La MADE4ART e la fotografia da collezione

 

di Valeria Dellino

 Alla 41esima edizione di ArteFiera la neodirettrice Angela Vettese ha assegnato un ruolo centrale  al settore della fotografia, al fine di valorizzarne ed esaltarne le qualità creative e innovative. In linea con il pensiero della Vettese, secondo la quale la fotografia è “il linguaggio che rende tutti autori ma che per questo merita di far capire la distinzione tra ripetizione di modelli e innovazione”, la galleria milanese MADE4ART, fondata nel 2012 da Elena Amodeo e Vittorio Schieroni, ha presentato ad ArteFiera due progetti fotografici.

Elena Amodeo ci ha spiegato i motivi di questa scelta e il ruolo che la fotografia assume all’interno della sua galleria dove l’arte contemporanea viene esplorata in tutte le sue forme, dalla pittura ai progetti sperimentali.

Qual è il ruolo della fotografia nel mercato odierno?

In molte città la fotografia è ancora poco recepita soprattutto a livello commerciale, poiché ancora poco compresa dal collezionista o dal fruitore come “bene artistico” al pari di un dipinto, per esempio. Diversamente a Milano questo tipo di arte ha trovato forte apprezzamento da parte del pubblico, sia a livello artistico che commerciale. Discorso a parte può essere fatto anche per Bologna, che già rispetto ad altre città si configura molto all’avanguardia. ArteFiera è una manifestazione che accoglie visitatori da tutta Italia e, soprattutto, un pubblico molto colto e specializzato.

Molti degli artisti rappresentati dalla MADE4ART sono fotografi. Come mai questa scelta?

Sicuramente la fotografia rappresenta il 60-70% della nostra attività. Le motivazioni che ci spingono a lavorare molto con la fotografia si basano principalmente sul fatto che si tratta di un tipo di arte che potenzialmente interessa a diverse categorie di persone: mi riferisco all’età anagrafica e al livello culturale, nel senso che essendo molto più diretta e comprensibile, è in grado di avvicinare persone che non hanno mai acquistato un’opera d’arte. A Milano il pubblico è preparato all’acquisto di un’opera fotografica, nel senso che ne riconosce il valore artistico e gli aspetti tecnici.

Secondo quali criteri avete selezionato gli artisti da proporre ad ArteFiera?

Ci siamo basati sugli artisti con i quali collaboravamo da diverso tempo. La scelta delle opere si è basata sia su un principio estetico sia sul valore intrinseco dell’opera stessa. Il nostro concept è stato quello di portare due progetti che, pur nella diversità dei due autori, proponessero e trasmettessero una storia e un profondo lavoro di ricerca. Non semplici scatti di paesaggi e di edifici, ma qualcosa che andasse oltre. Nel caso di Paolo Bongianino un lavoro di indagine sulla storia di Ermenegildo Zegna, con le serie e gli scatti degli archivi degli anni 30 e 40 e dell’Oasi Zegna in Piemonte; le sue opere trasmettono la bellezza dei luoghi e della storia e spiegano il contesto territoriale e sociale dell’Impresa. Per Elena Franco l’indagine era rivolta sugli antichi ospedali tra Italia, Francia e Belgio, una ricerca sulla storia e l’utilizzo di questi edifici nel corso del tempo, nonché sugli archivi e i territori un tempo proprietà degli Ospedali. In un mondo dove ormai la fotografia sembra aver preso il sopravvento, e dove forse tutti si sentono “fotografi”, è importante che il lavoro di un artista, per definirsi tale, abbia alla base una ricerca profonda e professionale, una storia e un lavoro da raccontare al pubblico.

Qual è il price range delle opere da voi presentate?

Normalmente si tratta di opere con una fascia di prezzo più accessibile rispetto a un dipinto o una scultura, e proprio per questo ci teniamo a proporre prezzi che rientrino in una fascia media. Ad Arte Fiera le opere dei nostri due artisti oscillavano tra i 150 e i 700 euro. Abbiamo cercato di diversificare l’offerta economica proponendo opere di diverse misure per andare incontro anche alle diverse disponibilità economiche delle persone. Le opere piccole, con una fascia di prezzo accessibile, possono venire incontro a un giovane che da poco si è avvicinato al collezionismo, oppure nel caso di una persona con più disponibilità, possono spingerlo a comprarne più d’una per realizzare una serie. Essendo le nostre opere legate da dei progetti, ben si prestano all’acquisto in serie.

Qual è la sua opinione sullo spazio riservato alla fotografia in questa edizione di ArteFiera?

Questo è il terzo anno che partecipiamo ad Arte Fiera, e sinceramente devo dire che ci siamo trovati molto bene sia durante le edizioni precedenti gestite da MIA Fair (2015 e 2016) sia durante l’ultima sotto la direzione della Professoressa Vettese. Il format della Fiera e la qualità del pubblico hanno dato sempre risultati soddisfacenti.

Quali secondo lei le differenze emerse con le passate edizioni? 

In linea generale le differenze riguardano il numero delle gallerie partecipanti e la diversa posizione della nostra sezione, una scelta che ha portato a un rigore e una qualità sicuramente maggiori. Quest’anno le gallerie specializzate in fotografia sono scese a circa nove, una forte selezione che ha interessato anche altri settori all’interno della Fiera. Inoltre, il fatto che la sezione fotografia sia passata al padiglione principale, non può che averci reso grande soddisfazione. A livello commerciale tutte e tre le edizioni ci hanno portato ottimi risultati.

 

 

 

Photo courtesy ArteFiera – http://www.artefiera.it/media/photogallery/gallerie-2017-sezione-fotografia/7048.html   

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