) di Jhon Armleder per 100mila euro, Times and Moods di Rob Pruitt per 220mila dollari, USA Little Flag Flower di Nate Lowman a 120mila dollari ed un Untitled (2004) di Gunther Forg per 270mila euro. La galleria ha dichiarato di aver incrementato le vendite rispetto all’anno precedente sottolineando anche l’influenza di Documenta e della Biennale come attrattiva per il pubblico dei collezionisti internazionali.

Massimo Minini, giunto alla 41esima partecipazione ad Art Base, ha portato un numero maggiore di artisti rispetto all’anno scorso. Con molta soddisfazione ha dichiarato di aver venduto più di venti opere con un range di valore che va dai 12mila euro per le opere minori fino ad arrivare a 740mila pound per le opere di Anish Kapoor, artista già presente lo scorso anno.

Le gallerie italiane presenti hanno dichiarato quasi unanimemente che Art Basel, rappresenta per loro il principale canale di vendita, dato che si differenzia da quanto si legge nel report di Art Basel e UBS The Art Market 2017, dove la vendita in galleria rappresenta ancora il principale canale nel mercato totale. Va comunque evidenziato che in un mercato dell’arte sempre più internazionale, la fiera d’arte è destinata a svolgere un ruolo sempre crescente, dando la possibilità anche a realtà minori rispetto ai grandi player di emergere per la loro qualità professionali.

Matteo Bonacchi

 

Immagine 2,3,4 Courtesy of Gallery Mazzoleni

Immagine 5 https://www.youtube.com/watch?v=17e8JsZ3Zno

Immagine 6, 7 Courtesy of Art Basel

Immagine 8 http://www.collezionedatiffany.com/italiani-nella-power-100-2015/

Immagine 9 http://www.galleriaminini.it/contacts/

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