Contrasto Galleria: tra arte e reportage

di Alessio Leonardi

Diventato un punto di riferimento per il collezionismo fotografico sia di esperti sia di neofiti Contrasto Galleria  propone opere di grandi maestri italiani e internazionali, così come lavori di artisti emergenti. Abbiamo intervistato Alessia Paladini, direttrice della galleria, in occasione della 41esima edizione di Artefiera a Bologna, dove ha partecipato nella sezione dedicata alla fotografia.

Chi proponete?

La nostra proposta si orienta principalmente verso artisti che hanno già una carriera consolidata ed anche iconograficamente più classici. Il nostro taglio è piuttosto tradizionale: è una fotografia “pura” che viene da fotografi che nascono in ambito giornalistico o di reportage, come Berengo Gardin, Scianna o Klein, che è stato uno dei più grandi fotografi di moda della storia, così come Herbert List e Sebastião Salgado, artisti riconosciuti a livello internazionale. Non manca, però, uno sguardo su autori più contemporanei, quali Alex Webb, Kenro Izu, Erwin Olaf, Irene Kung, Bill Armstrong e Paolo Ventura.

Come mai quest’anno, secondo lei, Artefiera ha deciso di puntare sul settore fotografico?

Ha puntato sul comparto fotografico in termini di qualità piuttosto che sul numero di gallerie. Rispetto allo scorso anno, dal punto di vista numerico, sono presenti meno gallerie in fiera che si occupano esclusivamente di fotografia; è segno di una maggiore attenzione del comitato scientifico della fiera verso la qualità piuttosto che la quantità.

Come si caratterizza Artefiera rispetto alle altre fiere italiane, per esempio Miart?

Credo che siano due fiere abbastanza diverse. Miart ha un occhio rivolto più verso il contemporaneo, Artefiera, forte anche della sua lunga storia e tradizione, ha più un taglio più classico che abbraccia diverse fasce di collezionismo.

Come mai avete scelto di partecipare ad Artefiera e non a Miart?

Più che altro per una questione “logistica”: noi siamo una galleria milanese e partecipiamo già sulla nostra città a MIA, la fiera dedicata alla fotografia d’autore. Abbiamo privilegiato quindi Bologna nell’ottica di allargare il bacino dei nostri collezionisti.

I vostri collezionisti che cosa cercano? 

Sicuramente i collezionisti sanno cosa vogliono e sanno a chi rivolgersi; quindi quando vengono da noi sanno per certo che il taglio è più orientato verso una fotografia classica rispetto a giovani proposte.

Quanto i collezionisti in Italia seguono la fotografia?

Il collezionismo fotografico in Italia sta avendo un seguito sempre più ampio perché anche con un budget contenuto è possibile acquistare opere di grande qualità. La grande sfida è portare i collezionisti di opere uniche verso la fotografia, che per il fatto intrinseco di essere in tiratura e comunque non pezzo unico, talvolta crea un ostacolo nei collezionisti di altri generi d’arte.

Ci sono controlli sul numero delle copie?

Certamente: nessuno – né l’artista né il gallerista – ha interesse a “barare” sulle tirature. Quando un artista decide di fissare un numero chiuso di stampe per ciascun suo scatto, tale numero rimane fisso e non modificabile. Anzi, quando uno scatto va esaurito, il riflesso positivo verso l’artista è notevole. Esistono poi molti artisti che lavorano in open edition, ovvero in tiratura aperta: Salgado, Klein, Scianna, Berengo Gardin, Cartier-Bresson, Erwitt, solo per citarne alcuni.

 

 

 

Courtesy: Contrasto Galleria.

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