Il light painting da New York a Bologna Intervista a Filippo M. Prandi

di Alessio Leonardi

Bolognese di nascita e newyorkese di adozione, il filmmaker Filippo M. Prandi, classe 1983, si è specializzato nella tecnica del light painting, una tecnica fotografica che permette di realizzare scatti molto particolari direzionando un fascio di luce solo nei punti di interesse dell’immagine, “pennellando con la luce” come definisce lo stesso artista. Da puro hobby, la fotografia si è trasformata prima in passione ed infine in arte.

Filmmaker e fotografo, qual è stato il percorso e come mai il light painting?

Ho sempre voluto fare il filmmaker e attualmente sono coinvolto in tre progetti cinematografici importanti. Avevo studiato fotografia solo a livello teorico al DAMS di Bologna ma il primo approccio alla pellicola è avvenuto quando frequentavo la New York Film Academy, dove ho iniziata ad usare la pellicola 16mm. La vera molla però è stata l’amicizia con un fotografo che mi ha introdotto alle meraviglie della fotografia a lunga esposizione e a quelle del light painting.

Come mai proprio SetUp?

La mia prima mostra fotografica si è tenuta a Bologna nel 2015. Fra i visitatori c’era Simona Gavioli, cofondatrice e direttrice di SetUp, la quale mi ha suggerito di partecipare all’edizione 2016 della Fiera. Questa del 2017 è stata la mia seconda edizione e conto di partecipare alle edizioni future di quella che ritengo essere la migliore fiera dell’arte di Bologna.

Perché posizioni in negativo della fotografia con sopra una piccola lente d’ingrandimento proprio sotto lo scatto?

Al di la’ di una passione per la pellicola, il vero motivo per cui scatto le mie fotografie in pellicola 35mm è semplice: le mie fotografie sono caratterizzate dai numerosi “effetti speciali” (pose multiple, semi-trasparenza, distorsione degli ambienti ecc. ecc.). Ovviamente non voglio che il pubblico pensi che tali effetti possano essere ottenuti in post-produzione quindi scatto in pellicola per poter dimostrare la veridicità degli effetti. Posiziono i negativi sotto le opere, con tanto di lente di ingrandimento, affinché la prova tangibile che tali scatti non siano stati alterati in post-produzione sia a portata di mano.

Quante copie si ottengono da un tuo scatto e di quale formato?

Sono disponibili tre copie per ognuno dei tre formati: 20×30 cm, 40×60 cm, 50×70 cm. Una volta raggiunto il limite le fotografie sono fuori stampa per sempre.

Entrando nel tuo spazio di SetUp sono rimasto profondamente colpito dalla fotografia che ritrae Antonio Monda. Perché proprio lui e qual’è la genesi dello scatto?

Volevo realizzare una serie intitolata “Artists”, dove avrei impressionato la tripla immagine del soggetto su pellicola, realizzando un ritratto diverso da quelli canonici. Antonio Monda, che conosco da diversi anni, e’ stato il primo soggetto della serie. L’idea base dello fotografia è quella di analizzare le diverse sfaccettature della personalità di un soggetto.

Hai una galleria che ti rappresenta? 

E’ la Viridian Artists di New York City che mi sostiene in diverse mostre collettive in varie città americane. Non ho ancora partecipato a fiere dell’arte negli Stati Uniti perché sono molto impegnato con il mio lavoro cinematografico.

Qual è il “price range” delle tue opere?

Attualmente i prezzi delle mie fotografie sono: $ 200 per le stampe piccole, $ 400 per le stampe medie e $ 600 per le stampe grandi.

Courtesy: Filippo M. Prandi, Viridian Artists, Main Section, SetUp Contemporary Art Fair, Bologna 2017 (foto altrospaziophotography.com)

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