Da Todi a Arte Fiera: La galleria Bibo’s Place tra storia e innovazione

di Silvia Tabacchi

Dal 2013 la cittadina di Todi ospita la galleria Bibo’s Place, nata dall’amicizia tra Andrea Bizzarro, art dealer e studioso dell’arte figurativa italiana del secondo dopoguerra, e Matteo Boetti, figlio del celebre artista Alighiero Boetti nonché gallerista e talent scout. Entrambi innamorati del borgo umbro, hanno scelto di eleggerlo a dimora della loro passione per l’arte. La galleria propone un dialogo continuo tra artisti storicizzati e nuove proposte, in piena coerenza con quelli che sono gli specifici interessi dei due fondatori. In occasione della 41° edizione di Arte Fiera ritroviamo Bibo’s Place nella Main Section dedicata all’arte moderna e contemporanea e abbiamo voluto rivolgere alcune domande ai due galleristi.

Come è nata l’idea di aprire una galleria a Todi?

Bibo’s Place nasce prima di tutto dalla nostra amicizia e dalla nostra passione per l’arte. Abbiamo deciso di intraprendere questa avventura professionale insieme in un luogo che amiamo entrambi, cioè Todi: un luogo straordinario, un esempio di unione tra un modello urbanistico virtuoso che viene dalla tradizione culturale italiana e una comunità diffusa che, fin dagli anni Settanta, ha riunito intorno a sé diverse esperienze artistiche. Il legame con la gallerista Giuliana Soprani Dorazio ci ha portato a scegliere quella che era già stata la sede della sua storica galleria. Gli ambienti suggestivi di Palazzo Pensi, dove si trovano i nostri spazi espositivi, danno la possibilità di presentare il lavoro degli artisti in dialogo con un interno cinquecentesco originale e fuori dal tempo.

Avete scelto di aprire la vostra galleria in un borgo italiano relativamente lontano dai grandi circuiti del mercato dell’arte. Quali sono le potenzialità e le criticità di questo territorio relativamente alla vostra attività di galleristi?

L’humus culturale di Todi è potenzialmente infinito, ma soffre necessariamente delle limitazioni di cui soffrono tutte le piccole città. D’altra parte Todi e la campagna che la circonda sono ancora considerati da molti artisti ed intellettuali, forse più stranieri che italiani, una sorta di locus amoenus, un rifugio dalle tensioni del mondo urbano e cittadino.

Che legame ha la galleria con il territorio?

Bibo’s Place è senza dubbio una galleria radicata nel territorio. Ne sono testimonianza le collaborazioni a cui siamo chiamati, sia dall’amministrazione comunale sia da altre realtà locali, per importanti eventi cittadini in campo artistico e culturale, come per esempio il Todi Festival.

Come si integrano le vostre personalità nella gestione della galleria? E su quali criteri si basano le vostre scelte espositive?

La programmazione stessa della galleria rispecchia le nostre due diverse personalità e i nostri interessi: da una parte l’attenzione per i maestri storicizzati del Novecento italiano e dall’altra l’impegno verso la promozione e il sostegno ai giovani artisti. Tutto questo, sempre, nella convinzione che non esistano cesure, ma un continuo rimando tra una generazione e l’altra.

Si è appena conclusa la 41° edizione di Artefiera. Siete soddisfatti dei risultati? Come avete trovato la nuova direzione di quest’anno?

È la nostra terza volta ad Arte Fiera, per noi è sempre un grande piacere essere parte di questo grande evento che abbiamo amato fin dal primo anno e che anche in questa edizione si è confermato come uno degli appuntamenti più interessanti in Italia. La nuova direzione la lasciamo giudicare al pubblico, che abbiamo visto entusiasta. Ci pare quindi sia stata un successo.

Tra opere storicizzate e quelle di artisti emergenti quale categoria ha riscosso più attenzione in occasione di Artefiera? Riscontrate la stessa tendenza nell’ambito della vostra ordinaria attività?

Come diciamo sempre, crediamo che l’arte viva di continuità storiche. Probabilmente ci crediamo talmente tanto che anche i nostri collezionisti hanno un approccio molto equilibrato alle nostre proposte, acquistando artisti storicizzati e più giovani, sia nelle fiere che in galleria.

Per finire, potete darci qualche anticipazione sulle prossime mostre in programma nella vostra galleria?

Ci muoveremo all’interno del contesto romano, presentando giovani emergenti in dialogo con gli artisti della scuola di San Lorenzo e di Piazza del Popolo.

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