Milano e Venezia: riflessioni sul Medio Oriente con Moataz Nasr

di Federica Gargiulo

Si è conclusa da poco la ventiduesima edizione di Miart, la grande fiera milanese all’interno della quale la Galleria Continua ha esposto un’emozionante opera di Moataz Nasr. Artista egiziano, classe 1961, è considerato uno dei maggiori artisti nel panorama internazionale, i cui lavori saranno esposti nuovamente in Italia nel corso di quest’anno. Moataz Nasr è stato scelto infatti dal Ministero della Cultura egiziano e dall’Alto Consiglio Supremo egiziano per le Arti per rappresentare l’Egitto alla 57° edizione della Biennale di Venezia.

Rose_Nasr 2

Rose (The slave market) è il titolo della stampa fotografica su carta cotone con la quale Moataz Nasr si presenta sulla scena fieristica milanese. Subendo le suggestioni di Una esclava en venta di José Jiménez Aranda, Nasr crea una potente icona ricca di pathos che mostra quanto il ciclo della storia si ripeta. In Rose, Nasr mette letteralmente a nudo l’impotenza e la solitudine che sono, sì caratteristiche della donna raffigurata, ma in realtà sono astrazioni legate a nessun paese e a nessun individuo specifico perché dominano nel profondo ed ovunque la natura umana. Un’opera del 2016 che si inserisce appieno nel contesto politico internazionale in cui le frequenti scosse del mondo arabo ed i recenti accadimenti in Medio Oriente spingono l’artista ad interrogarsi sull’agire umano, le cui violenze ed orrori si ripetono ciclicamente in tutti i tempi ed in tutti i luoghi. Nasr fa dunque della sua appartenenza geografica un mero pretesto per andare oltre i confini geopolitici e portare, davanti agli occhi di tutti, temi senza tempo e densi di significato. Le sue opere infatti fanno breccia nella coscienza di tutti, scardinano le certezze collettive e invitano a porsi delle domande. Per lui, il paese che gli ha dato i natali, l’Egitto, è solo uno palcoscenico dove protagonista è l’intera umanità che mostra a sé stessa la sua fragilità e le sue debolezze. La forza e la fascino di Rose sono state colte appieno dal pubblico milanese, difatti l’opera è stata venduta durante la fiera ma non ne è stato dichiarato il prezzo.

Nato come artista autodidatta, Moataz Nasr ha guadagnato il riconoscimento locale ottenendo numerosi premi prima di irrompere sulla scena artistica internazionale nel 2001 vincendo il Grand Prize all’ 8° Biennale del Cairo. Da allora ha partecipato ai grandi raduni internazionali di arte contemporanea come Venezia, Seoul, San Paolo e Bogotà ed ha esposto le sue opere sui maggiori palcoscenici d’arte contemporanea. Dal 2006 inizia una stretta collaborazione con la Galleria Continua di San Gimignano che lo consacra definitivamente nel 2011 con la personale The other side of mirror. Moataz Nasr è rappresentato inoltre, sull’altra sponda dell’Atlantico, dalla newyorkese Leila Heller Gallery la cui ricerca è orientata, sin dalla sua nascita, sul dialogo interculturale ed in particolare sullo scambio creativo tra artisti occidentali e mediorientali. L’artista egiziano vanta anche ben undici opere battute all’asta, sia di pittura che fotografia, aggiudicate prevalentemente in Italia e negli Emirati.

In Italia, Motaz Nasr ha portato al centro della scena i temi della primavera araba durante l’inverno del 2014 grazie ad Un ponte tra Pisa e Santa Croce sull’Arno, dove ha creato un percorso visivo tra il mondo occidentale e il mondo islamico attraverso un dialogo tra culture, persone e tradizioni.

Per Moataz Nasr arriverà a breve un’ulteriore consacrazione all’interno di una delle più antiche e prestigiose rassegne internazionali di arte contemporanea.

A maggio  verrà inaugurata infatti la 57° edizione della Biennale di Venezia che presenterà un’esposizione dal titolo Viva Arte Viva, un percorso espositivo ideato da Christine Macel, nuovo direttore del settore Arti Visive che ha raccolto l’eredità lasciata da Okwui Enwezor. Per la storica manifestazione veneziana Christine Macel ha ideato un’esposizione d’impronta umanistica dove l’arte riconquista la sua funzione sociale.

“L’arte di oggi, di fronte ai conflitti e ai sussulti del mondo, testimonia la parte più preziosa del mondo”

Nasr si inserisce oggi a pieno titolo tra quegli artisti socialmente impegnati che contribuiscono con le loro opere a sollevare interrogativi più che a dare risposte. La sensibilità ma soprattutto la responsabilità dell’arte e dell’artista appaiono oggi cruciali nel mondo contemporaneo.

The Mountain: ecco il nome dell’esposizione di Nasr al padiglione egiziano ai Giardini della Biennale. La montagna come sublime elemento naturale, percepita allo stesso tempo come ostacolo ma anche come vetta da cui poter osservare e meditare, sarà lo sfondo dove l’artista egiziano metterà in scena, con la sua vena poetica, il connubio tra arte e vita.

 

 

 

 

Photo Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana
Photo by: Ela Bialkowska

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