ZIMOUN TRA SUONO E ARCHITETTURA: LA GALLERIA EDUARDO SECCI PORTA LA FIRENZE CONTEMPORANEA AD ARTE FIERA

di Cristina Cutolo

Da quando ha aperto, cinque anni fa, la galleria Eduardo Secci si pone l’obiettivo di rendere interessante la scena contemporanea fiorentina. Con l’idea che l’artista è <<un precursore >>, Eduardo Secci si fa promotore di artisti all’avanguardia. Tra questi, per Arte Fiera 2017, ha scelto lo svizzero Zimoun la cui parete concava di scatole di cartone ha destato molta curiosità nei visitatori.

Eduardo, la sua galleria ha aperto nel 2012 a Firenze, una città votata principalmente al Rinascimento. In un contesto come questo, come reagisce il mercato dell’arte contemporanea?

Il mercato dell’arte contemporanea è molto debole a Firenze. Nonostante questo, dopo quasi quattro anni di attività siamo riusciti ad attrarre i pochi ma davvero attenti collezionisti di contemporaneo presenti in città.

La sua galleria partecipa ad Arte Fiera dal 2013. La Fiera sta rappresentando una valida vetrina per la galleria?

Si, per noi Arte Fiera è un’ottima vetrina. Per questo proponiamo sempre progetti curati e di grande rilievo come per esempio il dialogo tra Alfredo Pirri e Bernhard Rudiger curato da Angel Moya Garcia e presentato nel 2016 o come le grandi installazioni site specific dell’artista svizzero Zimoun e dell’artista tedesca Monika Grzymala presentate a questa ultima edizione.

Lei rappresenta diversi artisti nella sua galleria. Quali sono i criteri che ha adoperato per la scelta degli artisti in occasione di Arte Fiera?

Si fa sempre una selezione cercando di raggiungere un buon equilibrio tra l’immagine che si vuole dare della galleria e gli artisti che si pensano più vicini al gusto del pubblico che frequenta la fiera. Quest’anno abbiamo voluto dare ampio spazio a Zimoun con una grande installazione perché è un artista nel quale crediamo molto, così come Monika Grzymala, che aveva già mostrato ai nostri collezionisti le sue opere in occasione di una mostra presso la nostra galleria fiorentina. Abbiamo poi voluto inserire un piccolo saggio di altri nostri artisti: Alfredo Pirri, presente con un polittico molto rappresentativo e col quale abbiamo in cantiere una grande mostra a Roma nel 2017, Maurizio Donzelli, del quale abbiamo esposto alcuni nuovi e bellissimi lavori e Alice Browne, una giovanissima artista inglese eccellente testimone della pittura astratta contemporanea.

Tra gli artisti che espongono quest’anno ha scelto anche Zimoun, noto per le sue opere che uniscono sound art e architettura degli spazi. Mi può spiegare la sua ricerca artistica?

Zimoun lavora con l’architettura e lo spazio, con il suono e con sistemi meccanici che attivano i materiali attraverso il movimento: questo è ciò che dà poi origine ai suoni prodotti. Nel suo lavoro si vede ciò che si sente e si sente ciò che si vede. Nelle sue opere si realizza una combinazione di strutture che generano continuamente reazioni a catena o altri sistemi consequenziali.

L’installazione di Zimoun al suo stand è tra le opere più fotografate di questa edizione di Arte Fiera. Questo interesse nei confronti dell’artista da quanto tempo si è riscontrato e come si è tradotto fino ad oggi nel mercato?

L’interesse verso Zimoun è presente da anni a livello internazionale. In Italia ha recentemente esposto alla Galleria Civica di Modena. Ad oggi è prematuro tirare le somme riguardo alle risposte di mercato, il pubblico italiano ha tempi molto lunghi tra l’interesse verso un’opera e la concreta acquisizione della stessa.

Chi rivolge maggiore interesse all’opera di Zimoun?

Un pubblico giovane e curioso, composto da studenti e artisti, e collezionisti di mezza età le cui collezioni sono composte prevalentemente da opere d’arte di artisti internazionali.

Le opere di Zimoun esposte ad Arte Fiera sono state vendute? Può dirmi il loro price range?

Sì, ci sono state delle vendite. Il range di prezzi va dai 10.000 euro ai 50.000 euro. Zimoun è un artista su cui si può lavorare molto a livello di mercato.

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